Train Street Hanoi: tra caffè, influencer e l’overtourism che cancella l’autenticità

Giulia Ruberti

15 Gennaio 2026

HANOI, 15 gennaio 2026 – C’è una stradina stretta, quasi nascosta tra le vecchie case del quartiere di Hoan Kiem, che negli ultimi anni è diventata una tappa fissa per chi viaggia in Sud-est asiatico. È la famosa Train Street – così la chiamano turisti e abitanti di Hanoi – dove ogni giorno, dall’alba al tramonto, centinaia di persone si fermano a sorseggiare un caffè a pochi centimetri dai binari. Aspettano il passaggio del treno. Quando il convoglio arriva, spesso poco dopo le 15 o al calar della sera, scatta il rituale: mani davanti alla bocca, occhi spalancati, qualche risata nervosa. Un attimo di incredulità che dura poco più di qualche secondo, ma che finisce dritto nei video su Instagram.

Overtourism e social network: il caso Train Street

Come fa un posto a diventare vittima dell’overtourism? Secondo tanti esperti locali, Train Street – nata agli inizi del Novecento con l’arrivo dei binari francesi nel cuore di Hanoi – è diventata celebre quasi per caso. Tutto è partito da un video diventato virale, poi le prime foto sui social e un passaparola che non si è più fermato. Oggi gli abitanti raccontano che le code cominciano già dalla mattina presto: “Arrivano da ogni angolo del mondo solo per vedere il treno e bere un caffè qui”, dice Hang Nguyen, che gestisce uno dei tanti bar affacciati sui binari.

Il fenomeno è esploso in pochi anni. Nel 2017 erano soprattutto viaggiatori curiosi; nel 2019 la strada era già invasa da smartphone e flash, ricorda Long Tran, residente da oltre trent’anni. Le autorità hanno provato più volte a chiudere i caffè o limitare gli accessi per motivi di sicurezza: treni costretti a rallentare e residenti preoccupati dal caos. Ma il flusso non si è mai fermato davvero.

Le conseguenze dell’afflusso turistico

Soprattutto da ottobre a marzo, centinaia di visitatori affollano quotidianamente i binari di Train Street, trasformando questa piccola strada in un vero e proprio set a cielo aperto. I negozianti hanno trovato una fonte importante di guadagno: un caffè costa circa 50.000 dong (poco meno di due euro), ma il prezzo più grande resta la presenza continua di folla e telecamere. “Non è sempre semplice convivere con tutto questo”, confida Mai Le, che abita proprio sopra i binari. Alcuni si sono adattati alla situazione: sistemano sgabelli sulle traversine o costruiscono mini-balconi per far scattare foto ancora più ravvicinate ai turisti.

Il dibattito sull’overtourism è acceso: c’è chi lo vede come una risorsa economica e chi invece teme che stia snaturando la città. “Non è normale avere centinaia di sconosciuti sotto casa tutti i giorni”, ammette Tran, chiedendo più controlli. La presenza della polizia ormai è costante: agenti a ogni incrocio per evitare che qualcuno si avvicini troppo ai binari quando passa il treno. Solo allora inizia l’attesa per lo scatto perfetto.

Il format social: tra autenticità e routine

Il copione è sempre lo stesso, raccontano diversi baristi locali: caffè in mano, macchine fotografiche pronte e occhi puntati verso la curva da cui spunta il treno delle 15.20. Lo stupore sembra quasi recitato – un rituale visto e rivisto nei video su TikTok e Instagram. “Quasi tutti vengono solo per questo momento”, spiega Hang Nguyen. I baristi ormai hanno imparato i tempi alla perfezione: avvisano con un cenno quando sta arrivando il treno e invitano a restare seduti o a spostarsi velocemente per sicurezza. Dopo pochi minuti tutto torna come prima: tazzine vuote sui tavolini e risate che coprono il rumore dei binari.

Per alcuni visitatori italiani incontrati ieri mattina l’esperienza si è trasformata in una specie di rito. C’è chi prova ancora emozione autentica – “si sente proprio il treno addosso”, dice Marco Di Stefano, 28 anni, in viaggio con gli amici – ma molti confessano di aver scelto la meta dopo averla vista sui social. A guidare la scelta sono soprattutto le immagini: una routine ormai lontana dalla sorpresa genuina.

Sicurezza e futuro incerto

Le autorità municipali continuano a segnalare preoccupazioni sulla sicurezza della Train Street. Nel 2023 ci sono stati alcuni episodi minori – persone troppo vicine ai binari o tavolini spostati all’ultimo momento –, ma per ora nessun incidente grave. Il Comune sta pensando a misure più rigide: controlli serrati e limiti agli orari di apertura dei locali.

Nonostante tutto resta l’attrazione unica di questa strada sospesa tra vita quotidiana e straordinarietà della ferrovia urbana. Eppure – tra selfie, video e storie su Instagram – resta quella domanda iniziale: cos’è davvero che rende speciale un posto? Spesso è solo quel desiderio di sentirsi parte di qualcosa che già conosciamo, anche se solo per un attimo davanti a un treno che passa a pochi centimetri dal tavolo del caffè.

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