Le 8 migliori destinazioni da visitare a Panama oltre il celebre Canale

Luca Mangano

15 Gennaio 2026

Città di Panama, 15 gennaio 2026 – Quando si parla di Panama, la mente corre subito al suo celebre canale, quel colosso che unisce Atlantico e Pacifico e pulsa nel cuore del Paese dal 1914. Ma c’è un altro volto di Panama, quello che si rivela appena ci si allontana dai soliti percorsi turistici, oltre i viali affollati di Avenida Balboa o le lucide sale del Miraflores Visitor Center. Negli ultimi tempi, anche i turisti italiani hanno cominciato a scoprirlo: +14% di arrivi in un anno, dicono le statistiche dell’ente del turismo. Lontano dal caos dei cargo e dal traffico, la capitale e i suoi dintorni raccontano storie fatte di mercati vivaci, quartieri coloniali e spiagge quasi dimenticate dal tempo.

Oltre il canale: natura e storia a due passi dalla città

Alle sette del mattino, quando l’umidità già si fa sentire nell’aria, il Mercado de Mariscos prende vita con carretti che vanno e vengono, voci che si intrecciano e ghiaccio tritato sparso ovunque. Da qui arrivano i pescatori delle Perlas – poco lontano, raggiungibili con pochi minuti di traghetto – con tonni freschi, gamberoni e corvine appena pescate. “Il vero Panama è qui”, dice Miguel con un sorriso aperto mentre prepara un ceviche e racconta storie di mare.

A meno di mezz’ora in macchina cambia tutto: nella foresta pluviale di Soberania, scimmie urlatrici e tucani riempiono il fitto verde. Chi ama il birdwatching conosce bene la Pipeline Road, famosa tra gli ornitologi per le oltre 500 specie viste in pochi chilometri. All’alba guide come Ana Jimenez accompagnano piccoli gruppi lungo sentieri fangosi, immersi nel canto degli uccelli. “Qui sembra tutto fermo a mille anni fa”, racconta Ana durante una delle sue escursioni.

Casco Viejo: il cuore antico della città

Per chi vuole respirare la Panama coloniale, fatta di piazze ombreggiate, archi in pietra e balconi carichi di panni stesi al sole, il posto giusto è il Casco Viejo. Patrimonio Unesco dal 1997, questo quartiere mescola palazzi restaurati a facciate consumate dal tempo, piccoli bar dove si serve rum locale e caffè dal gusto deciso. L’atmosfera cambia col passare delle ore: la mattina le strade sono quasi vuote; nel tardo pomeriggio gruppetti di ragazzi si radunano sulle scalinate a suonare chitarre o a chiacchierare sotto murales colorati.

Un dettaglio che sfugge a molti: nei cortili interni si scorgono vecchie targhe in spagnolo e francese – segni delle prime ondate migratorie che portarono qui tecnici e operai per costruire il canale. Intanto nei negozi d’artigianato si trovano ancora le tipiche mole dei Kuna, tessuti vivaci realizzati a mano con tecniche antiche tramandate da generazioni.

Le isole vicine e il richiamo del mare

Non c’è solo la città: il vero tesoro di Panama sono le sue isole e le coste quasi intatte. Da Amador Causeway partono i traghetti per Taboga, chiamata “l’isola dei fiori”, meta preferita dai cittadini per le sue spiagge sabbiose e le casette color pastello. Qui si mangia ancora pesce fresco nei ristoranti improvvisati sulle palafitte; nelle ore più tranquille del pomeriggio l’unico rumore è quello delle onde che sbattono sugli scogli.

Più a nord, tra Colón e Gamboa, le chiatte del canale dividono i villaggi afro-caraibici dalle riserve naturali dove vivono caimani. Ma basta prendere un autobus locale per attraversare questa linea liquida ed entrare a Portobelo, porto fantasma dalla storia lunga secoli, famoso per le fortificazioni spagnole ancora presidiate da vecchi cannoni arrugginiti.

Cibo, mercati e volti: l’anima della vita quotidiana

La sera in città la vita si accende nei locali tra Avenida Central e Plaza Herrera. La cucina panamense – meno conosciuta rispetto ad altri Paesi centroamericani – propone piatti come l’arroz con coco o il pesce fritto venduto agli angoli delle strade tra risate e chiacchiere fitte.

Secondo i dati del Ministero del Turismo, un pranzo nelle zone centrali costa tra i 7 e i 12 dollari; fuori città invece si può mangiare bene spendendo meno di 5 dollari nei chioschi lungo la Panamericana. Qui sembra che il tempo rallenti davvero: chi arriva spesso finisce per fermarsi più giorni del previsto. Attirati da quella miscela unica di natura selvaggia, storia coloniale e calore umano che solo Panama sa regalare.

Un Paese piccolo – poco più di 4 milioni secondo il censimento 2025 – ma che sfugge ai soliti stereotipi: non solo canale, ma una realtà fatta di culture diverse e storie intrecciate. Solo chi si prende il tempo per fermarsi può capire perché chi vive qui non lo cambierebbe con nessun altro posto al mondo.

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