Saint John’s, 17 gennaio 2026 – Antigua e Barbuda, gioielli dei Caraibi orientali, restano una delle mete preferite da chi vuole scappare dalla routine e vivere qualcosa di diverso. Nei mesi più freddi in Europa, soprattutto tra gennaio e marzo, si registra un aumento dei viaggiatori diretti a queste isole gemelle. Le ragioni? Spiagge da sogno, clima mite e un’atmosfera lontana dal caos delle città. Lo confermano i dati degli arrivi all’aeroporto internazionale V.C. Bird, dove gli operatori parlano di “un incremento rispetto allo scorso inverno”.
Soggiorni tra baie tranquille e mercatini colorati
Passeggiando lungo la costa di Dickenson Bay al tramonto – qui il sole cala presto, verso le 18, lasciando spazio all’aria calda e umida – non è raro vedere gruppi di italiani chiacchierare davanti a un rum punch. “Si viene qui per staccare davvero, non solo per godersi la spiaggia”, racconta Francesco, milanese in vacanza con la famiglia. I ritmi sono lenti: colazione con frutta locale, una nuotata nelle acque limpide, poi una visita ai mercatini tra Saint John’s e i piccoli villaggi dell’entroterra. Anche il cibo parla chiaro: frutti di mare freschi, pollo speziato, pani dolci che raccontano storie di influenze africane, britanniche e creole.
Le strutture ricettive vanno dagli hotel medio-alti ai piccoli lodge a conduzione familiare. I prezzi? Una doppia con vista mare può costare tra i 120 e i 300 euro a notte, a seconda della stagione. Per pranzi o cene in ristoranti tradizionali si spendono mediamente 15-25 euro a persona. Ma non è solo una meta per chi cerca il lusso: “Molti optano per guesthouse o appartamenti per vivere più da vicino la vita locale”, spiega Judith Simon, che guida una cooperativa turistica.
Turismo in crescita: tradizione e natura al centro
I dati del Ministero del Turismo parlano chiaro: nel 2025 Antigua e Barbuda hanno accolto oltre 300mila visitatori stranieri, con un +7% rispetto all’anno precedente. La pandemia ha lasciato il segno: “La ripresa è stata lenta dopo mesi difficili”, racconta Roland James dell’Antigua Hotel Association. “Ora però torniamo ai numeri pre-Covid”.
Sul territorio si avverte un certo equilibrio delicato tra protezione dell’ambiente e sviluppo turistico. Diverse associazioni locali promuovono percorsi ecologici alla Barbuda Codrington Lagoon, zona preziosa per gli uccelli migratori, o attività di snorkeling con un impatto minimo sull’ecosistema. La salvaguardia dei coralli è una priorità anche per gli operatori stranieri: “Cerchiamo sempre di far capire ai turisti quanto sia importante rispettare l’ambiente”, dice Anne Lacy, guida ambientale.
La vita vera dietro la cartolina
Chi arriva ad Antigua e Barbuda resta spesso colpito dalla vita quotidiana che va oltre le immagini da cartolina. Nei giorni di mercato – soprattutto il sabato mattina – la piazza centrale di Saint John’s si riempie di bancarelle con frutta fresca come banane rosse e mango giganti, insieme a artigianato locale in legno. “Vivo qui da vent’anni – racconta Monica Wills, artigiana inglese trasferita ad Antigua –, la gente arriva per il mare ma scopre presto una comunità viva”.
Oltre alle famose spiagge come Half Moon Bay o Jolly Beach, molti preferiscono le strade meno battute dell’entroterra per passeggiate o giri in bici. Nelle ore più calde ci si rifugia in piccoli bar con sedie di plastica dove risuonano note reggae e si può godere dello sguardo sul mare poco distante.
Come arrivare e qualche consiglio utile
Arrivare ad Antigua dall’Italia richiede almeno uno scalo; Londra o Miami sono le tappe più comuni. Il viaggio dura circa 14 ore in totale. Non ci sono voli diretti da Roma o Milano; British Airways e American Airlines offrono collegamenti con frequenza variabile nei mesi invernali.
Dal punto di vista sanitario non servono vaccinazioni obbligatorie per soggiorni brevi. È però consigliabile avere un’assicurazione medica che copra eventuali spese sanitarie. La moneta locale è il dollaro dei Caraibi orientali; nei negozi più grandi si accettano anche euro o dollari USA, ma nei mercatini meglio avere contanti.
Il futuro del turismo tra identità e numeri
Per gli operatori locali la sfida vera sarà mantenere viva l’identità del luogo pur accogliendo sempre più visitatori. “Il rischio è diventare come tante altre isole caraibiche”, avverte Simon. Eppure Antigua e Barbuda sembrano cercare una strada diversa: ritmi più lenti, rispetto per la natura e un’atmosfera umana che ancora oggi resiste alla pressione del turismo di massa internazionale.