Quito, 19 gennaio 2026 – Sull’arcipelago delle Galápagos, a mille chilometri dalla costa dell’Ecuador, il sogno naturalistico di Charles Darwin comincia a scricchiolare. A Puerto Ayora, tra barche ancorate e zaini colorati che sfrecciano lungo la Charles Binford Street, una domanda torna spesso: quanta pressione può sopportare davvero questo fragile ecosistema? Santa Cruz, principale porta d’ingresso alle isole, mostra ormai chiari segni di affaticamento. Gli ultimi dati ufficiali parlano chiaro: oltre 300 mila visitatori nel 2025, il doppio rispetto a quindici anni fa.
Turismo alle stelle, regole che arrancano
Non è certo una novità: le Galápagos attirano viaggiatori da ogni angolo del mondo. La maggior parte arriva con voli da Quito o Guayaquil e si trova subito faccia a faccia con leoni marini sonnacchiosi e iguane immobili sulle rocce vulcaniche. Il problema – spiegano all’Ente Parco Nazionale – sono proprio i numeri in continua crescita. “Non abbiamo mai visto un aumento così rapido del turismo – racconta María Eugenia Cruz, responsabile dell’ente locale per il turismo –. Le nostre strutture stentano a reggere.” Nel 2010 si contavano poco più di 150 mila presenze. Oggi, ogni settimana spuntano nuovi alloggi segnalati soprattutto su piattaforme di affitti brevi, con Airbnb in testa.
Il cambiamento è evidente nelle vie più trafficate: negozi di souvenir ovunque, bici a noleggio, ristoranti nuovi che sbucano come funghi. Ma dietro questo boom c’è chi comincia a preoccuparsi seriamente. “L’equilibrio è davvero sottile”, ammette la biologa Ana Lucía Peralta, impegnata nei progetti per monitorare le specie endemiche. “Non possiamo superare la capacità dell’arcipelago. In gioco c’è la sopravvivenza stessa del nostro ambiente.”
Affitti brevi alle stelle, residenti in difficoltà
Uno dei temi più caldi è proprio l’esplosione degli affitti brevi, un fenomeno che qui è decollato solo negli ultimi cinque anni. Case private trasformate in piccoli hotel, abitazioni storiche affittate a settimane. “Annunci ovunque, persino su bacheche improvvisate nei bar di San Cristóbal o Isabela,” racconta Juan Cedeño, giovane guida naturalistica. Questo ha fatto schizzare i prezzi degli affitti ben oltre le possibilità di molti abitanti – insegnanti e impiegati pubblici inclusi.
Un rapporto della Fundación Charles Darwin segnala che negli ultimi tre anni gli affitti medi sulle isole principali sono saliti del 38%. Nel frattempo aumenta anche il numero di famiglie che lascia Santa Cruz perché non riesce più a sostenere i costi. “Così la ricchezza portata dal turismo rischia di trasformarsi in un boomerang sociale,” sottolinea Cruz.
Un equilibrio sempre più precario
Sul fronte delle norme, mettere un freno al flusso turistico resta una sfida complicata. Le leggi ci sono: biglietti d’ingresso limitati, obbligo di guide autorizzate, divieti per le barche private in alcune zone protette. Però molti abitanti si lamentano della scarsa applicazione delle regole e delle pene poco efficaci. Quando ci sono tanti soldi in ballo la tentazione di aggirare i limiti è forte.
“La pressione umana rischia di favorire l’arrivo di specie invasive, distruggere habitat e mettere a rischio la biodiversità,” avverte Peralta. Solo nel 2025 sono state individuate almeno cinque nuove specie aliene collegate all’aumento degli scambi commerciali.
La voce della comunità chiede azioni concrete
Oggi chi vive qui chiede regole più stringenti alla politica. Tra le proposte spiccano un tetto massimo annuale ai visitatori, controlli più duri sulle piattaforme digitali e incentivi per un turismo più lento e rispettoso. “Vogliamo che le Galápagos restino un patrimonio anche per i nostri figli,” dice Cedeño, portavoce dei tanti giovani che sperano ancora in un equilibrio possibile tra sviluppo e tutela.
Le autorità nazionali hanno promesso un piano entro giugno: niente nuove licenze finché non si farà chiarezza sul futuro del turismo nell’arcipelago. Intanto però il paradiso descritto da Darwin resta sotto pressione costante. Ogni sera al tramonto sul molo di Puerto Ayora si sente quel prezzo da pagare quando il successo rischia di diventare il suo contrario.
Oggi le Galápagos, strette tra affitti brevi selvaggi e turismo senza sosta, sembrano davvero a un bivio: difendere un tesoro mondiale o seguire una strada che potrebbe comprometterne per sempre l’anima.