Galápagos a rischio: l’assalto dei turisti mette in pericolo il paradiso naturale

Simona Carlini

19 Gennaio 2026

Quito, 19 gennaio 2026 – Alle Galápagos, un luogo che per generazioni ha rappresentato il simbolo della biodiversità incontaminata, il delicato equilibrio tra uomo e natura sembra ormai compromesso. Negli ultimi anni, sull’arcipelago di Darwin – meta amatissima da biologi e viaggiatori di tutto il mondo – il continuo aumento degli arrivi sta mettendo a dura prova sia l’ecosistema sia la vita quotidiana di chi ci abita. Un paradiso sotto assedio, come lo chiamano molti residenti e ambientalisti, che chiedono limiti più rigidi al turismo e regole chiare per gli affitti brevi, ormai diffusi anche nei piccoli centri.

Turismo senza sosta: un’emergenza silenziosa

Nel 2025 sono stati quasi 300 mila i turisti sbarcati sulle isole principali, secondo i dati del Parco Nazionale delle Galápagos. Un numero che si è triplicato rispetto a vent’anni fa. Puerto Ayora, la città più grande di Santa Cruz, non è più quella di una volta: negozi di souvenir si alternano a ristoranti per tutte le tasche, con lunghe file davanti alle agenzie che organizzano tour giornalieri verso Tortuga Bay o Seymour Norte. “Non si respira più quell’aria tranquilla che conoscevamo”, racconta Maria Jiménez, guida locale. “Ormai si lavora dodici ore al giorno solo per far fronte alla domanda. E intorno tutto sta cambiando”.

L’aumento dei visitatori ha portato anche un nuovo afflusso di residenti temporanei. “Il fenomeno degli affitti brevi è esploso”, spiega Miguel Torres, agente immobiliare del posto. “Case e appartamenti vengono affittati ai turisti a prezzi molto più alti, rendendo quasi impossibile trovare un alloggio per chi vive qui tutto l’anno”. Uno studio dell’Universidad San Francisco de Quito conferma che negli ultimi cinque anni i prezzi nelle zone centrali sono schizzati del 60%.

Il costo nascosto del successo turistico

Le autorità locali si trovano strette in un gioco complicato: da una parte devono proteggere un ambiente unico al mondo, dall’altra non possono ignorare la spinta economica del turismo. Le Galápagos sono infatti il cuore della strategia turistica nazionale dell’Ecuador e nel 2025 hanno generato ricavi superiori ai 400 milioni di dollari, come ricordato dal ministro del Turismo Gabriela Moreno. Una fonte preziosa – soprattutto dopo la crisi del petrolio – ma che rischia di consumare proprio ciò su cui si basa.

Negli ultimi mesi le associazioni ambientaliste come la Fundación Charles Darwin hanno lanciato l’allarme: “I limiti fissati dal Parco non reggono più ai numeri attuali”, si legge in una nota diffusa a dicembre. Dall’altra parte gli operatori turistici chiedono regole chiare e sostenibili: “Nessuno vuole tornare indietro – ha detto Luis Álvarez, presidente dell’associazione imprenditori turistici – ma serve mettere un tetto agli arrivi giornalieri”.

Un ecosistema sotto pressione tra plastica e nuovi ospiti

Gli effetti si vedono anche fuori dai percorsi più battuti. L’afflusso massiccio porta con sé più rifiuti – soprattutto plastica monouso –, maggior consumo d’acqua e traffico sui trasporti locali. Nel porto di San Cristóbal, i pescherecci lasciano spazio ai motoscafi turistici; sulle spiagge dove nidificano le tartarughe spuntano ombrelloni e venditori ambulanti.

I ricercatori locali non nascondono la preoccupazione. “Le specie endemiche stanno subendo forti pressioni”, avverte la biologa Patricia Estrella. “Abbiamo notato comportamenti insoliti negli uccelli e nelle iguane marine”. Un recente studio su Nature Ecology & Evolution parla chiaro: alcune popolazioni di tartarughe giganti hanno visto calare il tasso riproduttivo del 15% negli ultimi dieci anni.

Ma tra gli abitanti c’è ancora molta divisione: da un lato il bisogno di proteggere l’ambiente; dall’altro la paura di perdere posti di lavoro e guadagni fondamentali per tante famiglie. Solo a Puerto Villamil, sull’isola di Isabela, oltre il 70% della popolazione vive direttamente o indirettamente grazie al turismo.

Galápagos tra speranze e sfide

Intanto il governo ecuadoregno ha annunciato nuovi tavoli di confronto con amministratori locali, operatori del settore ed esperti internazionali. L’obiettivo è fissare un numero chiuso per i visitatori, controllare gli affitti brevi e incentivare forme di turismo meno impattanti. Ma sul campo restano molte incognite.

Alle Galápagos – dove iguane scivolano lente sulla lava nera e gruppi di viaggiatori appena sbarcati dal traghetto si affrettano verso l’avventura – cresce la richiesta di una nuova via. Una via che sappia ascoltare chi vive qui ogni giorno senza dimenticare le urgenze della natura. Un equilibrio difficile da ritrovare in un luogo dove il sogno rischia davvero di svanire.

Change privacy settings
×