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Natale nelle Filippine: tradizioni uniche e celebrazioni da scoprire durante il Pasko

Silvana Lopez by Silvana Lopez
23 Gennaio 2026
in Soggiorni e dintorni
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Soggiorni e dintorni

Manila, 23 gennaio 2026 – Nelle Filippine, il Natale – qui chiamato Pasko – è molto più di una festa religiosa. Fin da settembre, i quartieri si trasformano, le strade si illuminano e la gente si prepara a un periodo di festeggiamenti tra i più lunghi al mondo. Chi arriva a Manila in autunno si trova immerso in un’atmosfera che sembra fuori stagione per chi viene dall’Europa: luci colorate, canzoni tradizionali, bancarelle di dolci tipici e sorrisi che sembrano più grandi del solito.

Il Natale che parte da settembre

Secondo chi vive qui e gli esperti di cultura locale, il Natale filippino comincia appena finiscono le piogge. È la notte tra il 31 agosto e il primo settembre a segnare l’inizio della stagione dei cosiddetti “Ber months”: settembre, ottobre, novembre e dicembre. “Da noi il Natale inizia davvero presto”, racconta Maria Dolores Santos, insegnante a Quezon City. Non è raro vedere le prime luci natalizie accese già nelle prime ore del primo settembre, sia nei piccoli paesi sia nei quartieri trafficati della capitale.

Questa abitudine – confermata dal National Commission for Culture and the Arts – ha radici nella storia coloniale spagnola ma nel tempo è diventata una vera e propria espressione popolare e identitaria. I negozi espongono vetrine addobbate a tema e dalle radio partono i primi canti natalizi – le famose carol songs – che fanno da colonna sonora alla vita quotidiana per mesi interi.

La parol: luce e speranza per tutti

In ogni angolo delle Filippine, da Luzon a Mindanao, il simbolo più riconoscibile del Natale è la parol, una lanterna colorata a forma di stella, fatta a mano con bambù e carta trasparente. Appesa alle finestre o davanti alle porte di casa, la parol rappresenta la stella cometa che guidò i Re Magi. “Per noi non è solo una decorazione: è un segno di speranza”, spiega Norberto Almeda, artigiano di Pampanga.

A San Fernando, che molti chiamano la “capitale delle parol”, ogni anno si tiene un festival dedicato proprio a questa lanterna. Anche le famiglie con pochi mezzi provano comunque a creare la loro lanterna. Molte scuole organizzano concorsi tra studenti per tenere viva questa tradizione. I materiali cambiano nel tempo: c’è chi usa vetro o plastica riciclata, altri preferiscono restare fedeli al bambù e alla carta.

Religione e riti condivisi

Il legame tra il Natale filippino e la fede cattolica si vede soprattutto nella lunga novena chiamata Simbang Gabi: nove giorni consecutivi dal 16 al 24 dicembre in cui i fedeli si incontrano prima dell’alba nelle chiese illuminate da candele e addobbi. La Conferenza episcopale filippina stima che oltre il 70% dei cattolici partecipa almeno a una delle messe. “Per noi significa chiedere benedizioni per l’anno che viene”, confida Cecilia Torres da Cebu.

La sera della vigilia – la Noche Buena – le famiglie si riuniscono intorno a tavole imbandite con piatti tipici come il lechon (maialino arrosto), il queso de bola (formaggio olandese impanato) e dolci come bibingka e puto bumbong. Non mancano giochi collettivi, scambi di regali semplici ma sentiti e canti natalizi cantati insieme da grandi e piccini.

Il Natale che unisce

Oltre alla fede, nel Natale filippino c’è molto spazio anche per la solidarietà. In molte città – soprattutto nei quartieri più poveri di Manila come Tondo – si organizzano raccolte di cibo e donazioni per chi ha bisogno. Secondo dati delle associazioni locali, ogni anno migliaia di pacchi con riso, latte in polvere e beni essenziali vengono distribuiti ai più fragili.

Maricel Mendoza, operatrice sociale della Caritas Manila, racconta un clima fatto di solidarietà: “La crisi economica si sente anche qui, ma durante il Natale nessuno resta solo”. È forse in questo spirito che il lungo Pasko continua ad avere un ruolo centrale nell’identità delle Filippine: un momento per rafforzare legami familiari e comunitari quando tutto intorno sembra fermarsi.

Un Natale senza fine

Tra la durata eccezionale della festa e l’intensità dei simboli collettivi, il Pasko filippino resta davvero unico nel panorama mondiale. In molti Paesi le feste finiscono con Capodanno; qui invece si va avanti almeno fino all’Epifania (6 gennaio), spesso anche oltre con piccoli riti casalinghi o feste nei quartieri. Gli antropologi locali dicono che questa lunga stagione serviva storicamente a superare difficoltà economiche e sociali attraverso la condivisione.

Alla domanda sul perché duri così tanto questa “storia senza fine”, molti rispondono ridendo: “Abbiamo bisogno di luce tutto l’anno”. Una risposta semplice ma profonda su quanto questo popolo sappia trovare nella festa un vero rifugio dalla fatica quotidiana.

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