Snow Polo World Cup St. Moritz 2026: l’evento imperdibile dell’inverno alpino dal 23 al 25 gennaio

Giulia Ruberti

25 Gennaio 2026

St. Moritz, 25 gennaio 2026 – Sul ghiaccio del lago di St. Moritz, da venerdì 23 a oggi, domenica 25 gennaio, si è giocata l’edizione 2026 della Snow Polo World Cup, l’evento che ogni inverno trasforma la piccola cittadina svizzera dell’Engadina nel punto di riferimento mondiale del polo sulla neve. Tra temperature gelide, cavalli argentati dalla brina e spettatori avvolti in pellicce pesanti, le squadre si sono sfidate in un torneo che dal 1985 mette insieme sport, mondanità e atmosfera alpina.

Il fascino unico del polo sul ghiaccio

Gli organizzatori non si stancano di ripetere che non esiste un altro posto al mondo dove il polo si giochi su un lago ghiacciato a oltre 1800 metri di altitudine. La Snow Polo World Cup St. Moritz è la culla di questa disciplina invernale, nata proprio qui quarant’anni fa grazie all’intuizione dell’imprenditore Reto Gaudenzi. “Eleganza, tecnica e natura: è un mix che non trovi da nessun’altra parte”, racconta il direttore dell’evento, Daniel Schärer. Quest’anno in campo si sono viste le squadre di Azerbaijan Land of Fire, World Polo League, The Kusnacht Practice e St. Moritz – formazioni ormai habitué della competizione. I giocatori sono arrivati da Argentina, Regno Unito, Germania, Russia e ovviamente Svizzera. Cavalli trasportati apposta da Milano e Vienna; il campo delimitato da paletti rossi e blu; un’atmosfera che richiama gli anni Ottanta, quando una semplice scommessa tra amici ha dato il via a tutto.

Sport e mondanità: il binomio che non tramonta

Qui cronaca sportiva e mondanità si intrecciano strettamente. Per tre giorni la cittadina grigionese ha accolto volti noti della finanza internazionale, manager di Zurigo, ex campioni olimpici e qualche erede aristocratico. Le tribune sul lago – con 2.000 posti – si sono riempite già dalle 11 del mattino. Champagne Laurent-Perrier a fiumi, stufato di cervo nei tendoni riscaldati e jazz dal vivo nel pomeriggio: un rituale consolidato negli anni. “Torno ogni anno per quella sensazione di relax che si respira qui”, confida Max Huber, imprenditore tedesco appassionato di cavalli. Ma sul campo la tensione resta alta: ogni partita dura quattro tempi (i cosiddetti chukker) da sette minuti ciascuno; la palla rossa viene lanciata al centro; i giocatori – quattro per squadra – devono mostrare equilibrio e rapidità su un ghiaccio che può diventare traditore all’improvviso.

L’edizione 2026: risultati e protagonisti

Secondo gli organizzatori quest’anno gli spettatori hanno superato quota 12 mila in tre giorni, un aumento rispetto ai 10 mila del 2025. La finale ha messo faccia a faccia la World Polo League e l’Azerbaijan Land of Fire, con i primi che hanno trionfato per 7-5 dopo una partita combattuta fino all’ultimo chukker. A fare la differenza è stato l’argentino Pablo Mac Donough (MVP del torneo), autore di tre gol nella seconda metà della sfida. “Il torneo si decide sui dettagli – ha spiegato Mac Donough –, sul ghiaccio basta poco per perdere l’equilibrio”. La vittoria è stata festeggiata con brindisi sulla neve tra applausi scroscianti e selfie con i tifosi svizzeri.

Impatto economico e turismo

La Snow Polo World Cup è anche una spinta importante per il turismo locale: secondo i dati dell’ente turistico dell’Engadina durante il weekend dell’evento gli hotel erano al completo, con tanti ospiti provenienti soprattutto dalla Germania e dagli Emirati Arabi Uniti. Le strutture a cinque stelle affacciate sul lago – come il Badrutt’s Palace o il Kulm Hotel – hanno proposto pacchetti a partire da 1.500 franchi a notte, compreso l’ingresso VIP alle partite. Nei ristoranti storici come il Chesa Veglia le tavolate erano già piene dalla sera precedente all’inizio del torneo.

Sicurezza e rispetto per l’ambiente

Anche quest’anno l’organizzazione ha messo in campo rigide misure di sicurezza: controlli quotidiani sullo spessore del ghiaccio (che deve essere più spesso di 30 cm), limitazioni per i mezzi pesanti e controlli veterinari costanti sui cavalli in gara. Sul fronte ambientale, spiega Schärer, continuano gli investimenti su strutture temporanee facili da smontare e sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Grazie alla collaborazione con l’Università di Zurigo sono state introdotte nuove barriere naturali per tenere lontana la fauna locale dai rumori degli spalti.

Un appuntamento che guarda avanti

Per St. Moritz lo Snow Polo è ormai diventato un simbolo forte dell’identità locale. “Andremo avanti innovando – promette il sindaco Christian Jott Jenny –, ma senza perdere tradizione e qualità”. La prossima edizione è già fissata per gennaio 2027. Nel frattempo sul lago ghiacciato restano solo le tracce degli zoccoli: piccoli segni discreti di un evento che qui continua ad attirare pubblico internazionale, sportivi e appassionati pronti a sfidare il freddo pur di vivere qualcosa che altrove non c’è.

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