Budapest, 29 gennaio 2026 – Nel cuore dell’Europa centrale, Budapest si presenta con la sua silhouette elegante, divisa in due dal maestoso Danubio: da un lato le colline di Buda, dall’altro la vasta pianura di Pest. Oggi queste due anime della città sono unite da ponti storici e da una vita quotidiana che scorre tra memoria e modernità. Fondata nel 1873 dalla fusione di due città separate, la capitale ungherese attira ogni anno milioni di turisti desiderosi di scoprire uno degli scenari urbani più affascinanti del continente. Qui il fiume non segna solo il paesaggio ma è parte integrante dell’identità cittadina. «Senza il Danubio non saremmo Budapest», ha commentato sorridendo pochi giorni fa il sindaco Gergely Karácsony, durante un evento dedicato al turismo internazionale.
Buda: fortezze, terme e scorci da cartolina
Salendo verso le alture di Buda, l’atmosfera cambia subito: il ritmo si fa più lento, meno frenetico rispetto alla sponda opposta. A pochi minuti dalla piazza Clark Ádám, il Castello di Buda – oggi patrimonio dell’UNESCO – domina la città dal suo promontorio. Dalle terrazze si vede l’isola Margherita e molto altro ancora; i fotografi che vengono qui all’alba o al tramonto raccontano che «ogni giorno il panorama sembra cambiare colore, come se fosse un’altra città». Tra le stradine acciottolate del quartiere del castello si incontrano caffè tranquilli e botteghe di artigiani locali.
Non lontano si trova la chiesa di Mattia, con i suoi tetti smaltati e mosaici colorati: è meta di matrimoni e cerimonie civili. «Abbiamo scelto Budapest per sposarci», raccontano due giovani italiani incontrati per caso. «Qui si respira storia ma anche voglia di futuro». Le celebri terme di Széchenyi e Gellért attirano chi cerca relax: l’acqua calda, ricca di minerali, sgorga dalle rocce dolomitiche a oltre 70 gradi.
Pest: palazzi liberty e caffè con storia
Scendendo sulla riva di Pest, la città cambia faccia. Qui si estende il grande viale Andrássy, una via elegante che collega il centro a Piazza degli Eroi. Il Parlamento ungherese – uno dei più grandi d’Europa – si riflette maestoso sul fiume; ogni sera le luci gialle e bianche ne illuminano la facciata, tagliando la nebbia invernale. Vicino al mercato centrale Vásárcsarnok, tra bancarelle piene di paprika e salami affumicati, turisti e residenti si mescolano; «Qui facciamo la spesa ogni settimana», dice una signora del posto indicando le langos appena preparate sui fornelli: le tipiche focacce fritte.
I caffè storici come il Gerbeaud e il New York Café – saloni decorati con specchi dorati e lampadari di cristallo – hanno ospitato poeti e scrittori ungheresi fra fine Ottocento e inizio Novecento. Ancora oggi sono ritrovo per studenti universitari e viaggiatori curiosi. Secondo l’Ente Nazionale per il Turismo, nel 2025 le visite nelle principali pasticcerie della città sono aumentate del 13%, segno che anche il settore gastronomico è tornato a correre.
Vita notturna tra i ponti
La sera a Budapest comincia spesso lungo il fiume: tra il Ponte delle Catene – Széchenyi Lánchíd – e quello Elisabetta, migliaia di persone animano i bar all’aperto sull’isola Margherita o i locali nati nelle ex fabbriche industriali riconvertite del quartiere Erzsébetváros. Qui è nata la tradizione dei “ruin pub”: locali arredati con oggetti recuperati dove si ascolta musica dal vivo fino a notte fonda. «Veniamo spesso dopo lavoro», racconta un giovane architetto davanti al celebre Szimpla Kert, «perché in questi posti si incontrano storie diverse».
Sul versante culturale, teatri come l’Opera di Stato o il Müpa – moderno Palazzo delle Arti – offrono ogni stagione un programma intenso: opere classiche, danza contemporanea e rassegne dedicate ai nuovi talenti ungheresi. Nel 2025 gli spettatori coinvolti negli eventi principali sono stati oltre 2 milioni secondo i dati pubblicati dal municipio.
Budapest: tra radici profonde e nuovi orizzonti
Oggi Budapest è in pieno fermento: nuovi hotel spuntano tra gli edifici Art Nouveau restaurati mentre la linea metro 4 – aperta da pochi anni – collega punti chiave della città rendendo più facile arrivare dall’aeroporto Ferihegy. Nonostante l’aumento del turismo (nel 2025 circa 5 milioni gli arrivi secondo Visit Budapest), chi vive qui tiene strette le tradizioni: dalla colazione con pogácsa nelle panetterie alle tranquille passeggiate mattutine sulla collina Gellért.
A chi chiede se valga ancora la pena visitarla fuori stagione, molti rispondono senza pensarci troppo: «Budapest è bella sempre», dice una libraia vicino alla Basilica di Santo Stefano, «anche sotto la pioggia». Forse proprio questa capacità di restare sé stessa, tenendo insieme passato e presente, è ciò che rende eterna quella che tutti chiamano con affetto la perla del Danubio.