Le Migliori Attrazioni di Bali: Cosa Vedere e Fare sull’Isola degli Dei

Luca Mangano

3 Febbraio 2026

Bali, 3 febbraio 2026 – Bali, l’isola degli Dei, continua a essere una delle mete più amate e visitate da chi viaggia in cerca di qualcosa di speciale. Quel che la distingue dal resto dell’Indonesia – già vasta e variegata – è soprattutto una cultura induista profondamente radicata, che si percepisce in ogni angolo: tra i templi, i riti quotidiani e quei sorrisi che disarmano. Certo, la globalizzazione ha lasciato il segno sulle spiagge e nelle vie di Denpasar. Ma l’isola mantiene un carattere tutto suo che attira milioni di visitatori ogni anno.

Bali, un’identità scolpita tra riti e paesaggi

Chi arriva a Ngurah Rai International Airport, dopo ore di volo e interminabili attese, avverte subito una sensazione: qui sei davvero in un altro mondo. L’induismo – praticato dal 90% della popolazione secondo il BPS-Statistics Indonesia – si mostra nei piccoli gesti quotidiani. Basta guardare le offerte di fiori e incenso davanti ai negozi, ascoltare le preghiere sussurrate tra le mura domestiche o fermarsi a osservare le processioni improvvise lungo le strade. “Non è solo religione, è il modo in cui viviamo,” spiega Wayan Sudarta, giovane guida locale, poco prima di accompagnare un gruppo di turisti americani verso Ubud. Solo così si capisce quanto questa cultura sia ancora viva.

I templi balinesi – da Tanah Lot a Uluwatu, fino a Besakih, il più sacro – sono lo scenario perfetto per feste colorate e danze rituali. Ogni villaggio ne ha almeno uno, spesso circondato da risaie e maestosi alberi di banyan. Al tramonto la luce si posa sulle offerte lasciate agli spiriti, mescolandosi al profumo dei frangipani e al rombo dei motorini che sfrecciano veloci. Qui la religione si fonde con il paesaggio.

Il turismo che non smette di crescere

Negli anni Ottanta Bali era ancora una meta per pochi viaggiatori coraggiosi. Oggi l’isola è travolta da numeri da record. Il Ministero del Turismo indonesiano parla chiaro: nel 2025 sono stati quasi 7 milioni gli arrivi dall’estero. Kuta e Seminyak, lungo la costa sud-occidentale, sono tappe obbligate per chi cerca vita notturna, surf o semplicemente relax tra resort all-inclusive e beach club affacciati sull’Oceano Indiano.

Eppure c’è un’altra Bali, lontana dai luoghi più frequentati: a Sidemen le risaie sembrano disegnate a mano; ad Amed si va a pescare all’alba con barche in legno dipinte con colori sgargianti. “Molti turisti cercano ancora un contatto vero con la gente del posto,” racconta Made Suriastini, albergatrice a Sanur. La vera sfida oggi è trovare un equilibrio tra sviluppo economico e rispetto della cultura.

Ambiente e identità sotto pressione

Non mancano però le ombre sul futuro dell’isola. Il Bali Provincial Environmental Agency lancia l’allarme: l’aumento dei rifiuti plastici e l’eccessivo consumo d’acqua per hotel e piscine stanno mettendo a dura prova l’ecosistema locale. Negli ultimi anni il governo ha promosso campagne contro la plastica monouso e progetti per sensibilizzare i giovani nelle scuole. “Non possiamo sacrificare la natura per il turismo,” avverte Putu Eka, attivista ambientale di Gianyar. Intanto le comunità cercano di riscoprire vecchie pratiche come la gestione collettiva dell’acqua (subak), riconosciuta patrimonio Unesco dal 2012.

Anche l’identità religiosa sente la pressione delle mode occidentali: cerimonie trasformate in spettacoli per turisti o festival yoga organizzati da influencer tra Canggu e Ubud. “A volte sembra tutto uno show,” ammette Gede Arya, sacerdote hindu. “Ma la fede resta forte nelle famiglie.”

Bali tra sogno globale e vita reale

Bali resta sospesa tra passato e presente: da una parte i resort extralusso affacciati su Jimbaran o Nusa Dua; dall’altra i mercati mattutini dove si contratta senza fretta in rupie. Le spiagge rimangono un richiamo irresistibile – dagli arenili dorati di Sanur alle scogliere nere di Lovina – ma molti tornano soprattutto per l’accoglienza della gente. Lo conferma Anna Rossi, turista romana: “Qui mi sento sempre a casa. Il vero tesoro sono i sorrisi che trovi ovunque.”

Lontana dai soliti cliché tropicali ma ormai crocevia globale, Bali cambia senza perdere se stessa. Lo sanno bene gli abitanti: “Siamo parte del mondo,” dice Wayan Sudarta con un sorriso stanco mentre il sole cala su Ubud. “Ma Bali resta sempre Bali.”

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