Londra, 15 febbraio 2026 – Ieri sera, nel cuore pulsante di Londra, sono stati svelati i nomi dei vincitori dell’ultima edizione del Travel Photographer of the Year. Uno dei premi più attesi da chi ama la fotografia di viaggio, seguito in tutto il mondo. Quest’anno il concorso ha registrato una partecipazione massiccia: oltre 150 Paesi coinvolti e migliaia di scatti inviati da gennaio a dicembre 2025. Un vero e proprio ritratto globale, fatto di paesaggi, volti, piccoli dettagli quotidiani e, come dicono gli organizzatori, una testimonianza visiva dei cambiamenti che sta vivendo il pianeta.
Il viaggio del Travel Photographer of the Year verso la fama mondiale
Nato nel 2003, il Travel Photographer of the Year è diventato un punto fermo per fotografi professionisti e appassionati. Ogni anno una giuria internazionale – composta da fotoreporter, editor e critici – sceglie immagini che raccontano storie di terre lontane ma anche scorci di intimità inattesa. La cerimonia di quest’anno si è svolta alla Royal Geographical Society, alle 19:30, davanti a un pubblico variegato. Tra i presenti molti volti giovani ma non sono mancati nemmeno i “vecchi” habitué.
Chris Coe, fondatore del premio, ha detto dal palco: “Cerchiamo immagini capaci di emozionare e allo stesso tempo informare. Non vogliamo solo belle fotografie ma scatti che catturino l’essenza di un incontro o di una situazione. E quest’anno siamo stati davvero sorpresi”. Nel foyer della sede alcuni ospiti si fermavano davanti ai grandi pannelli retroilluminati con le foto esposte. C’era chi ammirava le immagini naturalistiche dell’indonesiano Taufan Hidayat e chi invece restava incantato dagli scorci urbani della olandese Nadine Veenstra.
Chi sono i vincitori della stagione 2025-2026
Il titolo di Travel Photographer of the Year è stato assegnato alla trentaduenne ungherese Emilia Kovács, che vive a Budapest. Il suo reportage premiato racconta la vita nelle comunità galleggianti del lago Tonle Sap, in Cambogia. Scene di vita sospesa sull’acqua: bambini che giocano tra le barche al tramonto, una donna che cuce reti mentre nuvole basse filtrano una luce fioca. Kovács ha raccontato ai giornalisti: “Ho passato quasi un mese tra quelle case sull’acqua. Tornando a Budapest mi sono sentita cambiata; è stato come imparare davvero cosa significa avere pazienza”.
Altri premi importanti sono andati a Marco Gentile, milanese vincitore nella categoria Paesaggi con uno scatto delle Highlands scozzesi all’alba; alla peruviana Cecilia Ramos per la sezione Volti, con il ritratto intenso di una tessitrice anziana sulle Ande; infine nella categoria Giovani fotografi si è distinta Sofia Lee (19 anni, Singapore), con uno scatto notturno delle lanterne che galleggiano sul fiume Mekong.
Dietro ogni foto c’è una storia: emozioni dietro l’obiettivo
Molte delle immagini premiate raccontano storie semplici ma piene di significato, come ha sottolineato la giuria. Un esempio su tutti: la serie realizzata dall’australiano Ben Foster in Mongolia. Nel freddo estremo della steppa ha seguito per giorni una famiglia di pastori nomadi. Un dettaglio ha colpito tutti: le mani screpolate dal gelo che stringono la briglia del cavallo. Quella foto ha lasciato il segno sia nei tecnici sia nei visitatori della mostra.
Dal punto di vista tecnico Karen Doyle, critica e membro della giuria, spiega: “Abbiamo visto lavori fatti con tutto: reflex digitali ma anche telefoni cellulari. Quello che conta davvero è l’occhio del fotografo e la capacità di cogliere l’attimo giusto”. Alcune foto sono nate in pochi secondi; altre invece hanno richiesto giorni o addirittura mesi di attesa.
Un occhio rivolto al clima e alle nuove sfide
Un filo rosso lega molte delle immagini selezionate quest’anno: il cambiamento climatico. Ci sono scatti che mostrano territori colpiti dalla siccità e altri dove si vedono gli effetti dell’urbanizzazione crescente. “La fotografia di viaggio oggi non può ignorare le questioni ambientali”, ha commentato Chris Coe con i giornalisti. “Non siamo più solo testimoni del mondo ma interpreti delle sue fragilità”.
Non manca chi ha scelto temi sociali o ecologici come soggetto delle proprie foto: bambini in Bangladesh accanto a una discarica elettronica; pescatori marocchini alle prese con reti sempre più vuote; oppure la lenta scomparsa dei ghiacciai sulle Ande.
Dove ammirare le fotografie premiate
Le immagini vincitrici resteranno esposte fino al 30 marzo alla Royal Geographical Society di Londra; dal 15 aprile parte una mostra itinerante che toccherà Madrid, Berlino e Milano (prevista alla Triennale dal 2 al 16 giugno). Tutte le opere sono visibili anche sul sito ufficiale travelphotographeroftheyear.com dove si possono leggere le storie dietro ogni scatto e approfondire i percorsi degli autori.
Sul sito ci sono anche interviste esclusive ai vincitori e dettagli sulle spedizioni che hanno ispirato le foto più apprezzate dell’anno. Tra i visitatori della mostra londinese c’è stata un’impressione condivisa: “Queste immagini ti fanno viaggiare senza muoverti”, ha detto una studentessa francese in fila all’ingresso. E in fondo — come succede spesso davanti a una grande fotografia — basta un attimo per sentirsi altrove.