Caos voli per instabilità in Medio Oriente: come ottenere rimborsi in caso di cancellazione

Silvana Lopez

14 Marzo 2026

Roma, 14 marzo 2026 – Il traffico aereo internazionale si trova a fare i conti con nuove restrizioni. Nelle ultime settimane, diverse compagnie importanti come Lufthansa, Air France e British Airways hanno annunciato cambiamenti sulle rotte o addirittura cancellazioni di numerosi voli che solitamente attraversano il Medio Oriente. A spingere a questa decisione – comunicata tra ieri sera e stamattina – è l’aumento dell’instabilità nella regione, con fonti governative e militari che segnalano rischi concreti per la sicurezza.

Compagnie costrette a rivedere le rotte

I primi segnali sono arrivati martedì sera: un volo di Lufthansa diretto a Singapore ha scelto una lunga deviazione verso sud, evitando Iraq e una parte dello spazio aereo iraniano. «La situazione è in continuo movimento, ma la sicurezza dei passeggeri viene prima di tutto», ha commentato un portavoce della compagnia tedesca. Anche Air France ha confermato di aver preso “misure precauzionali” su tutte le rotte verso Asia e Golfo Persico. Sono diversi i voli cancellati negli aeroporti di Heathrow e Charles de Gaulle, con centinaia di viaggiatori fermi in attesa nelle sale d’imbarco. Gli annunci sono stati ripetuti più volte tra le 21 e le 23.

Subito dopo, anche altre compagnie come KLM, Emirates e Qatar Airways hanno diffuso note simili: tutte parlano di cambiamenti “fino a nuovo avviso”, facendo pensare che le restrizioni potrebbero durare a lungo. Secondo i dati diffusi da Eurocontrol, sono almeno 350 i voli commerciali al giorno coinvolti nelle modifiche dei percorsi. Ora il traffico si concentra in modo insolito sopra l’Egitto e la penisola arabica.

Tempi più lunghi, costi più alti

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: alcune rotte intercontinentali si allungano anche di due ore. La tratta Parigi-Bangkok, per esempio, negli ultimi giorni ha dovuto passare per il Mar Rosso. Le fonti aeroportuali spiegano che l’impatto non riguarda solo il carburante ma anche la gestione degli equipaggi e la riorganizzazione degli slot nei cieli. Un comandante Alitalia, incontrato stamattina nella sala piloti di Fiumicino alle 7.30, racconta: «Ogni cambiamento richiede un lavoro complesso per coordinarsi bene con tutti. E i passeggeri vanno tenuti informati in tempo reale».

Le agenzie di viaggio segnalano un aumento delle richieste di informazioni e diversi disagi, soprattutto per i gruppi organizzati che partono nel weekend. Uno studio IATA diffuso ieri conferma che la durata media dei voli europei verso l’Asia è salita del 14% nell’ultima decina di giorni. Gli operatori mettono in conto anche maggiori costi, in parte finiti nel prezzo dei biglietti.

Perché il Medio Oriente è sempre più teso

Dietro queste scelte ci sono ragioni precise. Negli ultimi dieci giorni, spiegano dall’Institute for the Study of War, sono aumentate le attività militari nel corridoio tra Iraq, Iran e Golfo Persico. La settimana scorsa l’abbattimento di un drone vicino al confine saudita ha spinto molti governi occidentali a raccomandare prudenza ai vettori civili. Non solo: fonti diplomatiche riferiscono che la tensione crescente tra Iran e Stati Uniti ha innalzato il livello d’allerta anche nello spazio aereo.

«Siamo in stretto contatto con le autorità aeronautiche», assicura un funzionario del Ministero dei Trasporti italiano. Nel frattempo la European Union Aviation Safety Agency (EASA) ha diramato nelle ultime ore un bollettino che invita “a valutare con attenzione ogni rotta sopra regioni instabili”. Molte compagnie hanno deciso così di muoversi in anticipo, evitando zone già considerate rischiose dalle intelligence nazionali.

Le risposte degli aeroporti italiani

Negli aeroporti italiani – soprattutto a Roma Fiumicino e Milano Malpensa – i controlli si sono intensificati. Gli operatori di Aeroporti di Roma parlano di “un aumento delle comunicazioni con i comandi delle compagnie”, specialmente sui voli diretti verso Asia o Australia. La Polizia di Frontiera segnala “maggiore attenzione sugli imbarchi extra-Schengen”; le procedure di pre-screening sono state rafforzate già dal mattino del 12 marzo.

Molti passeggeri, italiani e stranieri, sono rimasti bloccati per ore in attesa di aggiornamenti. In diversi casi sono stati distribuiti voucher pasto nelle aree d’attesa; ieri alle 18.30 era ancora in corso la riprotezione per 120 viaggiatori diretti a Tokyo. «Ci hanno detto che stanno valutando tutto ora per ora», racconta Michela D., bresciana, in attesa su un volo Air France. Gli operatori consigliano sempre di controllare lo stato del volo poche ore prima della partenza.

Cosa aspettarsi dal futuro del traffico aereo

Gli esperti sentiti da alanews.it vedono una situazione che potrebbe evolvere ancora nelle prossime settimane. Il direttore dell’Osservatorio Sicurezza Aeronautica dell’Università di Bologna commenta: “Le restrizioni potrebbero andare avanti ancora a lungo, dipenderà molto da come si muoverà la stabilità della regione”. Intanto le compagnie restano all’erta, prendendo spesso decisioni all’ultimo momento. Per ora la parola d’ordine è sicurezza; il ritorno alla normalità sembra legato agli sviluppi diplomatici nel cuore del Medio Oriente.

Change privacy settings
×