Perugia, 23 marzo 2026 – Nel cuore dell’Umbria, dove il cammino di san Francesco intreccia da secoli storia, fede e panorami verdi, è partita oggi una delle esperienze più attese dagli amanti della bici. Si chiama Ciclovia Francescana ed è un percorso di 404 chilometri, diviso in dieci tappe, che unisce borghi, sentieri immersi nella natura e strade adatte anche alle moderne e-bike. Il progetto nasce dalla collaborazione tra enti locali, associazioni ambientaliste e operatori del turismo lento, ed è stato inaugurato questa mattina a Santa Maria degli Angeli con una pedalata collettiva guidata dagli assessori regionali e dai sindaci dei comuni coinvolti.
Una ciclovia tra borghi antichi e paesaggi umbri
La Ciclovia Francescana non è un semplice giro turistico. Attraversa luoghi pieni di storia come Assisi, città natale di san Francesco, ma anche posti meno conosciuti come Spello, Nocera Umbra, Trevi e Gubbio. Il percorso alterna tratti asfaltati a strade bianche immerse nella campagna, offrendo viste sull’Appennino, uliveti secolari e piccoli corsi d’acqua. In ogni tappa si trovano punti di ricarica per le bici elettriche – “Un dettaglio importante, visto che sempre più cicloturisti scelgono l’e-bike”, ha sottolineato Enrico Panfili, responsabile tecnico del progetto.
Secondo i dati forniti dalla Regione Umbria, il percorso è pensato anche per chi non ha grande esperienza in bici. Qualche tratto però richiede un po’ di allenamento: la salita verso il Monte Subasio presenta dislivelli impegnativi, mentre la discesa su Spoleto regala scorci suggestivi tra vigneti e boschi.
L’inaugurazione ufficiale e le prime impressioni
Il via è stato dato stamattina alle 9.30 davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Oltre alle autorità locali c’erano decine di appassionati arrivati da tutta Italia: alcuni con mountain bike tradizionali, altri con modelli a pedalata assistita. “È un modo per unire sport e scoperta del territorio – racconta Chiara Volpi, studentessa di Foligno, appena scesa dalla bici – In certi punti sembra davvero di pedalare dentro un quadro”.
La Regione stima che nelle prime settimane saranno almeno 4.000 i cicloturisti sul nuovo tracciato, grazie anche alla primavera e alle festività pasquali. I comuni lungo la ciclovia si stanno organizzando con punti ristoro e strutture bike-friendly: alcuni agriturismi di Bevagna hanno predisposto spazi per il deposito bici e piccole officine per le riparazioni.
Un progetto tra turismo sostenibile e memoria storica
La nascita della Ciclovia Francescana risponde a una crescente voglia di turismo più sostenibile e rispettoso delle comunità locali. Il lavoro ha richiesto quasi due anni tra bonifiche ambientali, sistemazione dei percorsi e installazione della segnaletica. “Abbiamo scelto materiali a basso impatto e indicazioni multilingue”, ha spiegato Laura Sassi, assessora regionale al turismo. Una mossa pensata anche per i tanti visitatori stranieri: secondo i dati ISTAT del 2025 oltre il 35% dei turisti in Umbria si sposta ormai in bici o a piedi.
Non solo: lungo il tragitto sono stati posizionati pannelli informativi che raccontano episodi della vita di san Francesco, basati su fonti storiche e documenti locali. L’obiettivo è “far vivere al visitatore un viaggio interiore”, tra natura, arte e spiritualità.
Prospettive e ricadute sul territorio
Gli operatori economici guardano con interesse all’impatto della nuova ciclovia sulle attività locali. “La stagione appena iniziata promette bene”, confida Sergio Morlacchi, titolare di una bottega storica a Spello. Tra souvenir artigianali e prodotti tipici – olio, miele, vini – si punta non solo sugli appassionati di bici ma anche su famiglie, scuole e gruppi organizzati.
Sul fronte sicurezza restano però alcune criticità: secondo la Polizia Stradale di Foligno sarà necessario tenere alta la guardia nei punti dove il percorso incrocia strade provinciali trafficate. Nei prossimi mesi sono previsti interventi per migliorare segnaletica orizzontale e illuminazione nelle zone più esposte.
Il primo bilancio ufficiale arriverà a giugno ma l’entusiasmo degli abitanti si sente già forte. “È una grande occasione per far conoscere una parte d’Italia spesso dimenticata”, commenta Valentina Rossi, insegnante a Gualdo Tadino mentre osserva il serpentone di biciclette muoversi lento sotto il sole tiepido di marzo. Solo così, tra le vie silenziose dei borghi medievali e i campi già verdi, si capisce davvero cosa vuol dire viaggiare seguendo il ritmo delle stagioni.