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Finale Ligure d’Inverno: Il Segreto della Destagionalizzazione che Raddoppia le Prenotazioni Turistiche

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
8 Aprile 2026
in Food & Drink
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Food & Drink

Genova, 8 aprile 2026 – “Non basta più guardare solo alla costa”. È questo il grido d’allarme degli operatori turistici liguri, che in questi giorni stanno rivedendo strategie per dare davvero una svolta alla destagionalizzazione del settore. La richiesta, sempre più pressante durante incontri e tavoli di lavoro a Genova e lungo la Riviera, è chiara: basta “voltare le spalle al mare”, ma anche, in senso più ampio, basta puntare solo sulle spiagge nei mesi estivi. La sfida è valorizzare il territorio tutto l’anno, aprirsi all’outdoor e puntare con decisione su un turismo straniero.

Destagionalizzare: la nuova sfida ligure

Questa mattina, nella sala conferenze della Camera di Commercio di via Garibaldi, si respirava un’aria diversa rispetto al solito. Qui sindaci dei piccoli borghi dell’entroterra, guide ambientali e associazioni discutono a muso duro con gli operatori del settore su un fatto ormai assodato: la Liguria può attrarre turisti ben oltre i mesi estivi, se sa offrire esperienze nuove e autentiche. “Non basta più mostrare cartoline di Portofino”, ha detto Cristina Rocca, presidente dell’Unione Pro Loco Liguri. “Servono idee concrete per spingere i visitatori a scoprire i nostri sentieri, i borghi dell’oliva taggiasca, le valli verdi dietro la costa”.

Il ruolo del turismo outdoor e degli stranieri

I numeri parlano chiaro: secondo il report di Liguria Ricerche diffuso a marzo, il turismo all’aria aperta è cresciuto del 12% nell’ultimo anno, soprattutto grazie a escursionismo e sport tra aprile e ottobre. “L’outdoor non è solo trekking”, spiega Fabio Ferrari, che coordina una rete di bike hotel tra Finale Ligure e Varazze. “Già da fine marzo arrivano cicloturisti da Germania e Olanda; famiglie francesi prenotano tour in kayak tra Camogli e Sestri Levante”. Il dato sugli stranieri è significativo: quasi la metà delle presenze fuori stagione (45%) arriva dal Nord Europa, con picchi nei weekend lunghi di primavera e autunno.

Borghi e vallate, l’altra Liguria che cresce

Non è più solo la costa – presa d’assalto da giugno a settembre – a registrare fermento. Anche le zone interne stanno vivendo una nuova primavera: da Apricale a Sassello, passando per i piccoli centri della Val di Vara si moltiplicano sagre in primavera, laboratori sull’olio nuovo e festival musicali tra gli ulivi. “Questi eventi funzionano solo se vengono promossi bene all’estero”, sottolinea Mario Grasso, sindaco di Badalucco. Ma manca ancora una regia regionale capace di mettere insieme mare e monti. Solo allora – dicono gli operatori locali – si potrà davvero parlare di destagionalizzazione fatta come si deve.

Le strategie in campo: promozione digitale e trasporti

Tra le preoccupazioni degli imprenditori restano i collegamenti: i treni regionali sono spesso pochi nei weekend primaverili e mancano navette efficaci tra borghi dell’entroterra e stazioni principali. “Serve un impegno coordinato”, ammette Giulia Montanari di Confesercenti Liguria. Intanto la Regione ha lanciato una campagna social dedicata all’outdoor tutto l’anno, con contenuti in inglese e tedesco. “La vera sfida sarà farsi notare dalle agenzie online internazionali”, spiegano dagli uffici dell’assessorato al turismo.

Risorse naturali e identità locale: un equilibrio delicato

Dietro il boom fuori stagione – che vede oltre un milione di presenze nei primi tre mesi del 2026 – resta però una questione importante: gestire con cura l’impatto ambientale. “Se non rispettiamo sentieri e habitat rischiamo danni seri”, avvertono le guide ambientali del Parco delle Cinque Terre durante una riunione pubblica a Monterosso. La vera scommessa sarà valorizzare quello che rende unica la Liguria – mare e colline insieme – senza perdere identità o trasformare i piccoli borghi in mete di massa.

Nel frattempo, mentre si discute tra tavoli tecnici e sopralluoghi sui sentieri, l’invito dalla regione resta chiaro: non voltare più le spalle al mare. Non per lasciarlo indietro — spiegano gli operatori — ma per guardarlo con occhi nuovi: quelli di chi sceglie la Liguria non solo d’estate ma tutto l’anno.

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