Kazakistan: la nuova frontiera del turismo outdoor per gli amanti della natura incontaminata

Simona Carlini

26 Aprile 2026

Astana, 26 aprile 2026 – Il Kazakistan si prepara a ricevere una nuova ondata di turisti: chi sogna natura selvaggia, montagne maestose, steppe senza fine e laghi dalle acque turchesi potrebbe trovare qui il proprio angolo di paradiso. Negli ultimi anni, dati ufficiali dell’agenzia nazionale per il turismo mostrano un aumento sia delle aree protette sia della loro fama all’estero. Un fenomeno che, secondo gli operatori locali, potrebbe trasformare il Paese in una delle destinazioni top per il turismo outdoor nei prossimi cinque anni.

Le nuove mete del turismo naturalistico

Dal confine con la Cina fino alle sponde del Mar Caspio, il Kazakistan offre paesaggi che restano ancora poco noti al grande pubblico europeo. Il Parco Nazionale di Altyn-Emel, con le sue famose Dune Cantanti, richiama ogni anno escursionisti in cerca di esperienze fuori dal comune. “Abbiamo visto un +15% di visitatori stranieri solo nell’ultimo anno, soprattutto giovani tra i 25 e i 40 anni”, racconta Daurenbek Mukanov, capo delle guide locali. L’avventura e il fascino della natura intatta sembrano attrarre anche chi di solito preferisce mete più frequentate.

Infrastrutture in crescita ma territori ancora vergini

Nel solo 2025 sono stati aperti 8 nuovi sentieri, dicono dal Ministero della Cultura e dello Sport di Astana. Ma gran parte del territorio resta senza strutture turistiche standard: chi arriva per fare escursionismo o cicloturismo deve prepararsi a una logistica spartana, fatta di tende, pasti semplici all’aperto e viaggi su piste sterrate. Tuttavia, come racconta Anna Rossi – una milanese che ha percorso la Transkazakh Trail a settembre – “è proprio questa semplicità a rendere tutto speciale. Qui si respira una libertà rara da trovare altrove”.

Paesaggi tra steppe e montagne

Non mancano scorci da togliere il fiato: le valli del Tien Shan, con cime oltre i 4.000 metri, attirano trekker e scalatori da Germania, Francia e Italia. Il lago Kaindy, a circa 130 chilometri da Almaty, colpisce con i suoi tronchi sommersi che emergono dall’acqua limpida. Poi c’è il Charyn Canyon: meno famoso del Grand Canyon americano ma capace di regalare panorami altrettanto spettacolari – soprattutto al tramonto, quando le rocce cambiano colore dal rosso al viola. Il fotografo francese Julien Martin lo ha definito “un posto da un altro mondo”, incontrandolo all’ingresso del parco.

Una politica orientata all’ambiente

Dal 2024 il governo kazako ha messo in campo diverse iniziative per spingere un turismo sostenibile, puntando sulle riserve naturali e sulle aree a basso impatto ambientale. Dal Parco Nazionale di Kolsai ai progetti per proteggere la fauna nell’area di Altyn Dala, le autorità cercano di unire crescita economica e tutela degli ecosistemi. “Stiamo investendo molto nella formazione delle guide ambientali e nel far rispettare l’ambiente”, spiega Erlan Kanatov, portavoce del ministero del Turismo.

Sfide logistiche e opportunità future

Qualche problema resta: le distanze sono enormi (per attraversare il Paese da ovest a est servono almeno due giorni in auto), mentre treni e voli – pur migliorati – non garantiscono ancora collegamenti frequenti nelle zone più interne. Eppure i numeri sono incoraggianti: nel 2025 gli arrivi turistici dall’Europa sono saliti del 12%, grazie anche ai voli diretti Almaty-Roma attivi tre volte a settimana.

Un turismo in evoluzione

Il Kazakistan corre su due binari: da un lato nuove strutture per accogliere i turisti internazionali; dall’altro la voglia di preservare paesaggi ancora quasi intatti. Nella steppa vicino a Karaganda, alle sei del mattino, un gruppo di camminatori ascolta in silenzio il richiamo delle gru migratrici: attimi semplici, quasi sospesi nel tempo. Secondo le prime stime del Ministero della Cultura, l’outdoor potrebbe portare più di 500 milioni di dollari l’anno entro il 2030.

Per molti viaggiatori occidentali – e non solo – sarà questa la sfida: scoprire senza distruggere. Eppure chi cerca davvero natura incontaminata potrebbe presto trovare nel Kazakistan la meta perfetta.

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