Rinascita dei Borghi del Casentino: Percorsi Sonori, Teatri nel Verde e Mulini a Vento in Toscana

Silvana Lopez

8 Maggio 2026

Ortignano Raggiolo (Arezzo), 8 maggio 2026 – Nei piccoli Comuni di Ortignano Raggiolo e Chiusi della Verna, all’estremo nord della provincia di Arezzo, il progetto “Laudato Si’” sta lentamente trasformando il territorio. Una scommessa comune che, dal 2023, ha coinvolto amministratori, cittadini e associazioni locali. Il vero cuore dell’iniziativa? Il dialogo tra uomo e natura.

Un patto stretto tra comunità e territorio

Come raccontano i promotori, il progetto è nato subito come risposta concreta al problema dell’abbandono nelle aree interne. Ortignano Raggiolo ha poco più di 800 abitanti sparsi tra i borghi in pietra delle colline casentinesi. A Chiusi della Verna, numeri simili, la sfida era mantenere vive relazioni, attività economiche e una memoria che stava svanendo. Qui la Laudato Si’ non è solo un richiamo all’enciclica di Papa Francesco – «Abbiamo preso sul serio l’idea di custodia del creato», spiega il sindaco Daniele Bernardini – ma una strada chiara da seguire.

Il progetto si muove su più fronti: recupero dei sentieri storici, educazione ambientale nelle scuole, laboratori di agroecologia. «Abbiamo deciso di valorizzare quello che avevamo sotto gli occhi», dice Lucia Rossi, insegnante alle medie di Raggiolo. Gli studenti hanno creato cartelloni e guide, riscoprendo piante autoctone e animali del bosco. Un modo per far sentire i giovani più legati alla propria terra, come sottolineano gli amministratori.

Turismo lento e nuovi abitanti: i numeri parlano chiaro

Un dato salta subito all’occhio: nel 2025 le presenze turistiche a Ortignano Raggiolo sono aumentate del 27% rispetto all’anno prima, secondo la Pro Loco. I visitatori arrivano soprattutto nei fine settimana per camminare lungo i sentieri o partecipare a escursioni botaniche. «Vengono da Firenze, Bologna e anche da fuori regione», spiega Mauro Neri, guida ambientale.

Il turismo in crescita ha portato effetti concreti: alcune case vuote sono state ristrutturate, sono nati B&B e botteghe artigiane. A Chiusi della Verna, dove il convento francescano attira pellegrini da tutta Italia, la collaborazione con le comunità religiose ha potenziato l’ospitalità responsabile: pasti semplici, prodotti locali e attenzione all’impatto ecologico. Un modo per far rinascere un’economia di vicinato.

Ma la novità più importante riguarda i nuovi residenti. Tra il 2024 e inizio 2026 si sono trasferite circa venti persone – soprattutto giovani coppie o famiglie attratte dalla qualità della vita e dalla possibilità di avviare piccole attività agricole o turistiche. Non sono cifre da capogiro, certo, ma in un territorio che lotta contro lo spopolamento ogni nuova iscrizione conta.

Educazione e cultura: una sfida meno visibile ma fondamentale

C’è poi un lato meno evidente ma decisivo. Nei due comuni sono partiti laboratori sulla biodiversità: raccolta delle castagne nei metati secolari, incontri con apicoltori, lezioni sul ciclo dell’acqua. «Non basta parlare d’ambiente, bisogna viverlo», spiega Elena Bellucci, volontaria dell’associazione “Bosco Vivo”.

Le scuole elementari di Ortignano e Chiusi hanno adottato orti condivisi e da marzo 2025 gestiscono anche una piccola serra con i ragazzi. L’obiettivo non è solo insegnare a piantare semi, ma responsabilizzare gli studenti su pratiche sostenibili. In paese si parla sempre più spesso di “cura”, parola che ricorre nei racconti dei genitori e sui cartelli affissi fuori dalle case: «Rispetta ciò che ti circonda», si legge su una porta in via Roma.

Le parole chiave della ripartenza

In mezzo ai piccoli borghi italiani alla ricerca di un futuro, Ortignano Raggiolo e Chiusi della Verna raccontano una storia fatta di radici nella terra e innovazione sociale. «La vera sostenibilità non è solo ambiente», riflette la vicesindaco di Chiusi, Marta Gualtieri. «È anche sociale ed economica: se i giovani restano qui o tornano dopo gli studi vuol dire che stiamo facendo qualcosa di buono».

Il progetto “Laudato Si’” va avanti: si aspettano nuovi fondi dalla Regione Toscana per ampliare i percorsi naturalistici e creare uno spazio comune per chi vive qui. «Ci vuole tempo», ammette Bernardini guardando la piazza vuota a mezzogiorno. Ma qualcosa si muove piano piano in queste valli silenziose — dove il futuro sembra ancora possibile.

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