La Grecia cambia strategia sul turismo: novità per i turisti su 251 spiagge. Ecco tutto ciò che c’è da sapere a riguardo
La Grecia avvia una svolta nella gestione del turismo balneare introducendo nuove misure ambientali che interesseranno 251 spiagge considerate di particolare valore naturalistico. Il piano, annunciato con un comunicato congiunto dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, prevede la progressiva eliminazione di ombrelloni, lettini e strutture dedicate alla balneazione organizzata.
L’obiettivo dichiarato è contrastare gli effetti dell’overtourism e proteggere ecosistemi costieri sempre più fragili, soprattutto nelle isole maggiormente esposte alla pressione turistica estiva.
Le spiagge coinvolte: da Creta alle Cicladi
Le restrizioni interesseranno numerose aree costiere distribuite tra le principali destinazioni turistiche greche, comprese Creta, le Cicladi, il Dodecaneso e alcune località dello Mar Ionio.
Tra le spiagge simbolo coinvolte figurano Balos, Elafonissi, Falassarna e Gavdos a Creta. Le misure riguarderanno inoltre sette spiagge di Naxos, undici località tra Folegandros, Sikinos e Syros, tutte le Piccole Cicladi, tredici spiagge di Karpathos e diverse aree di Lefkada e Zante.
Addio a bar, musica e accesso motorizzato in Grecia
Il provvedimento non si limita alla rimozione di lettini e ombrelloni. Le nuove regole vietano anche la costruzione di ulteriori strutture turistiche, l’apertura di bar e locali sulle spiagge, i servizi di intrattenimento e l’installazione di impianti per la diffusione della musica.
In molte aree sarà inoltre limitato l’accesso dei veicoli a motore alle zone costiere.
Secondo le autorità greche, l’obiettivo è riportare queste spiagge a una condizione più naturale possibile, riducendo le trasformazioni artificiali del paesaggio e tutelando habitat particolarmente delicati per flora e fauna.
Overtourism e pressione ambientale: il turismo in Grecia cambia modello
Le nuove misure arrivano dopo anni di crescita record del turismo internazionale. Nel 2025 la Grecia ha accolto circa 35 milioni di visitatori, con il settore turistico che rappresenta una delle principali risorse economiche del Paese e contribuisce a circa il 12% del prodotto interno lordo.
L’aumento costante dei flussi ha però accentuato problemi ambientali e sociali in diverse destinazioni, soprattutto nelle isole più popolari durante l’alta stagione.
Per questo motivo il governo ha deciso di affiancare alle restrizioni ambientali anche strumenti economici per contenere l’afflusso turistico.
Nuove tasse sulle crociere a Santorini e Mykonos
Dal 2025 sono entrate in vigore anche nuove tasse di sbarco per i crocieristi diretti nelle località più congestionate. Nelle celebri isole di Santorini e Mykonos, ad esempio, i passeggeri delle navi da crociera devono pagare un contributo di 20 euro.
La misura punta a ridurre la concentrazione dei visitatori nei periodi di punta e a favorire una distribuzione più sostenibile dei flussi turistici nel corso dell’anno.
Con queste decisioni, la Grecia sembra orientarsi verso un nuovo modello turistico, più attento alla tutela ambientale e alla conservazione del patrimonio naturale delle proprie coste.