Riyadh, 22 maggio 2026 – Quando si pensa all’Arabia Saudita, la mente corre subito a un mare di sabbia senza fine. E invece, spesso, la realtà sorprende più di ogni immaginazione. Chi arriva qui si aspetta caldo torrido, dune e solitudine da caravanserraglio. Ma tra montagne avvolte nella nebbia, vallate punteggiate di palme e barriere coralline ancora poco esplorate, il regno saudita si sta imponendo come nuova meta per chi cerca avventura.
Arabia Saudita oltre il deserto: montagne e valli inaspettate
All’alba, sulle alture dell’Asir, la nebbia abbraccia tutto. Qui, a più di 2.600 metri, il panorama cambia radicalmente: via la sabbia, dentro boschi di ginepri e terrazze coltivate che sembrano non finire mai. Nelle città di Abha e Al-Soudah, a maggio la temperatura scende sotto i 20 gradi. Una sorpresa per molti visitatori: “Non pensavo di dover portare una giacca in Arabia Saudita”, racconta ridendo Ahmad Al-Bishri, guida del posto. Secondo il Ministero del Turismo saudita, questa zona montana nel sud-ovest sta vedendo un boom di visitatori soprattutto dall’Europa e dal Sud-Est asiatico.
Perché? Tra i motivi ci sono i sentieri da trekking, come il “Green Mountain Trail”, le escursioni guidate nei villaggi in pietra di Rijal Almaa (patrimonio UNESCO) e paesaggi che d’estate si tingono di verde brillante. “Qui molti pensano solo al caldo e al sole – dice una turista francese appena arrivata – ma certe mattine sembra davvero di essere sulle Alpi”.
La sorpresa delle barriere coralline e delle immersioni
L’avventura non finisce sulle montagne. Lungo la costa del Mar Rosso si nascondono tesori poco conosciuti: barriere coralline integre e fondali ricchi di vita. Da Jeddah a Yanbu, la costa offre siti per immersioni tra i meno frequentati del Medio Oriente. Gli operatori locali organizzano uscite giornaliere per incontrare tartarughe marine, delfini e pesci variopinti.
Fawaz Al-Qathami, istruttore subacqueo, spiega che negli ultimi tre anni l’interesse è raddoppiato: “Abbiamo richieste dalla Germania, dall’Italia e persino dal Canada. Qui il mare è ancora tranquillo”. I dati parlano chiaro: secondo la Saudi Tourism Authority, tra giugno 2025 e aprile 2026 i permessi per attività subacquee sono aumentati del 38%. Il clima secco e le acque calde tutto l’anno stanno spingendo un turismo internazionale ancora in piena crescita.
Le oasi nascoste nei wadi
Non tutti sanno che tra montagne e deserto si aprono valli fertili chiamate “wadi”. In posti come Al-Ula o l’oasi di Al-Hofuf le acque sotterranee emergono grazie ad antichi sistemi di irrigazione. Il risultato? Chilometri di palmeti, orti rigogliosi e villaggi silenziosi che sfidano il passare del tempo.
Per Khaled Al-Jabri, archeologo della Commissione Saudita per il Patrimonio, riscoprire i wadi significa anche recuperare una parte importante della cultura locale: “Queste valli erano rotte commerciali già prima dell’Islam. Oggi molti giovani sauditi tornano qui per scoprire le proprie radici”. I nuovi percorsi offrono gite a cavallo, degustazioni di datteri freschi e visite a siti con incisioni rupestri millenarie. Spesso a guidare sono donne del posto: “Mi piace raccontare la mia terra – confida Ahlam, 32 anni – le storie della mia famiglia partono sempre da queste palme”.
Nuovi orizzonti per un turismo in evoluzione
L’Arabia Saudita sta cambiando volto. Nel 2025 ha accolto circa 27 milioni di turisti internazionali, contro i 18 milioni del 2022, secondo il Ministero dell’Economia. Gli investimenti nel settore alberghiero continuano spediti: nuovi hotel nelle province dell’Asir e Tabuk, lodge ecologici lungo la costa occidentale.
Il ministro del Turismo Ahmed Al-Khateeb ha spiegato a Riyadh: “La diversificazione dell’offerta è la nostra priorità. Vogliamo mostrare un Arabia Saudita diversa”. Non solo affari o pellegrinaggi: chi cerca avventura, dalla montagna al mare, oggi trova spazi nuovi da esplorare. E chi immaginava solo deserto spesso resta sorpreso dal verde dietro l’angolo.