Londra, 21 maggio 2026 – In Regno Unito, così come in Giappone, Australia, India e molte altre nazioni, si continua a guidare rigorosamente a sinistra. Una stranezza per chi arriva dall’Europa continentale o dagli Stati Uniti, dove la regola è esattamente opposta. Il mondo della guida resta così diviso in due: chi tiene la sinistra e chi la destra. Ma da dove nasce questa differenza? Quali sono le sue radici storiche? E cosa bisogna sapere prima di mettersi al volante all’estero?
Le origini della guida a sinistra: storia e tradizioni
Guidare a sinistra non è certo un’invenzione moderna: ha radici antiche, nate più per sicurezza che per altro. Come racconta il professor Mark Waller della University of Cambridge, già nel Medioevo cavalieri e pellegrini preferivano stare sulla sinistra della strada per tenere libera la mano destra, quella con cui impugnare la spada in caso di pericolo. Da qui l’abitudine si è trasmessa alle prime carrozze, poi alle automobili.
Al contrario, la svolta verso la destra arriva con la Francia rivoluzionaria del 1792. “Napoleone volle marcare le distanze dagli inglesi”, spiega lo storico Philippe Dubois, “e impose che i carri tenessero la destra”. Da quel momento, per ragioni pratiche e politiche, quasi tutta l’Europa continentale ha seguito questo esempio. Negli Stati Uniti, invece, la scelta della destra fu influenzata dalla posizione del cocchiere sulle grandi carovane dirette verso Ovest.
I paesi dove si guida a sinistra: geografia di un mondo diviso
Oggi circa un terzo della popolazione mondiale si muove tenendo la sinistra. Tra questi il Regno Unito (e Irlanda), Giappone, Australia, Nuova Zelanda, India, Sudafrica, l’Indonesia, alcune zone dei Caraibi e diverse ex colonie britanniche che non hanno mai cambiato abitudine. Basta attraversare il tunnel sotto la Manica a Dover per ritrovarsi immediatamente sul “lato sbagliato” del sedile.
Il caso del Giappone è emblematico: alla fine dell’Ottocento ha adottato la guida a sinistra sotto l’influsso inglese. Quasi tutti i veicoli lì sono costruiti con il volante a destra, autobus compresi. In Australia invece il passaggio fu graduale: i primi stati federali scelsero la sinistra già nella metà dell’Ottocento, seguendo l’esempio della madrepatria.
Non è solo questione di tradizione però: spesso sono i costi enormi legati alle infrastrutture a frenare qualsiasi cambio. “Invertire il senso di marcia significa rifare segnaletica, semafori e incroci,” spiega David Evans del Royal Automobile Club. “Per paesi con grandi reti stradali non è una cosa da poco.”
Attenzione ai dettagli: cosa sapere prima di guidare all’estero
Chi si mette in viaggio verso paesi con guida a sinistra rischia di sentirsi subito spaesato. Gli errori più comuni? Imboccare la corsia sbagliata agli incroci o cercare il cambio con la mano abituale senza pensarci troppo. Nelle auto a noleggio il volante è sul lato destro e le regole sulle precedenze possono mettere in crisi anche i guidatori più esperti.
“Non sottovaluterei mai le rotatorie o gli attraversamenti pedonali,” mette in guardia Chiara Martinelli, tour operator a Londra. “Spesso i pedoni guardano dalla parte sbagliata.” E poi ci sono le differenze locali da tenere presente: in India, ad esempio, pur guidando teoricamente a sinistra il traffico segue regole piuttosto elastiche e caotiche.
Molte compagnie di noleggio offrono un breve briefing prima della consegna dell’auto; in alcuni casi attaccano pure adesivi con scritto “Keep left” sul cruscotto per ricordarlo ai conducenti distratti. Nel Regno Unito sbagliare corsia può costare una multa di almeno 100 sterline; in Giappone invece le forze dell’ordine sono note per essere particolarmente severe sulle violazioni stradali.
Passaggi di confine e curiosità legislative
Ci sono ancora posti al mondo dove passare da una regola all’altra si fa decisamente sentire. Il caso più noto è quello tra Hong Kong (guida a sinistra) e Cina continentale (destra), dove i viadotti prevedono corsie incrociate obbligando gli automobilisti a cambiare lato mentre sono in marcia. Situazioni simili si trovano anche tra Mozambico e Sudafrica nell’Africa australe. “Non capita tutti i giorni di guidare su una rampa che gira su se stessa cambiando tutto d’un colpo,” racconta Luca Bianchi, ingegnere stradale.
Qualche paese ha cambiato senso nel corso del Novecento: ricordiamo soprattutto la Svezia che nel 1967 passò dalla guida a sinistra a quella a destra con il famoso “Dagen H”, un’operazione che richiese mesi di preparazione e organizzazione serrata. Oggi cambiare senso è raro perché troppo complicato.
Perché esistono due lati della strada? Abitudine, storia, convenienza
Dietro questa divisione tra guida a sinistra e guida a destra ci sono motivazioni storiche ben precise, abitudini radicate da secoli e scelte infrastrutturali consolidate nel tempo. Gli esperti escludono cambiamenti importanti nel futuro prossimo: “Il mondo resterà diviso – dice Evans – perché uniformarsi costerebbe cifre folli.” Per chi viaggia dunque vale sempre una regola semplice: prima di partire conviene dare un’occhiata al lato giusto della strada su cui muoversi.