Milano, 21 maggio 2026 – Martedì l’aeroporto di Milano Malpensa ha fatto segnare un record storico nel traffico passeggeri, superando nettamente il massimo raggiunto a maggio 2019. I dati diffusi da SEA, la società che gestisce lo scalo, parlano chiaro: una giornata mai vista prima per l’hub varesino. E questo nonostante le rigide misure di sicurezza e le procedure sanitarie post-pandemia che ancora restano in vigore. È la prova concreta di una ripresa solida della mobilità aerea in Lombardia.
Oltre i numeri dell’era pre-Covid
Secondo fonti interne – anche se non ancora ufficiali – nelle 24 ore di ieri sono transitati più di 110mila passeggeri da Malpensa. Un salto significativo rispetto al record precedente, che si fermava poco sopra quota 107mila nel maggio del 2019. Lo scalo torna così a livelli superiori a quelli pre-pandemia, rilanciandosi come il principale punto di accesso internazionale per il Nord Italia.
Andrea Tucci, direttore operativo di SEA, commenta: “Non ci aspettavamo una crescita così decisa già nei primi mesi dell’anno, soprattutto con tutte le incertezze economiche in ballo. E invece i voli sono pieni e la domanda è chiara”. Il dato resta sotto verifica ufficiale, ma già ieri sera tra gli addetti ai lavori si respirava un’atmosfera carica di entusiasmo.
Le ragioni del boom e cosa dicono gli operatori
Da cosa nasce questo picco? Da un lato la stagione primaverile che porta con sé una spinta naturale al turismo. Dall’altro, l’aggiunta quest’anno di nuovi collegamenti verso Nord America, Medio Oriente e Sud-Est asiatico. A tutto questo si aggiunge il ritorno dei viaggi d’affari: “Abbiamo visto un aumento anche nei voli business”, sottolinea Tucci. Senza dimenticare la ripresa dei grandi eventi fieristici milanesi che attraggono migliaia di visitatori.
Le compagnie confermano: alle prime ore del mattino nei banchi check-in di Emirates e Lufthansa c’erano code continue, con italiani e stranieri mescolati senza sosta. “Questa settimana abbiamo inserito un volo extra per New York”, racconta un’addetta United Airlines al Terminal 1. “Non accadeva dal 2018”. Anche easyJet, che qui ha la sua base più grande fuori dal Regno Unito, parla di numeri “molto positivi”.
Traffico e infrastrutture sotto pressione
L’aumento dei passeggeri si è fatto sentire anche sulle strade intorno all’aeroporto. La SS336, arteria principale verso la A8 dei Laghi, ha visto code fin dalle prime ore del mattino. I taxi erano in fila davanti ai terminal già prima dell’alba. La Polizia Locale di Ferno e Lonate Pozzolo ha parlato di una pressione “intensa ma gestita”, grazie a un piano potenziato proprio per affrontare questo momento.
Non mancano però le critiche. Alcuni viaggiatori hanno lamentato tempi d’attesa più lunghi ai controlli di sicurezza e ai varchi passaporti: “Abbiamo perso quasi mezz’ora solo lì, era da tempo che non vedevo così tanta gente”, racconta Sergio D’Ambrosio, in partenza per Barcellona con la famiglia. Dalla direzione aeroportuale fanno sapere che si stanno già studiando interventi per aumentare il numero delle postazioni nei momenti più critici.
Estate calda e possibili problemi
Il dato di martedì potrebbe essere solo l’inizio. SEA prevede nuovi record con l’avvicinarsi dell’alta stagione estiva a giugno. Qualcuno teme però rischi di saturazione nelle settimane centrali d’agosto: “Stiamo lavorando insieme ad Enac per potenziare i servizi”, assicura una nota della direzione aeroportuale.
In ogni caso, questo primato – ormai alle porte della conferma ufficiale – rappresenta molto più di un numero su un grafico: è il segno tangibile che la voglia di viaggiare non si è spenta e che il sistema aeroportuale lombardo è pronto a sostenere questa nuova fase della normalità post-pandemica.