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Torino città segreta d’Italia secondo Forbes: 5 motivi per visitarla subito

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
20 Maggio 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Torino, 20 maggio 2026 – Forbes mette Torino sotto i riflettori come una delle “città segrete d’Italia”. Tra i portici di via Po e ai tavolini dei caffè sotto la Mole, la notizia ha suscitato reazioni diverse: c’è chi è rimasto sorpreso, chi invece ha sorriso divertito. La città sabauda, un tempo capitale e cuore pulsante dell’industria italiana, viene raccontata dalla rivista americana in una luce tutta nuova. L’invito? Scoprirla proprio “adesso”. Ma cosa la rende così speciale? E come la vivono torinesi e turisti?

Torino secondo Forbes: un tesoro nascosto che sfugge a ogni definizione

Chi si alza presto e gira per le strade lo sa bene: Torino vive in un equilibrio strano tra passato e futuro. Forbes mette in fila i suoi simboli più famosi, a cominciare dalla Mole Antonelliana, con quella sua guglia che spunta tra nebbia e sole, quasi a sorpresa. C’è poi il Museo Egizio, orgoglio cittadino e meta fissa per scolaresche di tutta Italia. E non può mancare la Reggia di Venaria, appena fuori città, con i suoi giardini perfettamente curati che – come dice una guida locale – fanno sentire chi li visita un po’ come piccoli sovrani.

Ma Forbes va oltre le cartoline classiche. Nell’articolo si parla di “misteri intrecciati a caffè storici, piazze silenziose e musei imponenti”. Il magazine dedica anche spazio al Bicerin, quella bevanda storica fatta di cioccolato, caffè e crema di latte, ricordando il celebre Caffè Al Bicerin in piazza della Consolata.

La città dal basso: tra gente comune e arte preziosa

Alla stazione di Porta Nuova, all’alba, pendolari e turisti si mescolano nel via vai di trolley. “Torino non ama mettersi in mostra”, confida Marco Viano, libraio in via Barbaroux. I numeri dell’Ente Turismo Torino raccontano una realtà in crescita: nel 2025 sono stati oltre 1,8 milioni i pernottamenti registrati. Un bel salto rispetto agli anni scorsi ma ancora lontano dai grandi numeri delle capitali italiane.

Il Museo Egizio – secondo solo a quello del Cairo per importanza – vede tornare visitatori a ritmo quasi pre-pandemia con circa 600mila ingressi annui negli ultimi tre anni. Una responsabile accoglie i turisti tra le mummie con un sorriso rassicurante: “I numeri sono tornati su livelli solidi”. Intanto i caffè storici come Fiorio, Mulassano e Baratti & Milano continuano a offrire il vero “bicirìn”, senza compromessi sulla ricetta originale.

Venaria Reale: il gioiello fuori porta che incanta

Appena fuori Torino c’è la splendida Reggia di Venaria, richiamo forte per circa 500mila visitatori l’anno. Nel 2026 il flusso è cresciuto del 7% rispetto al 2024 grazie a mostre nuove su Caravaggio e sull’arte barocca piemontese. Il direttore Mario Turetta conferma soddisfatto: “Abbiamo valorizzato anche parco e residenze minori”. L’ingresso costa 20 euro ma esistono pacchetti famiglia che attraggono scolaresche anche da Liguria e Lombardia.

Sul grande piazzale si vedono gruppi con smartphone alla ricerca dello scatto perfetto; altri preferiscono sedersi sotto le arcate per assaporare un pezzo di gianduja.

Sapori torinesi: tradizione da gustare

La gastronomia non passa inosservata nemmeno agli occhi di Forbes, che sottolinea il valore delle specialità locali come gianduiotti e bagna cauda. Nei pressi della Gran Madre un laboratorio artigianale sforna ogni mattina la “torta zurigo”, dolce poco famoso ma amatissimo dai torinesi. Elisa Morra, pasticciera da tre generazioni, racconta senza fronzoli: “Torino è fatta anche di queste piccole cose quotidiane”. Il Bicerin rimane protagonista nelle guide turistiche ma si gusta ancora alle vecchie abitudini: piccolo bicchiere (circa 3 euro), servito con discrezione dietro al bancone in legno scuro.

Turismo discreto con uno sguardo al futuro

Il successo recente è sotto gli occhi di tutti: secondo l’assessora al Turismo Rosanna Purchia “il riconoscimento di Forbes dà slancio agli investimenti e mette Torino sulla mappa internazionale”. Ma attenzione: le strutture ricettive restano pensate per un turismo tranquillo, contenuto. Guido Rossi, albergatore della zona centrale avverte: “Torino accoglie bene, però bisogna fare attenzione a non perdere l’equilibrio tra qualità della vita dei residenti e arrivi turistici”.

Passando da piazza Castello si notano file un po’ più lunghe ai musei ma niente caos da grande capitale d’arte.

Perché visitarla ora? Un’atmosfera unica da assaporare

Alla domanda su cosa spinga a visitare Torino oggi Forbes risponde con motivazioni pratiche ma anche poetiche: la luce morbida che filtra tra gli alberi dei viali; la calma autentica dei quartieri meno battuti come Vanchiglia o Crocetta; il suono dei tram nelle prime ore del mattino.

Insomma, Torino resta fedele a se stessa: una città che non urla la propria bellezza ma la suggerisce piano piano a chi ha voglia di ascoltare. Nel 2026 – tra aperture speciali nei musei e festival jazz sparsi nelle piazze – questa “città segreta d’Italia” si mostra ai visitatori coi suoi tempi lenti e una riservatezza rara nel panorama italiano.

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