Turismo subacqueo: studio svela il grave impatto sulla barriera corallina di Filippine e Bali

Silvana Lopez

26 Maggio 2026

Manila, 26 maggio 2026 – Un nuovo studio dell’Università di Sydney mette sotto i riflettori il comportamento dei sommozzatori nelle località turistiche di Filippine e Bali. Gli scienziati hanno monitorato oltre 400 immersioni tra il 2024 e il 2025, scoprendo che è proprio l’80 per cento degli episodi di disturbo ambientale a essere causato dai visitatori, spesso senza nemmeno rendersene conto. “Anche chi ha una preparazione di base finisce per toccare il corallo senza volerlo, compromettendo la salute degli ecosistemi marini”, spiega il professor Mark Davies, a capo del team.

Sommozzatori e impatto ambientale: dati e contesto

Le acque dell’arcipelago delle Filippine e la costa di Bali sono diventate negli ultimi anni tappe imprescindibili per chi ama le immersioni in Asia. Le autorità locali stimano che più di 2 milioni di persone si immergano ogni anno in queste zone piene di vita. Eppure, grazie a osservazioni dirette e video raccolti tra gennaio 2024 e marzo 2025, gli studiosi hanno scoperto che l’80 per cento dei danni al corallo è causato da errori nei movimenti, contatti accidentali o dall’uso scorretto delle attrezzature.

Un nodo fondamentale riguarda la scarsa attenzione alle regole comportamentali. “Molti operatori offrono solo brevi spiegazioni prima dell’immersione e quasi mai verificano se i sub sappiano davvero come muoversi”, racconta Angelica Reyes, biologa filippina coinvolta nello studio. Nei siti più frequentati come Apo Reef o le barriere intorno a Nusa Penida, i danni si accumulano soprattutto durante i periodi più intensi: marzo-aprile e settembre-ottobre.

Conseguenze sulle barriere coralline

Le conseguenze sulle barriere coralline e sulla fauna marina sono state definite “preoccupanti” dagli stessi ricercatori. Ogni anno, secondo il World Wildlife Fund, quasi un quarto delle formazioni coralline nelle Filippine viene danneggiato da attività umane. Non si tratta solo di pinne che sfiorano o urtano i coralli, ma anche di piccoli oggetti lasciati cadere – torce, pesi o pezzi di plastica – che possono causare ferite difficili da rimarginare.

Qualcuno dei divemaster locali, intervistato ad aprile nel porto turistico di Puerto Galera, ha raccontato scene complicate: gruppi con anche dieci principianti sono difficili da tenere sotto controllo. “Spesso qualcuno si perde o si distrae – dice – e purtroppo i coralli ne pagano le conseguenze”.

Regole, educazione e limiti della formazione attuale

Il lavoro degli australiani mette in luce un problema chiaro: manca un sistema standardizzato a livello internazionale per la formazione dei sub turistici. Solo un quinto degli operatori coinvolti ha confermato di fare prove pratiche prima delle immersioni in zone protette. Nella maggior parte dei casi ci si limita a dare qualche volantino o un rapido briefing.

“Non basta dire cosa non si deve fare – sottolinea Davies – bisogna insegnare davvero come comportarsi con esercizi pratici”. Anche le autorità locali sentono la pressione. Di recente, il Dipartimento dell’Ambiente filippino ha annunciato un piano pilota: chi vuole immergersi nei siti più delicati dovrà ottenere una certificazione aggiuntiva. A Bali invece si sta valutando l’introduzione di un ticket ambientale per finanziare il recupero delle barriere.

Risposte delle comunità locali e prossimi passi

Le comunità costiere non stanno a guardare. Alcuni operatori turistici hanno iniziato a imporre regole più rigide. “Ora accompagnamo piccoli gruppi e facciamo allenamenti in acqua bassa prima di entrare nelle aree protette”, racconta Dewa Komang, istruttore balinese nella zona di Tulamben.

I ricercatori dell’Università di Sydney chiedono una maggiore collaborazione tra scienziati e operatori sul campo. “Solo così potremo davvero invertire la rotta”, conclude Davies. La salvezza delle barriere coralline asiatiche dipende anche dalla capacità del turismo internazionale di cambiare passo prima che i danni provocati dai sommozzatori diventino irreparabili.

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