Ferie Italiane 2024: +3 Milioni di Partenze ma Boom Limitato, Spopolano le Microvacanze

Silvana Lopez

26 Luglio 2026

Roma, 26 luglio 2026 – Arriva questa mattina l’indagine Confturismo-Swg, che mette nero su bianco un trend ormai consolidato: ben il 69% degli italiani ha in programma uno o più viaggi brevi per l’estate, spesso senza allontanarsi troppo da casa. È la conferma di un fenomeno che il turismo italiano segue da vicino, quello delle “vacanze mordi e fuggi”, in netta crescita rispetto agli anni passati.

Turismo, il 69% sceglie viaggi brevi e vicino casa

Le gite fuori porta sono ormai la prima opzione per tante famiglie. A spiegare questo cambiamento è il presidente di Confturismo, Luca Patanè, che sottolinea come non sia solo una questione di soldi: “Non è solo una questione economica, ma anche di tempo – spiega –. Il lavoro flessibile ha cambiato abitudini: molti preferiscono brevi pause nel weekend anziché settimane intere di vacanza”. Parliamo di soggiorni da 2 a 4 giorni, in posti facilmente raggiungibili in auto o treno, sparsi da Nord a Sud.

Il peso del budget familiare sulle scelte estive

Dai dati emerge che la spesa media per una vacanza breve si aggira intorno ai 270 euro a persona, coprendo alloggio, pasti e trasporti. Non pochi ammettono di aver dovuto fare qualche rinuncia, tagliando o rimandando le classiche settimane al mare. “La meta – raccontano alcuni turisti incontrati a Ostia – dipende anche dal prezzo della benzina e dalla disponibilità last minute degli alloggi”. Curioso notare che tra chi rinuncia alle vacanze lunghe, il 32% indica come motivo principale “l’incertezza economica”, seguita dall’aumento dei costi su voli e hotel.

Boom di destinazioni minori e borghi

Il turismo premia i piccoli centri e i borghi, soprattutto al Centro-Sud. Località come Civita di Bagnoregio, le colline del Monferrato o i litorali lucani vedono aumentare i visitatori rispetto allo scorso anno. Piccoli alberghi, B&B e agriturismi registrano un’occupazione oltre l’80% nei weekend di luglio. “Le richieste per soggiorni brevi sono molte più numerose rispetto a quelle per una settimana intera”, conferma il titolare di un hotel a Matera.

Meno voli e più viaggi in auto o treno

A pesare nelle scelte c’è anche il costo dei trasporti. Il rincaro dei biglietti aerei interni spinge molti verso alternative più economiche: il 54% degli intervistati preferisce muoversi in auto, mentre quasi il 30% sceglie il treno, specialmente tra i giovani adulti. “Quest’anno abbiamo lasciato perdere la Sardegna – racconta Chiara, studentessa romana – perché i voli erano troppo cari; siamo andati alle terme vicino Viterbo”. Un cambio netto rispetto ai tempi pre-pandemia, quando isole e grandi città erano mete molto gettonate.

Prenotazioni last minute e ricerca di flessibilità

Tra le abitudini emergenti c’è anche quella delle prenotazioni all’ultimo minuto. Sei italiani su dieci decidono dove andare solo pochi giorni prima della partenza. Il motivo? Serve flessibilità: imprevisti come cambiamenti meteo o impegni lavorativi spingono a evitare programmi troppo rigidi. “Ci siamo organizzati giovedì sera e sabato mattina eravamo già in viaggio”, racconta Andrea, impiegato milanese.

Un segnale d’allerta per il settore

Gli esperti lanciano però un campanello d’allarme: l’aumento delle gite brevi non deve far illudere chi lavora nel turismo. “C’è movimento – ammette Patanè – ma manca quella spesa duratura che sostiene gli alberghi tradizionali e i villaggi turistici”. Per molti operatori la stagione resta incerta, soprattutto lungo le coste adriatiche dove molte camere sono ancora libere per agosto. L’indagine Confturismo-Swg dipinge dunque un’Italia che non rinuncia alla vacanza, ma sempre più spesso opta per formule brevi, flessibili e vicino a casa.

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