Città del Capo, 23 giugno 2026 – Tuffarsi in mare aperto con gli squali, senza alcuna gabbia protettiva, può sembrare un gesto al limite dell’incoscienza. Eppure, ogni anno, centinaia di appassionati arrivano sulle coste sudafricane per vivere da vicino questi grandi predatori, spinti dalla curiosità e dalla voglia di sfidare le proprie paure. La domanda è: chi sono davvero questi animali e perché sempre più persone scelgono di affrontarli a viso aperto?
L’attrazione per il rischio: perché immergersi tra gli squali
Non si tratta solo di cercare una scarica di adrenalina. “Prima della prima immersione pensavo che avrei incontrato un mostro. Invece era solo uno squalo curioso, quasi timido”, racconta Mark Stevens, istruttore subacqueo a Gansbaai, nota località per il famoso shark diving senza gabbia. Ogni stagione, questa piccola comunità a sud di Città del Capo accoglie centinaia di turisti attratti dall’idea di nuotare fianco a fianco con lo squalo toro o il più raro squalo bianco. Secondo i dati dell’Ente del turismo sudafricano, nel 2025 sono stati oltre 3.500 i visitatori che hanno scelto questo tipo di esperienza.
Un incontro che cambia la prospettiva sugli squali
Entrare in acqua senza barriere mette sottosopra l’immagine degli squali costruita da anni di film e cronaca. “È difficile da spiegare – confessa Anna Cordes, biologa marina tedesca – ma una volta sotto la superficie ti accorgi che gli squali non sono affatto le bestie aggressive che ci aspettiamo. Si avvicinano piano, ti osservano e spesso se ne vanno via. La paura lascia spazio a un rispetto reciproco”. Prima di ogni immersione, gli istruttori ribadiscono alcune regole essenziali: niente movimenti bruschi, rimanere uniti al gruppo e soprattutto non toccare gli animali.
Numeri e sicurezza: come si gestisce il rischio
Secondo le statistiche dell’International Shark Attack File della Florida Museum, nel 2025 nel mondo sono stati registrati 57 attacchi di squalo, solo 5 dei quali fatali. In Sudafrica, dove lo shark diving è regolato da precise norme, negli ultimi due anni non si sono verificati incidenti gravi durante le immersioni guidate senza gabbia. “Il rischio non si annulla mai del tutto – spiega Stevens – ma con le giuste precauzioni si può tenere sotto controllo”. Il trucco sta nel lavorare con guide esperte e conoscere bene le abitudini delle specie locali.
La scienza contro i pregiudizi
L’idea degli squali come mostri sanguinari ha radici profonde nella cultura popolare, ma la realtà è ben diversa. “Gli attacchi agli uomini sono eventi rarissimi”, sottolinea Cordes. “Ogni anno muoiono più persone per punture di api o incidenti con le mucche che per scontri con squali”. A confermare questa visione è anche il WWF, che però punta il dito contro la pesca eccessiva: circa 100 milioni di squali vengono uccisi ogni anno, un numero che rischia di mettere in crisi l’equilibrio degli ecosistemi marini.
Il boom dell’eco-turismo: benefici e rischi
L’aumento delle richieste per lo shark diving ha portato un guadagno importante all’economia locale. A Gansbaai molte famiglie vivono ormai grazie ai pacchetti turistici che offrono immersioni, corsi di biologia marina e uscite in barca all’alba. Il costo medio per partecipare a un’escursione si aggira intorno ai 200 euro a persona. Ma non mancano le critiche: alcuni ambientalisti temono che la presenza costante di barche e gruppi possa modificare il comportamento naturale degli squali. “Serve trovare un equilibrio tra tutela dell’ambiente e turismo”, avverte Cordes.
Paura e fascino: la ricerca del limite
Cosa spinge una persona ad entrare in acqua con uno degli animali più fraintesi al mondo? Le risposte oscillano tra la voglia di superare una paura antica e quella di sentirsi parte di qualcosa più grande. “Quando torni in superficie guardi tutto con occhi diversi – racconta Stevens – allora capisci che la vera barriera non è la gabbia ma quella dentro la nostra testa”.
In fondo, il shark diving senza gabbia resta un’esperienza che divide: c’è chi lo vive come una prova da non ripetere mai più; c’è chi invece lo vede come l’occasione per abbattere pregiudizi e scoprire finalmente chi siano davvero gli squali.