Calabria: guida completa tra mare, borghi storici e trekking tra Serre e Aspromonte

Silvana Lopez

23 Giugno 2026

Reggio Calabria, 23 giugno 2026 – Dalle coste del Tirreno e dello Ionio fino all’entroterra più nascosto, la Calabria si conferma ancora una volta tra le regioni italiane con la più grande varietà di paesaggi e culture. Un mosaico che continua a stupire chi la visita e chi ci vive, e che, come ricorda l’assessora regionale al turismo Rosanna Bruni, “è una risorsa che abbiamo solo parzialmente esplorato”.

Un territorio in movimento tra due mari

A nord confina con la Basilicata, poi si allunga lungo lo stivale stretto tra il Mar Tirreno e lo Ionio. Da Praia a Mare sulla costa tirrenica a nord-ovest fino a Siderno sull’Ionio non si superano i 100 chilometri in linea d’aria, ma sembra un altro mondo: cambia il clima, cambiano i paesaggi, i dialetti e le abitudini. All’alba a Tropea, i pescatori tornano con reti piene di alici fresche; mentre più a est, a Crotone, il vento soffia forte e i surfisti si sfidano sulle onde davanti al Castello di Carlo V.

“Chi vive qui sa bene quanto possa cambiare la Calabria anche solo dopo pochi chilometri”, racconta Luigi Manfredi, storico di Soverato. È un susseguirsi di microclimi: dalla salsedine sulle coste tirreniche al verde fitto delle Serre, fino alle fresche pinete dell’Aspromonte. A Gambarie, per esempio, alle 9 del mattino la temperatura è già decisamente più bassa rispetto a Reggio Calabria.

Borghi interni e tradizioni ancora vive

Non c’è solo mare e turismo balneare. Nell’entroterra resistono borghi come Gerace, arroccata su una rupe con le sue case in pietra chiara e botteghe che offrono prodotti tipici come formaggi pecorini, pane “guttiau” e miele di castagno. Il sabato mattina in piazza si sente ancora l’odore del pane appena sfornato; “qui è tutto rimasto molto simile agli anni Ottanta”, spiega Maria Concetta, 67 anni, ambulante che ogni settimana percorre venti chilometri per arrivare al mercato.

Nel nord della regione, tra le colline della Sila, piccoli paesi come San Giovanni in Fiore tengono vive feste antiche: le “Varette” del Venerdì Santo o i balli tradizionali in costume durante l’estate. “Cerchiamo di trasmettere tutto ai giovani – racconta don Mario Frustaci, parroco del paese – ma serve tempo, pazienza e anche un po’ di fortuna”.

Cibo locale e accoglienza familiare

Mettersi a tavola in Calabria significa incontrare sapori forti e ingredienti semplici. La famosa ‘nduja spalmata sul pane caldo è ovunque: nei ristoranti sul lungomare di Vibo Valentia come nelle cucine delle famiglie dell’entroterra. A Rossano, ogni agosto si tiene la sagra del fico d’India; a Scilla, da metà luglio i pescatori vendono il pesce spada appena pescato sulle barche vicino al Castello Ruffo.

Franco Pugliese, chef del ristorante “Al Castello”, sottolinea che “la nostra forza è l’ospitalità: qui i turisti diventano clienti abituali”. E non sono solo parole: secondo l’Osservatorio regionale sul turismo negli ultimi cinque anni gli stranieri sono cresciuti del 12%, con punte d’afflusso soprattutto d’estate nelle località di mare ma anche una riscoperta lenta ma costante dell’entroterra.

Tra turismo e nuove sfide

Non mancano però problemi da affrontare. Il trasporto è uno dei nodi più delicati: per andare da Catanzaro a Cosenza in treno servono quasi due ore; raggiungere alcune zone interne significa ancora lunghi viaggi in auto. La Regione ha annunciato nuovi lavori per migliorare le strade secondarie e potenziare le linee ferroviarie verso l’Aeroporto di Lamezia Terme.

“Abbiamo bellezze naturali da mostrare al mondo, dobbiamo farle arrivare a tutti”, ha detto l’assessora Bruni durante l’ultima giunta regionale. Nel frattempo a giugno le spiagge della Costa degli Dei cominciano a riempirsi: famiglie calabresi insieme ai turisti tedeschi e francesi.

Una Calabria che cambia ma resta fedele a sé stessa

Il viaggio dentro questa terra racconta un equilibrio fragile fra cambiamento e tradizione. Nelle piazze dei paesi interni si chiacchiera ancora all’ombra degli alberi dopo pranzo; sulle terrazze affacciate sul mare si ascolta musica dal vivo fino a notte fonda. La Calabria – sospesa tra due mari – conserva i suoi contrasti ma invita chi arriva a scoprirli senza fretta. E chi parte porta con sé il ricordo di profumi intensi e accenti diversi. Forse questa è la sua vera forza.

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