Tirana, 2 luglio 2026 – Sulle coste meridionali dell’Albania, nel piccolo borgo di Dhërmi, sta emergendo un nuovo punto di riferimento per chi cerca un mix insolito: relax, bellezza e libertà. Il tutto a pochi passi da una delle spiagge che, negli ultimi anni, hanno messo il Paese sotto i riflettori. La struttura si trova tra la macchia mediterranea e il lungomare, a soli 400 metri dal centro del paese. Non è un hotel tradizionale – raccontano gli ospiti – ma una sorta di seconda casa con tutti i servizi di un piccolo resort, perfetta anche per chi lavora da remoto.
Dhërmi: una meta diversa sulle coste dell’Albania
Percorrendo la SH8, la strada panoramica che attraversa le colline intorno a Dhërmi, il traffico di auto e scooter si affievolisce presto. Al loro posto restano solo il fruscio del vento e qualche voce lontana dal bar della piazza principale, dove alle nove in punto si serve caffè turco come da tradizione. Chi arriva qui lo fa sempre più spesso per motivi diversi rispetto alla solita folla delle località più affollate.
Negli ultimi due anni – spiegano gli operatori del posto – è cresciuta la domanda di soggiorni “ibridi”: non solo vacanze al mare, ma anche periodi di lavoro a distanza. “Arrivano da Tirana, Roma, ma anche Polonia e Germania”, racconta Arben Meta, gestore di una struttura con vista sulle spiagge di Dhërmi. Il Wi-Fi è potente, la terrazza spaziosa e perfetta per laptop e quaderni: “Molti restano dieci o quindici giorni”, aggiunge Meta. Secondo i dati del Ministero del Turismo albanese, nel primo semestre 2026 il turismo internazionale in zona è cresciuto del 28% rispetto all’anno scorso.
Estetica curata e libertà: il mix che attira i nuovi viaggiatori
Il punto forte del posto – ciò che conquista i nuovi visitatori – sta nell’equilibrio fra comfort e autenticità. Niente insegne luminose o discoteche con musica assordante. Le strutture puntano su linee semplici, colori chiari e materiali locali. “L’estetica qui conta ma senza voler apparire pretenziosa”, sottolinea Mirela Kola, architetta di Tirana coinvolta nel progetto di alcune guesthouse della zona. “Legno e pietra rispettano l’ambiente e danno un senso di accoglienza”, spiega.
Dentro le camere – dicono chi c’è già stato – non manca nulla per lavorare tranquilli: tante prese elettriche, connessione stabile e sedute comode per ore davanti al computer. E poi ci sono le pause da godersi sulla terrazza con vista sul mare turchese o su un uliveto. “Non chiamatelo smart working, qui è qualcosa di diverso: lavori ma in mezzo a un ambiente umano e vero”, racconta Giulia Marini, consulente milanese in vacanza-lavoro da giugno.
I prezzi e la clientela: tra giovani freelance e famiglie
Un fattore decisivo per molti è il rapporto tra costo e qualità dell’esperienza offerta. Una camera doppia a Dhërmi in alta stagione costa fra 55 e 80 euro a notte – spesso con colazione inclusa e uso degli spazi comuni. In autunno (settembre-ottobre) i prezzi scendono anche del 30%, attirando sia freelance sia famiglie con bimbi piccoli.
La clientela è varia: giovani digital nomad che si fermano settimane per finire progetti o staccare; ma anche professionisti over 40 che alternano riunioni online a lunghi bagni di sole. “Mi piace perché qui nessuno ti disturba se devi lavorare fino a sera”, confida Erjon Bega, informatico di Skopje alla seconda visita. “E poi fuori trovi sempre un posto dove mangiare pesce fresco”.
Oltre la vacanza: natura, lentezza e ospitalità locale
Oltre ai numeri che raccontano il cambiamento, ciò che più colpisce chi sceglie Dhërmi è la sensazione di libertà personale, rara altrove. Gli orari sono flessibili; si può fare colazione tardi; le spiagge si raggiungono a piedi attraversando sentieri sterrati pieni di fichi d’India. Di sera nei bar si mescolano dialetti diversi; le porzioni sono generose e i prezzi contenuti.
In un’estate che vede l’Albania confermarsi meta emergente (anche secondo le agenzie italiane), Dhërmi offre un modello alternativo: relax senza imposizioni, spazi fatti per sentirsi a casa lontani da tutto – magari con un laptop aperto mentre il tramonto spegne lentamente i colori sulla costa ionica.