Le 8 Foto Incredibili del Fotografo di Viaggi Durante il Rafting a Hunter Mountain da NYC

Silvana Lopez

26 Luglio 2026

New York, 26 luglio 2026 – Stamattina, un gruppo di trentaquattro appassionati di rafting si è radunato a West 45th Street e 11th Avenue, proprio nel cuore pulsante di Manhattan, pronto per una delle escursioni estive più gettonate: la gita di un giorno alle rapide di Hunter Mountain. L’iniziativa, organizzata da una società locale specializzata in sport outdoor, sta attirando sempre più newyorkesi e turisti desiderosi di un break dalla frenesia cittadina e dalla solita routine.

Da Manhattan alla natura: il fascino del rafting fuori porta

Alle 7.30 precise, con un cielo limpido e già una temperatura sopra i venticinque gradi, il gruppo si è raccolto nei pressi del terminal autobus. Zaini leggeri in spalla, cappellini calati sulla testa e borracce piene d’acqua a portata di mano. Alcuni, come racconta David, 27 anni di Brooklyn, “avevano già vissuto esperienze simili in altre zone dello Stato di New York”, mentre per altri era il primo incontro con correnti e pagaie. La meta – Hunter Mountain, nota soprattutto per le piste da sci – si sta ritagliando un ruolo anche d’estate grazie ai suoi fiumi e ai sentieri immersi nei boschi.

Il viaggio in bus, durato circa due ore e mezza, ha mostrato un volto diverso dell’America: dalle strade affollate di Manhattan fino ai verdi rilievi della Catskill Forest Preserve. Per gli organizzatori “Hunter è la scelta giusta per chi cerca adrenalina e sicurezza insieme, senza allontanarsi troppo dalla città”.

Equipaggiamento, briefing e prime emozioni in acqua

Appena arrivati poco dopo le 10, le guide locali hanno dato il via al briefing sulla sicurezza e alle prime lezioni pratiche. “Prima si pagaia sull’asciutto, poi si entra in acqua”, ha scherzato Sam Carter, uno degli istruttori. Caschi ben stretti, giubbotti salvagente allacciati e pagaie pronte: davanti a loro rapide di classe II-III. L’atmosfera era un mix tra tensione ed eccitazione; qualcuno scrutava il fiume con rispetto, altri sorridevano nervosamente.

Il percorso scelto si snoda per circa cinque chilometri lungo un ramo del fiume Schoharie. Jennifer, 32 anni di Manhattan, spiega: “Non serve essere atleti professionisti, ma bisogna stare attenti: le rocce sono vere e la corrente non è uno scherzo”. Ed è proprio questa sfida a rendere l’esperienza così coinvolgente.

L’avventura tra rapide e saliscendi

Dopo un breve riscaldamento e qualche tentativo goffo per coordinarsi sui gommoni – “sembravamo più una banda improvvisata che una squadra” ha commentato ridendo uno dei partecipanti – è partita la discesa vera e propria. I passaggi più difficili sono stati accolti con urla di gioia e qualche spruzzo d’acqua gelida che ha fatto subito tornare svegli tutti: “Ti dà una carica migliore del caffè delle otto” ha confessato Alan, turista inglese.

Le guide hanno mantenuto il controllo costante: fischietto al collo e voce ferma con indicazioni precise. Nei tratti più tranquilli si sono potuti ammirare aironi in volo o cervi nascosti tra gli alberi; il silenzio rotto solo dal rumore delle rapide. Il meteo ha aiutato: niente pioggia né vento fastidioso.

Il ritorno in città e la voglia di ripetere

Terminata la discesa nel primo pomeriggio, con qualche graffio sulle gambe ma tante risate da portare a casa, il gruppo ha trovato ristoro nell’area picnic vicino all’imbarco. Panini semplici e bevande fresche hanno accompagnato chiacchiere su chi aveva perso la pagaia o rischiato il tuffo nel fiume. “Non pensavo fosse così intenso – ha detto una ragazza del Queens – ma se potessi tornerei anche domani”.

L’autobus è ripartito verso le 17.45; il traffico serale ha fatto slittare l’arrivo a Manhattan poco dopo le 20.30. Alcuni hanno dormito quasi tutto il viaggio; altri invece hanno già condiviso foto e video su Instagram durante il ritorno. Secondo gli organizzatori le prenotazioni sono cresciute quest’anno del 20%. Un segno che la voglia di avventura fuori città resta fortissima.

Hunter Mountain continua così a essere una delle mete preferite da chi vive o visita New York d’estate. Natura, sport accessibile e distanza comoda dalla città convincono sempre più persone a mettere da parte grattacieli e asfalto almeno per un giorno.

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