Barcellona, 4 agosto 2026 – La Spagna è un vero scrigno di paesaggi naturali unici: dai Pirenei innevati fino alle coste mediterranee, passando per terre vulcaniche e ampie pianure interne. Questo mix di ambienti attira ogni anno milioni di turisti e amanti della natura, ma non solo. Negli ultimi anni, il territorio è finito sotto la lente di studiosi e ambientalisti che cercano di capire come bilanciare sviluppo, tutela e cambiamenti climatici.
Pirenei, Canarie e Costa Mediterranea: paesaggi che raccontano
Chi sale lungo la catena dei Pirenei, che segna il confine con la Francia, si trova davanti a panorami dove la neve resiste ancora in piena estate, soprattutto attorno al Monte Aneto (3.404 metri). L’osservatorio meteorologico di Huesca segnala che le temperature estive sono in calo negli ultimi dieci anni, ma i ghiacciai hanno perso più del 20% della loro superficie. Non sono dati da prendere alla leggera. Le guide locali, come Manuel Torres di Benasque, lo dicono chiaramente ai visitatori: “Negli anni ‘90 si sciava fino a giugno. Oggi a metà maggio rimane solo roccia”.
Più a sud, il paesaggio cambia completamente. L’arcipelago delle Canarie, in particolare l’isola di Lanzarote, offre un volto diverso: distese laviche, coni vulcanici e una vegetazione sparuta. Un rapporto dell’Instituto Geológico y Minero de España conferma che l’attività geotermica è ancora presente, ma l’impatto del turismo negli ultimi decenni ha fatto sentire il suo peso sulla flora locale. “Trovare un equilibrio non è facile – ammette la biologa Alicia Morales – tra promozione turistica e protezione dell’ambiente”.
E poi c’è la costa orientale, dove la Spagna cambia ancora: spiagge della Costa Brava, baie del Mediterraneo e le falesie di Cabo de Gata. Qui i piccoli borghi si alternano a località affollate da turisti soprattutto tedeschi e britannici. I dati del ministero del Turismo parlano chiaro: 9 milioni di visitatori solo nell’estate 2025. Gli operatori la definiscono una pressione “gestibile”, ma c’è preoccupazione per l’acqua. “L’acqua è il vero problema – spiega Carlos Ruiz, responsabile dell’ente idrico locale – soprattutto nei giorni più caldi”.
Pianure interne e riserve naturali: biodiversità in bilico
Lasciata la costa, si entra nelle mesetas castigliane, vaste pianure tra Madrid e Valladolid dominate da campi di cereali e vigneti della Rioja. La siccità degli ultimi anni ha costretto gli agricoltori a cambiare metodo: nuove tecniche d’irrigazione e rotazioni diverse delle colture sono ormai all’ordine del giorno. Juan García, produttore della zona, racconta senza giri di parole: “L’estate scorsa abbiamo perso un terzo del raccolto per colpa della mancanza d’acqua”.
Le tante riserve naturali sparse sul territorio provano a proteggere questa ricchezza naturale. Il Parco Nazionale di Doñana, in Andalusia, ne è un esempio significativo. Patrimonio UNESCO dal 1994, ospita specie rare come la lince iberica. Ma un recente rapporto WWF-Spagna evidenzia come la falda acquifera che mantiene vive le lagune stia diminuendo da sette anni consecutivi. “I segnali sono sotto gli occhi di tutti”, ammette José Marín, direttore del parco.
Turismo sostenibile e futuro: tra sfide reali e opportunità
La parola sostenibilità torna spesso quando si parla dei paesaggi spagnoli. Da un lato ci sono politiche regionali più attente alla tutela – come quella catalana che ha ristretto gli accessi ai parchi naturali –, dall’altro resta forte la pressione del turismo di massa, soprattutto alle Baleari. A Palma de Maiorca il costo medio per notte in alta stagione ha raggiunto i 170 euro nel 2026; una cifra importante che pesa sia sui turisti sia sulle comunità locali.
“Non possiamo più permetterci di consumare il territorio come se fosse inesauribile”, ha detto Marta López, assessora all’Ambiente della Generalitat Valenciana durante un recente incontro pubblico.
Chi arriva oggi in Spagna si trova davanti a una geografia fatta di contrasti forti: montagne che si assottigliano sotto il sole cocente di luglio, spiagge piene fin dalle prime ore del mattino (come confermano i dati delle autorità), villaggi rurali dove la battaglia contro la siccità è quotidiana. Un paese dalle tante facce che chiede non solo ammirazione ma soprattutto rispetto per questa straordinaria varietà naturale.