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Grotta della Poesia Salento: ingresso a pagamento per i turisti, residenti gratis

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
5 Agosto 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Roca Vecchia (Lecce), 5 agosto 2026 – Ogni estate, nel cuore del Salento, la piccola frazione di Roca Vecchia, nel comune di Melendugno, si trasforma in un vero e proprio richiamo per migliaia di turisti e curiosi. Da quest’anno, chi vuole visitare la celebre Grotta della Poesia deve mettere mano al portafoglio: un ticket d’ingresso da 5 euro è stato introdotto per i visitatori non residenti, mentre chi abita in zona continua ad entrare gratis. Una mossa che ha fatto discutere, ma che il Comune difende con forza: “Dobbiamo proteggere un luogo fragile”, ha spiegato il sindaco Marco Potì.

Un ingresso a pagamento per salvaguardare la Grotta

La decisione di far pagare l’ingresso da 5 euro è scattata all’inizio di luglio, dopo il via libera del consiglio comunale e il sostegno della Soprintendenza. Lo scopo è semplice: gestire meglio gli accessi a uno dei luoghi più amati del Salento, la Grotta della Poesia, una cavità naturale affacciata sul mare Adriatico, circondata da scogli e antichi muretti. “Negli ultimi anni qui siamo arrivati a vedere anche 3mila persone al giorno,” racconta Antonio Pellegrino, responsabile della sicurezza sul posto, poco prima di coordinare il flusso dei primi visitatori stamattina verso le 11. “Così non si poteva andare avanti, rischiavamo danni irreparabili.”

I numeri parlano chiaro: nei weekend di luglio e agosto l’area era diventata una sorta di “piscina pubblica” a cielo aperto. Teli stesi ovunque, bagnanti sulle rocce già alle prime ore del mattino, ragazzini che si buttano a ripetizione. La grotta è famosa per l’acqua cristallina e le iscrizioni messapiche sulle pareti — un vero richiamo per influencer e appassionati.

Residenti esentati: tra orgoglio e qualche dubbio

Per chi vive a Melendugno e dintorni l’ingresso resta gratuito. Un cartello all’ingresso lo ricorda chiaramente: “Residenti muniti di documento: accesso libero”. Il sindaco Potì spiega così questa scelta: “La Grotta fa parte della nostra identità, sarebbe ingiusto negare ai cittadini ciò che hanno sempre avuto”. Ma non mancano i malumori tra gli stessi residenti. Maria Antonaci, insegnante in pensione che aspetta il figlio fuori dal sito alle 16, confessa: “Non avevo mai visto tanta gente in fila. Il ticket forse aiuterà a mantenere l’ordine, ma qualcosa si perde.”

Tra i commercianti del borgo le opinioni sono divise. Vito Mazzei, barista al Caffè Centrale, parla di un calo delle vendite nelle ore più tranquille: “Chi non vuole pagare resta a Torre dell’Orso o scende più giù.” Altri però notano una clientela più attenta e meno confusione per strada. “Meglio meno ma più consapevoli,” dice una giovane operatrice turistica del lido vicino.

Turisti divisi sul prezzo d’ingresso

I visitatori arrivano da tutta Italia — soprattutto Lombardia, Campania e Lazio — e anche dall’estero, con tanti tedeschi e francesi tra i più assidui. Ma non tutti accettano con entusiasmo il biglietto d’ingresso. Stamattina alle 10 una coppia di giovani svizzeri si è fermata davanti ai tornelli digitali con aria dubbiosa. “Non pensavamo ci fosse da pagare,” hanno detto in inglese al personale comunale. Poco dopo un gruppo di ragazzi bergamaschi commentava sottovoce: “Cinque euro per mezz’ora in acqua… non so se ne vale la pena.”

Il personale controlla biglietti cartacei e digitali ed è pronto a fornire tutte le informazioni sulle regole: apertura dalle 8 alle 19, divieto di tuffarsi per i bambini più piccoli e obbligo di lasciare borse grandi fuori dal sito. Se la folla supera la soglia consentita – spiegano dal Comune – gli ingressi vengono sospesi temporaneamente.

Difendere la Grotta guardando al futuro

La Grotta della Poesia è tra i beni paesaggistici tutelati dal Ministero della Cultura e dall’UNESCO; ogni estate archeologi e studiosi arrivano qui per studiare i reperti nei dintorni. La Soprintendenza Archeologica della Puglia assicura che i fondi raccolti grazie al ticket serviranno a finanziare interventi importanti: manutenzione delle passerelle in legno, controllo dell’erosione delle rocce e campagne educative rivolte ai più giovani.

“Conservare questo luogo è una responsabilità – spiega Antonella Lezzi, guida locale – altrimenti rischiamo che presto la Grotta venga chiusa.” Per ora il biglietto resta in vigore; chi lo paga contribuisce davvero a mantenere viva una delle immagini simbolo del Salento. Un prezzo da pagare — piccolo o grande — per continuare a tuffarsi nella leggenda.

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