Le città più amate dalla Generazione Z nel mondo: la sorpresa italiana in top ten non è Milano

Giulia Ruberti

11 Agosto 2026

Roma, 11 agosto 2026 – Quali sono le città migliori al mondo per i giovani della Generazione Z? A rispondere è stata una classifica pubblicata ieri dal portale britannico “Nestpick”, frutto del lavoro di un team internazionale di analisti. Hanno passato al setaccio 110 grandi città, tenendo conto di fattori come il costo della vita, le opportunità di lavoro, la qualità degli spazi urbani e i servizi digitali. E c’è una sorpresa: nella top ten non c’è Milano, ma Bologna.

Bologna tra le città migliori per la Generazione Z

Bologna è stata l’unica italiana a entrare nella top ten, posizionandosi al nono posto. Il sindaco Matteo Lepore, intervistato stamattina da alanews.it, ha sottolineato come questo risultato “confermi il ruolo centrale della città nell’attrarre giovani, non solo studenti universitari ma anche chi cerca lavoro e qualità della vita”. La città emiliana, nota per la sua università e una vivace scena culturale, ha raccolto punti importanti soprattutto grazie agli affitti più abbordabili rispetto ad altre grandi città europee: circa 470 euro al mese per una stanza singola in centro. E non è tutto: la presenza di molti spazi verdi e una rete ciclabile ben sviluppata hanno fatto la differenza.

I criteri della classifica: lavoro, ambiente e digitale

Nestpick spiega che questa classifica si basa su diversi indicatori: dalla disponibilità di posti di lavoro entry-level al costo della vita, passando per infrastrutture digitali performanti, trasporti pubblici efficienti, sicurezza, rispetto delle libertà civili e qualità ambientale. La Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) è particolarmente sensibile alla mobilità e alle questioni ambientali più delle generazioni precedenti.

Al primo posto si piazza Amsterdam, seguita da Toronto, Sydney e Berlino. In top ten anche Copenaghen, Zurigo e Parigi. Secondo il report, i giovani premiano soprattutto le città con connessioni internet veloci (oltre 200 Mbps in media), servizi sanitari accessibili e un’offerta ampia di studi e stage retribuiti.

I giovani: “Qui si vive meglio che a Milano”

Sara ha 23 anni, viene da Ravenna e studia a Bologna. “Ho guardato anche Milano e Roma – racconta – ma qui mi sento meno sotto pressione. Gli affitti sono ancora sostenibili e muoversi in bici è semplice.” Simile l’opinione di Giacomo, 25 anni, appena assunto in una startup agroalimentare: “Il clima qui favorisce le idee nuove e fare rete. Poi ci sono tanti eventi culturali gratuiti”.

Milano resta fuori dalla top ten soprattutto per l’alto costo degli affitti (una stanza singola costa più di 700 euro al mese), il traffico congestionato e le difficoltà a trovare casa senza garanzie reddituali elevate.

Come cambia la mappa europea delle città giovani

Amsterdam spicca con i suoi quartieri pedonali e i trasporti pubblici all’avanguardia ed è vista dagli esperti come un modello per inclusività e transizione green. Berlino continua ad attirare giovani da tutto il mondo grazie a politiche mirate per sostenere l’imprenditoria giovanile. Parigi si distingue per l’offerta universitaria ma soffre per gli affitti cari e un tasso di disoccupazione giovanile più alto rispetto alle città del Nord Europa.

Bologna, invece, ha puntato su bandi comunali a supporto delle startup giovanili (venti progetti finanziati solo nell’ultimo anno) e su un piano mobilità “verde” che ha esteso le zone a traffico limitato e creato nuovi percorsi ciclo-pedonali. Da segnalare anche gli otto spazi di coworking attivi nel centro storico.

Le reazioni delle istituzioni e i prossimi passi

Il Comune di Bologna ha diffuso ieri sera una nota in cui esprime soddisfazione: “Questo risultato è un riconoscimento alle scelte fatte negli ultimi anni”. Ma c’è chi invita alla prudenza. Andrea Ghedini della rete studentesca locale ricorda che “restano problemi seri sugli affitti: servono tutele più forti”.

Dai dati Nestpick emerge che circa il 34% degli under 28 italiani pensa seriamente di trasferirsi all’estero entro cinque anni. Un campanello d’allarme per gli amministratori locali chiamati a rendere le loro città più attrattive con politiche abitative inclusive e investimenti nei servizi digitali.

Intanto Bologna guarda avanti: “C’è ancora tanto da fare – conclude Lepore – ma questa classifica ci sprona a investire sempre di più nei giovani”. E chissà se presto altre città italiane riusciranno a scalare posizioni nella mappa mondiale delle mete preferite dalla Generazione Z.

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