Viaggi d’epoca in Campania: tornano i treni storici tra Reggia di Caserta, borghi e paesaggi unici

Simona Carlini

22 Agosto 2026

Napoli, 22 agosto 2026 – Tornano a farsi sentire il rumore e l’incanto dei treni storici della Campania. Da oggi, grazie al rilancio del programma regionale firmato da Fondazione FS, decine di convogli d’epoca riprendono servizio sui binari che collegano Napoli, Caserta, l’Irpinia e la Costiera. Un viaggio lento, da gustare con gli occhi fuori dal finestrino e nelle pieghe delle carrozze anni ’30, pensato per chi cerca non solo una gita ma una storia da vivere.

Un calendario fitto tra Pietrarsa, Caserta e Irpinia

Il nuovo calendario è stato presentato nella sede della Fondazione, al Museo Ferroviario di Pietrarsa. Tra i protagonisti torna il simbolico Pietrarsa Express, che collega il cuore pulsante di Napoli con il grande museo industriale affacciato sul mare. C’è poi l’Archeotreno Campania, che porta i viaggiatori agli scavi di Pompei e Paestum, con fermate studiate apposta per chi vuole scendere e scoprire borghi e stazioni rimaste ferme nel tempo.

Questa mattina alle 10:15 i primi vagoni restaurati hanno lasciato il binario 2 di Napoli Centrale, accolti da una folla curiosa e appassionata. “Abbiamo voluto ridare alla Campania questa occasione di turismo slow e consapevole”, ha spiegato Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione FS. I biglietti sono accessibili: 8 euro per gli adulti solo andata, 4 euro per i ragazzi fino a 14 anni, disponibili online e nelle principali stazioni.

Oltre la Reggia: l’itinerario dell’Archeotreno

Ma non si tratta solo delle tratte più note. La novità del 2026 è il percorso attraverso l’Irpinia interna lungo la storica linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. Qui il tempo sembra davvero essersi fermato. “In questi paesi molti bambini non avevano mai visto un treno così”, racconta Carmine De Nisi, volontario a bordo. “C’è chi chiede al macchinista se può salire in cabina”. L’Archeotreno fa tappa anche alla maestosa Reggia di Caserta, dove stamattina decine di visitatori hanno scelto di raggiungere i giardini borbonici senza auto né traffico.

Il treno d’epoca è spesso la scelta ideale per famiglie che vogliono far provare ai più piccoli il fascino di un viaggio diverso: sedili in legno lucidissimo, personale in divisa storica, finestre spalancate su colline e vigneti rigogliosi. Il progetto gode del sostegno della Regione Campania e delle amministrazioni locali. “Investiamo su mobilità lenta e valorizzazione del territorio”, ha dichiarato ieri Felicia Della Porta, assessore regionale al turismo.

Numeri e reazioni: attese oltre 30mila presenze

I dati forniti dalla Fondazione FS parlano chiaro: tra agosto e ottobre si aspettano oltre 30mila passeggeri. Lo scorso anno, nello stesso periodo, furono più di 28mila i visitatori che hanno scelto uno degli itinerari storici. Le corse verso Pietrarsa e Caserta restano le più gettonate, ma cresce anche l’interesse per destinazioni meno battute come Avella o Taurasi.

Tra i passeggeri ci sono molti turisti stranieri che cercano qualcosa di diverso dal solito giro turistico. Angela, una giovane viaggiatrice tedesca incontrata sull’Archeotreno, racconta: “Volevamo vedere Pompei senza prendere la solita circumvesuviana. Questo treno è proprio un salto nel passato”. A bordo si mescolano dialetti e lingue diverse: famiglie inglesi, scolaresche francesi, gruppi dall’est Europa.

Viaggi tra natura e archeologia: binari che uniscono

Il vero punto forte – sottolineano organizzatori e operatori – è la possibilità di abbinare la visita ai grandi siti archeologici a esperienze meno conosciute. Così si arriva nei vigneti dell’Irpinia, nei musei all’aperto della Valle Caudina o lungo i sentieri sulle rive del Volturno. “Solo così ti accorgi che questi treni sono un ponte tra le comunità e il loro territorio”, racconta Franco Amato, guida ambientale.

Per tutta la stagione ci saranno anche visite guidate tematiche nei musei ferroviari principali e nelle stazioni storiche. Il calendario completo è online; gli operatori suggeriscono di prenotare soprattutto nei weekend o durante eventi come le Giornate FAI.

Turismo lento per riscoprire la Campania

In un’estate afosa con strade spesso bloccate dal traffico nel Sud Italia cresce il successo del turismo lento fatto di tempi rilassati, piccoli gruppi e itinerari lontani dai circuiti affollati. Le corse dei treni storici sono viste come una risposta concreta per valorizzare le zone interne – spesso dimenticate – e far conoscere una Campania diversa sia agli italiani sia ai turisti stranieri.

Alla fine della giornata, tra il capolinea di Pietrarsa o i binari coperti d’erba dell’entroterra irpino, restano impressi i vecchi vagoni pieni di sorrisi, domande e chiacchiere allegre. E quella sensazione rara – quasi mai avvertita sui treni moderni – che qui il tempo abbia deciso davvero di rallentare per un po’.

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