Milano, 23 agosto 2026 – Lonely Planet, uno dei nomi più noti nel mondo delle guide di viaggio, si riaffaccia nel digitale con una nuova campagna che invita i viaggiatori a partire con un piano preciso e tornare con un racconto tutto loro. “Go with a plan. Come back with a story” è il messaggio che da questa settimana campeggia sul sito ufficiale e sui social del marchio. Dietro questa scelta, spiegano dalla redazione europea di Lonely Planet a Milano, c’è la volontà di offrire consigli concreti e esperienze genuine, direttamente da chi viaggia davvero.
Raccomandazioni iconiche, ma anche storie vere
La nuova iniziativa non punta più solo a elencare luoghi e itinerari classici. Le raccomandazioni iconiche ci sono ancora – nessuno, ad esempio, salterà la Torre Eiffel durante un viaggio a Parigi, ricordano dal team –, ma il fulcro è adesso sulle storie autentiche raccolte dagli autori in giro per il mondo. Per esempio, gli appunti di Anja Mutic che racconta il traffico all’alba nel centro di Nairobi, o le impressioni di Robert Reid sull’accoglienza nei caffè di Lisbona.
“Il viaggio è unico perché cambia con chi lo racconta,” spiega Paolo Baraldi, content manager per l’Europa. “Mettiamo a disposizione strumenti per pianificare, ma lasciamo sempre spazio all’imprevisto e alle sorprese.”
Esperienze scelte da chi c’è davvero
Non solo guide stampate: dal febbraio scorso il sito di Lonely Planet ha ampliato la sezione “Contributors’ Picks”, dove oltre 250 collaboratori in tutto il mondo condividono articoli e mini-guide. Qui si trovano segnalazioni di esperienze reali, spesso fuori dai percorsi battuti: dal mercato del pesce che apre alle sei del mattino a Valparaíso alla tappa obbligata per un dolce tipico nel quartiere Testaccio di Roma, fino all’escursione in bici alle saline di Trapani consigliata da una contributor australiana. Sono proprio quei dettagli a trasformare una semplice vacanza in un racconto da portarsi dietro.
“Non vogliamo dare solo indirizzi – racconta Simona Cardinetti, editor europea – ma offrire strumenti veri. È come un ‘passaparola documentato’, con fonti riconoscibili.”
Le guide tradizionali cambiano pelle
Dal quartier generale fanno notare come il rapporto con i lettori sia cambiato negli anni. “Oggi cercano ispirazione, certo, ma anche dati aggiornati: prezzi, orari, recensioni,” ammette Baraldi. E vogliono sapere chi sta dietro quelle parole. Per questo le pagine online affiancano ai classici itinerari brevi video, gallerie fotografiche e interviste sul campo. Nella sezione “Iconic recommendations”, ad esempio, le mete più famose – dal Grand Canyon a Kyoto – vengono raccontate con informazioni pratiche come ingressi e affollamento nei vari orari, insieme ad aneddoti raccolti sul posto.
Le guide cartacee però restano fondamentali: stando ai dati diffusi dall’azienda a giugno 2026 sono stati venduti oltre 1,2 milioni di volumi negli ultimi dodici mesi tra Europa e Nord America. “Chi le compra oggi – conferma Cardinetti – lo fa per regalarle o collezionarle. Ma sempre più persone usano il sito in tempo reale prima e durante il viaggio.”
Una community sempre più viva
A spingere questa nuova fase c’è una community che cresce giorno dopo giorno: oltre due milioni gli iscritti solo su Instagram e TikTok (dati aggiornati al 18 agosto). Ogni mese sono più di 300mila gli utenti che interagiscono con i contenuti legati alle “travel stories”. Tra i commenti saltano fuori consigli curiosi (“provate il tramonto dal quartiere Plaka di Atene” suggerisce @marta.travel) e racconti personali che diventano nuove fonti per le prossime guide.
La campagna “Go with a plan. Come back with a story” dà così risposta alla domanda su come sia cambiato oggi viaggiare: partire preparati sì, ma tornare arricchiti da imprevisti, incontri umani e piccole scoperte fuori programma.
Un approccio che non promette itinerari standard ma offre invece “insights su misura”. Perché il viaggio perfetto – come ripetono spesso gli editor – non esiste: ogni racconto ne crea uno nuovo, giorno dopo giorno.