Bra, 29 agosto 2026 – Sono passati quattro secoli da quando il Santuario della Madonna dei Fiori ha aperto le sue porte, diventando non solo un punto di riferimento religioso ma anche il cuore pulsante della comunità di Bra. Per festeggiare i suoi 400 anni, ieri si sono svolte due visite guidate che hanno coinvolto decine di fedeli e curiosi: uomini, donne e famiglie hanno potuto scoprire da vicino storie, opere d’arte e aneddoti legati a questo luogo speciale. La città, già da giorni, era attraversata da una sottile attesa. “Qui non è solo fede, è la nostra memoria”, ha confidato don Mario Vacchetto, parroco del santuario.
Un viaggio tra affreschi e leggende
La prima visita è partita alle 10 dal portale principale di viale Madonna dei Fiori. Una ventina di persone si sono radunate sotto le eleganti arcate neoclassiche, mentre la guida – Francesca Pellegrino, storica dell’arte locale – ha invitato a soffermarsi sui mosaici della facciata. “Ogni tessera racconta un pezzo della città”, ha spiegato indicando la Madonna col Bambino, incastonata in colori vivi e intensi. Ma è all’interno che la storia prende davvero forma: pareti tappezzate di ex voto, quadri ingialliti dal tempo, oggetti lasciati da chi ha chiesto una grazia.
Non solo fede. Qualche dettaglio ha stupito anche chi frequenta il santuario da anni: come la cappella laterale dedicata a San Giovanni Bosco, costruita nel 1928, o la firma nascosta su una statua lignea del XVII secolo. “Si dice che la Madonna sia apparsa qui a una giovane contadina nel 1626”, ha ricordato la guida mentre mostrava il primo registro dei miracoli conservato nella sacrestia.
La seconda visita al tramonto
Alle 18, poco prima dei vespri, un altro gruppo si è radunato davanti al portale d’ingresso. L’atmosfera era cambiata: luci soffuse e aria fresca dopo una giornata calda. Andrea Basso, architetto braidese e studioso di arte sacra, ha accompagnato i partecipanti lungo il perimetro dell’edificio. “La ricostruzione dell’Ottocento ha modificato l’aspetto del santuario ma ha rispettato il nucleo originario”, ha spiegato mostrando i resti della prima cappella seicentesca inglobata nella struttura attuale.
Molti si sono fermati davanti all’organo del 1844 ancora funzionante. “I miei genitori si sono sposati proprio qui”, ha detto quasi sottovoce una signora del quartiere Oltreferrovia. Qualcuno si è commosso davanti alle fotografie delle processioni degli anni ’50 esposte per l’occasione nella sala capitolare.
Un santuario tra storia e devozione popolare
Il Santuario della Madonna dei Fiori non è soltanto un luogo di culto. Nel corso dei secoli è stato rifugio durante le guerre, punto di ritrovo nei giorni di festa patronale e meta di pellegrinaggi da tutto il Piemonte. Secondo i registri parrocchiali transitano qui circa 70mila visitatori ogni anno, con numeri che raddoppiano nelle ricorrenze importanti. “Quando arrivano i pullman da Asti o Torino sembra davvero una piccola Lourdes”, scherza suor Elisabetta, custode della memoria religiosa locale.
Dal 1800 a oggi il santuario è stato ampliato due volte: prima con il campanile disegnato da Carlo Ceppi nel 1880 e poi con il porticato che collega l’edificio alla piazza principale. Nel tempo le offerte dei fedeli hanno sostenuto continui restauri: solo nell’ultimo decennio la Diocesi di Alba segnala oltre 400mila euro spesi tra manutenzione del tetto e restauro degli affreschi.
L’anniversario tra eventi e preghiere
Le visite guidate sono solo l’inizio delle celebrazioni che arriveranno al culmine l’8 settembre con la messa solenne presieduta dal vescovo Marco Brunetti. Previsti anche concerti d’organo, conferenze e una mostra fotografica intitolata “Quattro secoli di fede”, con immagini tratte dagli archivi locali.
Intanto Bra vive questo anniversario come un’occasione preziosa per riscoprire radici e storie condivise. “Vedere tanti giovani interessati fa sperare bene”, ammette suor Marta mentre aiuta i volontari a distribuire libretti informativi. La giornata si è chiusa con le luci soffuse dentro al santuario e una promessa silenziosa: tenere viva questa memoria che – tra storia, arte e piccoli gesti quotidiani – resta ancora oggi il simbolo autentico di Bra.