Gran Milano Bike Hub: Milano, Monza Brianza e Lodi unite in un’unica meta cicloturistica tra design, borghi e natura

Giulia Ruberti

11 Settembre 2026

Milano, 11 settembre 2026 – Parte oggi un progetto ambizioso che mette insieme Milano, Monza Brianza e Lodi sotto una stessa bandiera: quella della mobilità dolce su due ruote. Si chiama Gran Milano Bike Hub e promette di rivoluzionare l’area metropolitana, creando una rete ciclabile che supera barriere fisiche e amministrative finora invalicabili. L’obiettivo è chiaro: trasformare tutta la zona in una vera destinazione bike friendly, dove spostarsi in bici non sia solo possibile, ma anche semplice e sicuro.

Una rete che unisce città e natura

Dietro al Gran Milano Bike Hub c’è la volontà di costruire – con piste ciclabili, segnaletica chiara e servizi dedicati – un’infrastruttura pensata per tutti: cittadini, pendolari, famiglie e turisti. Nella pratica significa poter attraversare i parchi del Lambro e dell’Adda, pedalare dal cuore di Monza fino alla Darsena di Milano o spingersi nelle campagne lodigiane senza dover mai fermarsi a un incrocio pericoloso o affrontare strade senza protezioni per i ciclisti.

L’iniziativa nasce dall’accordo tra i comuni delle tre province e coinvolge più di 200 chilometri di piste già esistenti, con almeno altri 70 da completare entro il 2028. A pianificare il tutto è una cabina di regia congiunta che riunisce sindaci, tecnici del trasporto e associazioni come la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). “Non si tratta solo di fare nuove piste, ma di collegare quello che c’è già, risolvendo i nodi più complicati e creando servizi comuni”, spiega con chiarezza l’assessora milanese alla Mobilità, Chiara Pastore.

Dalla stazione al lavoro: così cambia la giornata tipo

Se vivi a Sesto San Giovanni, studi tra Città Studi e Bicocca o lavori nei poli industriali di Lodi, la bici potrebbe presto diventare il tuo mezzo preferito. E non solo d’estate. Il progetto prevede rastrelliere sicure alle stazioni ferroviarie, postazioni per riparazioni lungo le tratte più frequentate (come Bovisa, Rogoredo, Vimercate) e servizi di sharing integrati con i mezzi pubblici. Dettaglio non da poco: ogni chilometro avrà una segnaletica uniforme, visibile anche di sera grazie alle strisce riflettenti.

I numeri parlano chiaro: nel 2025 il traffico ciclabile nell’area è cresciuto del 27%, secondo l’Osservatorio Mobilità Lombarda. Ma Pastore sottolinea come finora fosse tutto frammentato: “C’erano troppi tratti interrotti e poche connessioni logiche. Ora vogliamo fare in modo che la bici diventi normale come l’autobus”.

Turismo lento e nuove opportunità economiche

Il progetto apre anche nuove porte al turismo. Secondo le stime di Visit Milano, solo nel 2025 sono stati circa 90mila i turisti che hanno noleggiato una bici in zona. Completando la rete – si parla di circa tre anni – si potrebbe attirare un flusso crescente di visitatori interessati a ciclovie che passano tra abbazie, ville storiche, cascine e corsi d’acqua. “Non ci rivolgiamo solo agli sportivi”, sottolinea Marta Zorzi di Confesercenti Monza Brianza. “Pensiamo a famiglie, scuole in gita o chi cerca semplicemente un weekend all’aria aperta”.

Quanto vale tutto questo? Difficile dirlo ora, ma gli albergatori lombardi stimano oltre 12 milioni di euro in presenze aggiuntive negli ultimi due anni legate proprio al turismo bike friendly. Il Gran Milano Bike Hub punta a far crescere questo trend.

La città cambia forma

La nuova rete avrà effetti visibili anche sul modo in cui si vive la città ogni giorno. Addio ingorghi e caos continui: da Adriano a San Donato, dalla periferia nord di Monza al centro storico di Lodi la bici sta ridisegnando gli spazi urbani. “Prima portare i miei figli al parco in bicicletta era un’avventura”, racconta Elena, mamma giovane di Rozzano. “Ora è quasi naturale”. Gli amministratori vedono più lontano: vogliono restituire alle persone uno spazio pubblico più tranquillo e meno stressante.

Tra sfide concrete e ambizioni future

Naturalmente non mancano le difficoltà: alcune piste sono ancora in progettazione; nelle ore di punta convivere con le auto può essere complicato; mantenere la rete richiederà investimenti continui. Ma la Regione Lombardia ha già stanziato 15 milioni fino al 2029 per sostenere l’opera.

Solo quando tutte le connessioni saranno pronte potremo capire davvero quanto cambierà la vita nella grande Milano. Per ora però l’obiettivo resta quello dichiarato all’inizio: far diventare la città un laboratorio dove andare in bici non sia più un’opzione marginale ma una scelta alla portata di tutti.

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