Palazzina di Caccia di Stupinigi: visite esclusive a settembre tra giardini segreti e cupola di Juvarra

Simona Carlini

13 Settembre 2026

Torino, 13 settembre 2026 – Da settembre, la Palazzina di Caccia di Stupinigi apre finalmente le porte a spazi mai visti prima: i corridoi della servitù, passaggi nascosti e la celebre cupola di Juvarra. A offrire questa possibilità è il ciclo di visite guidate “Passepartout”, promosso dalla Fondazione Ordine Mauriziano che gestisce il complesso. Un’occasione preziosa per chi ama la storia, l’architettura e vuole scoprire cosa si nasconde dietro le quinte di una delle dimore reali più affascinanti d’Europa.

I percorsi nascosti: corridoi segreti, scale e la cupola

Il progetto “Passepartout” punta dritto su alcuni degli angoli più segreti della Palazzina di Stupinigi. Come spiegano dalla Fondazione, saranno aperti al pubblico i corridoi usati dai servitori, i passaggi di servizio, gli ambienti dietro le sale ufficiali e una delle salite più emozionanti: quella verso la cupola centrale disegnata da Filippo Juvarra. Un percorso stretto, fatto di scalini angusti dove ancora si sente l’eco dei passi di chi, nei secoli passati, teneva in moto silenzioso la vita della corte.

Abbiamo voluto aprire questi spazi per far conoscere al pubblico la parte meno nota della residenza – racconta Francesca Ricciardi, direttrice della Fondazione –. Sono ambienti che parlano della quotidianità a corte, del lavoro invisibile che rendeva possibili le grandi feste e le battute di caccia dei Savoia”. La salita alla cupola – normalmente chiusa – regala una vista inedita sui tetti e sul parco circostante.

Dietro le quinte della vita reale: storie e dettagli da scoprire

I corridoi della servitù sono un vero labirinto che corre dietro alle sale riccamente decorate. Le guide accompagnano i visitatori lungo scalette secondarie, passaggi nascosti tra le mura e spazi tecnici dove un tempo si accendevano i camini o si preparavano i banchetti. E proprio qui emergono piccoli dettagli finora ignorati: i segni delle stoviglie sulle pietre antiche o iscrizioni con i nomi degli addetti alle cucine, scoperte grazie agli studi recenti e ai restauri con fondi regionali.

“Questi spazi ci mostrano com’era davvero la vita quotidiana nella residenza, ben lontana dall’immagine ufficiale – spiega lo storico dell’arte Paolo Chiabrera durante una visita pilota –. Solo camminando in questi corridoi si capisce la complessità organizzativa dietro ogni cerimonia”.

Come partecipare: orari, costi e prenotazioni

Le visite guidate Passepartout sono in programma ogni sabato e domenica da sabato 14 settembre, con partenza alle 10.30 e alle 15.00. Il tour dura circa 90 minuti e ogni gruppo è limitato a un massimo di 12 persone per garantire sicurezza nei passaggi stretti. Il biglietto costa 25 euro (ridotto a 15 euro per studenti e under 18) e include l’ingresso agli spazi speciali. Prenotazione obbligatoria sul sito ufficiale della Palazzina o telefonando al numero 011 6200634.

Già diversi turni del primo weekend risultano esauriti: segno che l’iniziativa ha catturato l’interesse di torinesi e turisti. Gli organizzatori consigliano scarpe comode e spirito d’avventura: alcune tappe, come la salita alla cupola, prevedono scale strette e soffitte polverose.

Un’occasione rara per riscoprire Stupinigi

La Palazzina di Caccia – entrata nel patrimonio UNESCO dal 1997 insieme alle altre Residenze Sabaude – resta uno dei poli culturali più amati del Piemonte. Solo nel 2025 ha attirato oltre 320mila visitatori, secondo la Fondazione Ordine Mauriziano. “Le Passepartout sono una scommessa sulla curiosità del pubblico”, ammette Ricciardi. “Vogliamo che anche gli angoli meno noti diventino parte integrante dell’esperienza”.

In attesa dei nuovi restauri previsti nei prossimi mesi (soprattutto nelle scuderie), l’apertura degli spazi segreti segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del sito. “Sono itinerari che cambiano davvero il modo di vedere Stupinigi”, dice un visitatore appena uscito dalla prima visita pilota. E aggiunge: “Solo dopo aver visto questi luoghi nascosti si capisce quanto era complessa la macchina sabauda”.

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