Milano, 26 settembre 2026 – Partire a piedi per le vacanze: per molti è una scelta quasi naturale, ma negli ultimi anni sta conquistando sempre più viaggiatori, anche tra chi prima guardava altrove. Dopo il boom dei principali cammini italiani, abbiamo chiesto a qualche esperto camminatore cosa spinge tante persone a infilarsi gli scarponi, mettere in spalla lo zaino e lasciare a casa auto, treni e aerei.
Perché camminare: una scelta che parla di tempo e di sé
Giulia Castelli, guida ambientale che ha percorso dieci volte la Via Francigena, racconta: “Non si tratta solo di andare piano. Camminare vuol dire togliersi di dosso le solite abitudini: ti riprendi il tempo, con tutta la fatica che comporta”. Per lei il cammino è quasi un atto politico, un modo per rispondere a esigenze pratiche — risparmiare, evitare i mezzi pubblici affollati — ma anche qualcosa di più profondo. “Quando cammini, guardi davvero i posti intorno”.
I numeri del Ministero del Turismo dicono che nel 2025 sono stati oltre 150mila i camminatori che hanno percorso almeno una tappa della Via degli Dei, tra Bologna e Firenze. Un trend in crescita dal 2018. “Prima c’erano solo pellegrini o sportivi estremi — oggi trovi persone di tutte le età”, spiega Marco Valente, escursionista e autore di guide.
L’Italia dei cammini: mete che crescono insieme alle presenze
I cammini coinvolgono ormai tutta la Penisola: dal Cammino di San Benedetto nel Lazio e Umbria alla Via degli Dei sull’Appennino tosco-emiliano fino ai sentieri storici lungo le coste della Sardegna. Il Touring Club Italiano segnala un aumento del 25% degli itinerari a piedi rispetto al 2023.
Perché questa crescita? Non è solo questione di spiritualità o bisogno di fuga. “Molti cercano compagnia lungo il percorso, vogliono rallentare”, dice Valente. Soprattutto c’è la consapevolezza che il cammino è alla portata di tutti: “Serve poco — un buon paio di scarpe e un po’ di allenamento”.
Cosa mettere nello zaino: l’essenziale senza esagerare
Per mettersi in cammino non serve portarsi dietro metà casa. “Lo zaino leggero è la regola d’oro — dentro solo quello che serve davvero”, consiglia Castelli. Lungo i sentieri principali si trovano accoglienze semplici ma funzionali: ostelli comunali, rifugi spartani, a prezzi che vanno dai 15 ai 35 euro per una cuccetta con doccia. Chi vuole qualcosa in più può scegliere agriturismi o B&B.
Anche la tecnologia dà una mano: ci sono app gratuite che indicano tappe, fontanelle e punti ristoro. Ma molti preferiscono la vecchia guida cartacea. “In cammino si lascia spesso il telefono da parte”, racconta Valente. “Si segue la segnaletica o si chiede ai locali”.
Dal diario del viandante: incontri e momenti piccoli ma intensi
Chi sceglie la vacanza a piedi spesso torna con ricordi fatti di dettagli semplici — un pastore incontrato sulle colline sopra Montefiascone, una cena improvvisata con sconosciuti in una foresteria dell’Appennino.
Anna, ventitré anni, studentessa milanese alla sua prima esperienza sulla Via Francigena, racconta: “Pensavo fosse tutta fatica fisica invece ho ascoltato storie lungo il percorso, sotto il sole o nel silenzio”.
Non mancano le difficoltà — vesciche ai piedi, piogge improvvise o alzarsi all’alba per evitare il caldo — ma nessuno se ne pente. “Solo così — conclude Anna — ho capito davvero quanto può essere lunga una giornata”.
Vacanza a piedi: un piccolo gesto contro lo stress e l’omologazione
Gli esperti sono d’accordo: andare in vacanza a piedi non significa rinunciare, ma opporsi con calma allo stress dei viaggi organizzati e ai ritmi frenetici. È un modo per tornare ad avere un rapporto diretto con i luoghi attraversati.
“Essere viandante ti cambia l’approccio — ti fermi davvero nei paesi, parli con chi ci vive, compri pane o formaggi locali”, riflette Valente. Per tanti questo significa scegliere una forma concreta di sostenibilità: meno emissioni e consumi più consapevoli.
Non c’è una sola spiegazione per cui sempre più persone scelgono il cammino come modo di viaggiare. Sarà forse la somma di tante cose diverse. Ma chi lo prova sa già che non torna indietro: “Dopo cento chilometri — confida Castelli — vedi tutto sotto una luce nuova. E vuoi solo ripartire”.