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Vacanze in Vigna 2024: Le Dimore da Sogno per una Fuga di Relax tra Vino e Natura

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
27 Settembre 2026
in Food & Drink
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Food & Drink

Porto Ercole, 27 settembre 2026 – Chi in Italia vuole fuggire dal caos delle spiagge affollate d’agosto sceglie sempre più spesso un turismo diverso, fatto di piccole e medie strutture immerse nel verde o tra le vigne. Dagli agriturismi toscani ai boutique hotel in Umbria, fino ai wine resort del Piemonte, la parola d’ordine è chiara: tranquillità. Anche a costo di rinunciare a qualche comfort come il wi-fi, pur di guadagnare in serenità e autenticità.

Cresce la domanda di quiete: agriturismi e wine resort in prima linea

I dati dell’Osservatorio Nazionale Turismo Rurale parlano chiaro: nell’estate 2026 le prenotazioni in agriturismi e strutture simili sono salite del 12% rispetto all’anno precedente. La motivazione? «I nostri ospiti vogliono davvero staccare», racconta Anna Malaspina, che gestisce un agriturismo a Montalcino. Alle 10 del mattino, mentre serve la colazione all’aperto, spiega con un sorriso: «Quasi tutti chiedono una sola cosa: che il cellulare non prenda».

Anche nei piccoli centri si vede il trend. A Barolo, cuore delle Langhe, i wine resort sono pieni da giugno a settembre senza pause. «Il panorama sulle vigne vale più di una piscina sulla costa», dice Giorgio Bruni, direttore del relais Le Vigne Rosse. Qui niente frigo bar o tv; si trovano letti in ferro battuto, colazioni fatte in casa e qualche bottiglia di vino rosso lasciata a respirare sul tavolo.

Boutique hotel e silenzio: la nuova richiesta del viaggiatore

Mentre le grandi catene puntano ancora su servizi e animazione, i boutique hotel rurali giocano su un altro terreno: camere semplici, legno grezzo alle pareti e silenzi interrotti solo dal canto delle cicale. «Non abbiamo né spa né palestra», confessa quasi con orgoglio Cristina Ferraro, che dirige una struttura tra Spello e Trevi. La sera ci si ritrova nella corte interna – quattro tavoli appena illuminati da una lampadina fioca – per assaggiare vini locali e formaggi umbri.

La connessione internet lascia spesso a desiderare: «È la zona – spiega Cristina – o forse non abbiamo mai dato troppo peso al segnale». E molti ospiti sembrano apprezzare proprio questo aspetto. «Ci dicono che qui si dorme meglio. Sarà il silenzio o forse perché il telefono non suona mai».

Un pubblico vario: dalle coppie alle famiglie “digital detox”

Il pubblico è cambiato: non più solo coppie in cerca di privacy o appassionati di vino, ma anche sempre più famiglie che scelgono l’agriturismo per staccare davvero tablet e schermi. «Le richieste arrivano da Milano come da Napoli», racconta Lorenzo Simoni, che gestisce un casale nel Chianti. Bambini che riscoprono la caccia alle lucciole, genitori che tornano a leggere libri cartacei – mentre il bagnino della piscina chiude un occhio se si dimentica l’asciugamano ma non se squilla il cellulare.

«Non ci sono animatori né baby club», ammette Lorenzo, «ma le giornate volano tra escursioni nei boschi e grigliate improvvisate». I prezzi? Variano dai 80 euro a notte per una doppia mezza pensione fino a 250 euro nei wine resort più gettonati durante la vendemmia.

Ritorno alla terra, senza nostalgia

Dietro questa scelta c’è anche la voglia di un turismo meno invadente, con ritmi più lenti e prodotti locali. Secondo Coldiretti, il 67% degli ospiti degli agriturismi compra almeno un prodotto a km zero durante il soggiorno. Marmellate fatte in casa, olio nuovo imbottigliato al momento, vino appena spillato dalla botte: piccoli dettagli che fanno davvero la differenza e creano legami veri con il territorio.

Le strutture più richieste spesso sono fuori dai percorsi tradizionali: strade sterrate tra le colline di Montefalco, cortili ombrosi a Noto o ville immerse nelle campagne tra Asti e Alessandria. Non sempre facili da raggiungere: «A volte perdi il segnale gps cinque chilometri prima di arrivare», scherza un turista romano incontrato nel pomeriggio davanti all’ingresso di una tenuta piemontese.

Il futuro del settore: autenticità sopra tutto

Secondo le prime stime delle associazioni di categoria, questa estate ha confermato una netta preferenza per ospitalità autentica e spazi raccolti rispetto ai grandi alberghi sul mare. I gestori intervistati sono convinti che questa tendenza continuerà anche nei mesi autunnali.

In fondo, come dice Anna Malaspina guardando le sue vigne, «la vera vacanza è quando senti il vento tra le foglie – tutto il resto può aspettare».

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