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Autunno a Milano: Jazz, Matisse, Dalí e i 25 anni del Premio Cairo tra arte e cultura

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
12 Ottobre 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Milano, 12 ottobre 2026 – Ieri sera al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci è partito un ciclo di eventi che mescola con naturalezza arte contemporanea, big del jazz e un’attenta riflessione sulla creatività dei giovani. La scena milanese si fa ancora più vivace quest’anno, con i 25 anni del Premio Cairo, ormai un punto di riferimento per i nuovi talenti delle arti visive italiane. A fare da sfondo, tra quadri e installazioni, spiccavano alcuni pezzi originali di Henri Matisse e Salvador Dalí: dettagli che hanno attirato più di quattrocento persone già nelle prime ore, secondo gli organizzatori.

Premio Cairo: la spinta ai giovani artisti italiani

Al centro della serata c’è stato il racconto diretto, a tratti intimo, della storia del Premio Cairo. Nato nel 2001 da un’idea di Urbano Cairo, oggi presidente di RCS MediaGroup, il premio ha lanciato negli anni artisti come Giulio Malinverni, Giorgio Andreotta Calò e Luca Trevisani. “Il nostro lavoro – ha detto Cairo dal palco nell’ala storica del museo – è dare spazio e voce ai giovani, perché l’arte va ascoltata prima ancora di essere giudicata”. Non solo parole: in questa edizione il premio, che sarà assegnato a novembre, punta con forza sul legame tra tecnologia e visione artistica, come ha spiegato la curatrice Ilaria Bonacossa: “Oggi l’artista deve confrontarsi con AI e algoritmi senza però perdere il contatto con la manualità”.

Jazz e arte: dialogo tra generazioni

Sul palco della Sala delle Colonne si sono alternati i musicisti del Milan Jazz Collective, che hanno proposto brani classici rivisitati e improvvisazioni ispirate alle opere in mostra. Una tromba appoggiata vicino a una tela di Matisse, il pianoforte che sembrava dialogare con una scultura contemporanea: “Nel jazz come nell’arte visiva – ha confidato Andrea Motis, direttore artistico del collettivo – serve osare senza temere il risultato. Solo così nascono cose che restano”. Il pubblico è partito in silenzio, per poi esplodere in applausi caldi intorno alle 21.15 quando il gruppo si è lanciato in una lunga versione di “Blue in Green”, dedicata proprio ai talenti emergenti.

Matisse e Dalí: capolavori rari in mostra

Non sono mancati momenti di sorpresa per chi tra le 19 e le 22 ha visitato le sale dedicate ai due maestri europei. Un disegno preparatorio di Henri Matisse, prestito eccezionale dal Musée Matisse di Nizza, ha catturato molti visitatori davanti alla vetrata della sala C. Più avanti, una litografia di Dalí dalla serie dei Tarocchi ha acceso dibattiti tra giovani artisti e critici locali. “Vedere questi lavori dal vivo cambia davvero la percezione dell’arte moderna”, ha commentato Elisa Turci, studentessa dell’Accademia di Brera. Nei corridoi dove ogni tanto si sentiva qualche nota jazz dal piano inferiore, l’atmosfera era rarefatta ma vibrante.

Creatività a confronto: dialogo tra giovani

Intorno alle 20.30 un gruppo ristretto di appassionati ha partecipato a un incontro esclusivo organizzato da alanews.it, insieme al team curatoriale del Museo. Si è parlato a lungo su come i giovani vedono il futuro della creatività italiana. Le risposte sono state diverse: c’è chi ha chiesto più sostegno economico (“I bandi per under 35 sono ancora troppo pochi”, ha detto Giovanni Fusco, 28 anni), chi invece punta soprattutto su spazi dove incontrarsi (“Lavorare fianco a fianco con chi dipinge o suona fa davvero la differenza”, ha sottolineato la performer Eleonora Ferretti).

E non solo parole: alla fine dell’incontro una breve performance live ha mescolato suoni elettronici campionati al volo con immagini proiettate sulle pareti, quasi a dare forma all’idea di un’arte che qui non mette barriere tra generi o generazioni.

Prossimi eventi e attesa per la premiazione

Gli appuntamenti al Museo della Scienza andranno avanti fino al 27 ottobre. Tutti aspettano la serata finale con la proclamazione del vincitore del Premio Cairo 2026: oltre al riconoscimento pubblico e ai 25mila euro in premio c’è anche una residenza d’artista alla Fondazione Pistoletto di Biella. “Vogliamo fare di Milano un punto centrale nella scena europea dell’arte giovane”, ha ribadito Cairo ai giornalisti presenti. Intanto nei grandi saloni del museo, tra jazzisti e quadri celebri, si respira quella voglia concreta – raccontano i più giovani – “di cambiare le cose partendo dalle idee”.

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