Venezia, 22 ottobre 2026 – Dal 26 marzo al 15 agosto 2027, chi vorrà entrare nel cuore storico di Venezia nei giorni di maggiore afflusso dovrà mettere mano al portafoglio e pagare un ticket d’ingresso. Una novità attesa da tempo e al centro di molte discussioni, che interesserà 72 date selezionate: un calendario che include ponti primaverili, festività e tutti i weekend estivi fino a Ferragosto. Palazzo Balbi ha dato il via libera al nuovo regolamento nella seduta di lunedì, confermando una scelta che vuole – almeno nelle intenzioni dell’amministrazione – mettere un freno al sovraffollamento turistico che nei mesi caldi spesso mette in crisi la vita quotidiana della città.
Come funziona il ticket per entrare a Venezia
Il meccanismo è semplice: nei giorni indicati, chi vuole visitare Venezia dovrà versare un contributo d’ingresso di 5 euro, valido tra le 8:30 e le 16:00. Fuori da queste ore, l’accesso resta gratuito. Il calendario con le 72 giornate a pagamento è già online sul sito del Comune: si parte mercoledì 26 marzo e si prosegue, con qualche pausa nei giorni feriali meno affollati, fino a venerdì 15 agosto. Gli uffici comunali spiegano che “sono stati scelti i periodi con il maggior afflusso turistico, basandosi sui dati raccolti negli ultimi cinque anni”.
Il pagamento si potrà fare online, attraverso il portale ufficiale (accessibile da smartphone o pc), oppure direttamente nei punti autorizzati come la stazione di Santa Lucia o Piazzale Roma. Una volta completata la procedura – che secondo le prime prove richiede solo pochi minuti – verrà rilasciato un QR code da mostrare durante i controlli. Si prevede che ogni giorno saranno almeno 20.000 i visitatori chiamati a regolarizzare l’ingresso. Il Comune avverte: “chi prova a saltare la fila troverà tolleranza zero”: ci saranno controlli a sorpresa e multe fino a 300 euro.
Esenzioni e categorie escluse dal ticket
Non tutti dovranno pagare. Sono infatti esenti dal ticket i residenti del Comune di Venezia e della Città Metropolitana, i pendolari (dopo una registrazione), chi alloggia in una struttura alberghiera in città (basterà mostrare la prenotazione), gli studenti delle università veneziane, i bambini sotto i 14 anni, le persone con disabilità certificata e i loro accompagnatori. Per ottenere l’esenzione sarà comunque necessario registrarsi online e scaricare un documento che certifichi la propria situazione.
Chi non rientra tra queste categorie dovrà comprare il ticket anche se entra solo per qualche ora o per motivi non turistici: “Non vogliamo fare cassa, ma regolare gli accessi per far sì che Venezia resti vivibile sia per chi ci abita sia per chi la visita”, ha sottolineato ieri il sindaco Luigi Brugnaro. “Questa è una misura indispensabile per tutelare la nostra città e rispondere alle richieste dell’Unesco”.
Perché Venezia introduce il contributo d’accesso
L’idea di un ingresso a pagamento non è nuova ed è stata discussa per oltre dieci anni tra dubbi e polemiche politiche. La svolta è arrivata lo scorso agosto, quando l’Unesco ha inserito Venezia nella lista dei siti “a rischio” per il turismo massiccio giornaliero. La città lagunare registra circa 20 milioni di visitatori ogni anno, con picchi sopra le 100 mila presenze durante ponti primaverili e Carnevale.
“Abbiamo valutato varie opzioni – ha spiegato il vicesindaco Andrea Tomaello – e questa ci sembra la più giusta: colpire solo i giorni davvero critici senza penalizzare chi resta più a lungo o chi attraversa la città per necessità”. Secondo l’amministrazione, il contributo dovrebbe generare intorno ai 7 milioni di euro l’anno, risorse destinate alla manutenzione urbana e ai servizi per cittadini e turisti.
Come reagiscono cittadini e operatori turistici
Tra gli operatori del settore – soprattutto nei sestieri San Marco e Dorsoduro – non mancano dubbi e qualche preoccupazione sulle possibili ripercussioni negative. “Temiamo una riduzione del turismo giornaliero e che qualcuno scelga altre destinazioni”, ammette Luca Caputo, presidente degli albergatori veneziani. Alcuni commercianti hanno già segnalato difficoltà nel gestire i clienti nei giorni a pagamento.
Dall’altra parte invece molti residenti sembrano vedere la novità come un possibile sollievo. “Speriamo almeno di poter camminare senza calca”, confida sabato pomeriggio una signora in calle Larga XXII Marzo. Fino a marzo sono previsti incontri informativi con associazioni di categoria e cittadini: “Non possiamo più rimandare”, ribadiscono dal Comune. Ora si guarda alle prime giornate per capire davvero l’effetto sulla fragile convivenza della laguna.