Milano, 24 ottobre 2026 – Organizzare un viaggio oggi è diventato un vero e proprio salto nel mare di offerte online e itinerari personalizzati. Per orientarsi, spesso ci si affida a consigli mirati, dritte da chi conosce bene il territorio e suggerimenti che vanno al di là delle solite mete turistiche. Ed è proprio questa la strada seguita da Lonely Planet, la celebre casa editrice di guide di viaggio, che da tempo punta su raccomandazioni firmate da autori residenti e collaboratori sparsi in tutto il mondo. Un metodo che mette insieme la voglia di autenticità con la necessità di evitare le trappole per turisti, sempre più frequenti nelle grandi città e nelle destinazioni più inflazionate.
Come cambiano i consigli di viaggio nell’era digitale
Oggi affidarsi a esperti locali è quasi un passaggio obbligato per chi vuole scoprire qualcosa di diverso dai classici percorsi turistici. “Il bello delle nostre guide – racconta a alanews.it Giulia Ferrari, responsabile editoriale di Lonely Planet Italia – è poter entrare nel cuore dei quartieri, scoprire botteghe nascoste e caffè dove si incontrano residenti e viaggiatori”. Ferrari sottolinea come siano proprio le micro-esperienze a fare la differenza: “Non si tratta solo di monumenti, ma anche di dettagli quotidiani, come un tramonto al Parco Sempione o un risotto in una vecchia osteria a Porta Romana”.
Ogni anno Lonely Planet raccoglie centinaia di nuovi indirizzi e aggiornamenti sui suoi portali digitali. Le raccomandazioni vengono riviste con attenzione e verificate direttamente sul posto dai collaboratori. Un lavoro capillare che serve a contrastare recensioni generiche o sponsorizzate, troppo spesso diffuse su blog o social.
Il valore delle raccomandazioni curate da autori esperti
Viaggiare in modo “fai da te” oggi non significa solo prenotare voli e hotel in autonomia. Sempre più persone cercano online guide personalizzate, che tengano conto della sostenibilità e delle restrizioni sanitarie o climatiche in vigore. Chi lavora per Lonely Planet – spesso giornalisti o scrittori con lunga esperienza sul campo – costruisce itinerari che raccontano davvero le abitudini locali. Mario Benassi, contributor per la Spagna, lo spiega così: “Evitiamo le trappole turistiche, preferiamo i luoghi frequentati dalla gente del posto. Questo è il nostro vero valore”.
La tendenza delle raccomandazioni su misura sembra prendere piede soprattutto tra i viaggiatori più giovani, poco inclini ai pacchetti standardizzati. Lo confermano anche i dati dell’ultimo rapporto ENIT: nel 2025 oltre il 60% degli italiani tra 18 e 35 anni ha utilizzato almeno una volta una guida con consigli firmati da residenti o esperti.
Dalle mete classiche alle destinazioni emergenti
Secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito ufficiale di Lonely Planet, cresce l’interesse per destinazioni meno affollate: piccoli centri dell’entroterra francese, villaggi dell’Andalusia lontani dalle rotte turistiche o borghi rurali del Portogallo. Il consiglio resta sempre lo stesso: affidarsi a guide attente alle tradizioni locali, agli eventi stagionali e agli orari migliori per evitare la folla.
Un esempio? A Kyoto, in Giappone, gli autori suggeriscono di visitare i templi all’alba o cenare in trattorie senza insegne nelle vie meno battute. In Islanda invece – racconta Edda Sigurdardottir, contributor locale – “conviene noleggiare l’auto presto al mattino per arrivare alle cascate prima dei gruppi organizzati”. Sono quei piccoli accorgimenti che cambiano davvero la percezione del viaggio.
Le aspettative dei viaggiatori: tra autenticità e sicurezza
Che cosa cercano oggi i viaggiatori italiani? Secondo un sondaggio condotto lo scorso giugno dall’osservatorio Touring Club Italiano, la maggioranza punta a vivere esperienze autentiche, con servizi efficienti ma senza filtri artificiosi. C’è voglia di entrare in contatto con chi vive davvero quei luoghi, magari imparando qualche parola del dialetto locale o assaggiando piatti tipici fuori dai circuiti convenzionali.
Le recensioni sui portali Lonely Planet non lasciano dubbi: piacciono soprattutto i suggerimenti pratici – orari dei mezzi pubblici meno affollati, ristoranti con menu stagionali, eventi cittadini poco conosciuti altrove. “Ho seguito il consiglio della guida per visitare Marsiglia fuori stagione – racconta un utente – ed è stata una scoperta completa”.
Quanto potrà spingersi oltre il turismo digitale è difficile dirlo oggi. Ma una cosa sembra chiara agli analisti: il valore umano dei consigli dei residenti resta insostituibile. Solo così si può conoscere davvero un posto senza sentirsi ospiti distratti.