Roma, 24 ottobre 2026 – Se viaggiate con cani, gatti o furetti, fate attenzione: con le nuove norme europee sui movimenti transfrontalieri degli animali domestici non si scherza più. Ormai serve il microchip obbligatorio, il passaporto aggiornato e la prova delle vaccinazioni certificate per passare la frontiera senza intoppi. Chi non rispetta queste regole rischia sanzioni pesanti.
Microchip e passaporto, cosa fare prima di partire
Prima di partire, controllate che l’animale abbia un microchip conforme agli standard ISO 11784/11785. Lo spiega bene l’ASL Roma 1: “Il microchip lo mette il veterinario sotto la pelle e lo associa ai dati del proprietario – dice la dottoressa Claudia Menichelli – senza questa registrazione non si può neppure ottenere il passaporto”. Nel Lazio basta prenotare in una delle sedi Asl autorizzate. Da gennaio 2026, inoltre, il microchip è l’unico metodo valido per identificare cani, gatti e furetti; i tatuaggi ormai non valgono più.
Il passo successivo è il passaporto europeo per animali da compagnia, un libretto blu con QR code e timbri ufficiali che certifica vaccini e stato sanitario dell’animale. Viene rilasciato solo dopo aver controllato microchip e vaccinazione antirabbica. “Attenti alle date – avverte la veterinaria – se il vaccino non è valido o manca, vi possono rispedire indietro”.
Vaccinazioni: non basta solo il vaccino contro la rabbia
Il punto fondamentale sono i vaccini. Il regolamento UE 576/2013, aggiornato a marzo 2026, impone che tutti gli animali abbiano la vaccinazione antirabbica certificata da almeno 21 giorni e sempre entro la scadenza indicata dal vaccino. Vale anche se si va da un Paese “a basso rischio” a un altro, tipo Italia-Francia.
Poi ci sono Paesi come Irlanda, Malta e Finlandia che chiedono anche un trattamento contro l’Echinococcus multilocularis, un parassita intestinale pericoloso. “Se si va lì bisogna far annotare nel passaporto l’avvenuto trattamento da un veterinario – spiega l’Ente Nazionale Protezione Animali – altrimenti si rischia la quarantena obbligatoria”.
Altri vaccini non servono per entrare nei Paesi UE, ma se andate fuori Europa meglio informarsi bene all’ambasciata.
Controlli in frontiera: niente più leggerezze
Ai valichi di frontiera principali come Fiumicino, Malpensa o Venezia Marco Polo i controlli su cani e gatti sono molto più severi. Una viaggiatrice romana in fila a Fiumicino con il suo beagle racconta: “Prima bastava mostrare il libretto delle vaccinazioni; adesso chiedono tutto: passaporto, certificati e microchip funzionante. Se manca qualcosa niente imbarco”.
Le conseguenze se qualcosa non va? Si va dalla multa al rientro forzato in Italia fino alla quarantena a spese del proprietario. Nei casi peggiori c’è anche il sequestro temporaneo dell’animale.
Tempi, costi e qualche dritta utile
Il passaporto costa dai 30 ai 50 euro a seconda della regione. Applicare il microchip è questione di pochi minuti; ma per il vaccino antirabbico serve aspettare almeno tre settimane prima di partire.
“Non fate tutto all’ultimo minuto”, raccomanda Silvia Ferrante della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. “Organizzatevi almeno un mese prima del viaggio: tra appuntamenti dal veterinario e documenti da sistemare può volerci tempo. E se l’animale è molto giovane o anziano meglio sentire prima uno specialista”.
Un dato significativo: nel 2025 in Italia sono stati rilasciati oltre 120mila passaporti per animali. Un numero in crescita soprattutto tra chi ama viaggiare on the road o trascorrere lunghi periodi all’estero con i propri amici a quattro zampe.
Insomma, chi parte con cane, gatto o furetto deve avere ben chiari tre punti: microchip aggiornato, passaporto in regola e vaccinazioni valide. Qui nessuno ammette improvvisazioni. E le multe arrivano sicure anche per una semplice dimenticanza, parola dell’Agenzia delle Dogane.