Firenze, 23 ottobre 2026 – La nuova edizione di BTO – Be Travel Onlife torna a Firenze il 10 e 11 novembre, portando in città esperti e operatori del turismo digitale da tutta Italia e non solo. Come sempre, la cornice sarà la Stazione Leopolda, che quest’anno ospita un programma tutto dedicato alle frontiere dell’intelligenza artificiale, alle forme più attuali di ospitalità e alle tendenze emergenti nel mondo dei viaggi.
Il turismo cambia volto tra AI e automazione
Al centro dell’evento ci saranno le applicazioni concrete delle tecnologie digitali, con particolare attenzione a AI e robotica. Tra le novità spiccano i “cani robot”, piccoli automi pensati per aiutare negli hotel e negli spazi ricettivi. “Sono sempre più richiesti dalle grandi catene internazionali”, spiega Alessandro Massari, responsabile del comitato scientifico della manifestazione. Massari chiarisce subito un punto: “Le macchine non prendono il posto del personale, ma ne potenziano il lavoro, liberando tempo per prendersi cura davvero dei clienti”. Nel programma sono previste dimostrazioni dal vivo per mostrare come funzionano questi nuovi strumenti.
Ma non si parla solo di robot: l’AI entra ormai ovunque, dal marketing alla gestione delle prenotazioni, fino a personalizzare le esperienze di viaggio. “Oggi chi lavora nel turismo non può fare a meno dell’intelligenza artificiale”, sottolinea Serena Mazzoni di Federalberghi Toscana. Un cambiamento che c’è da tempo, ma che ora, grazie ai nuovi software, comincia a dare risultati tangibili.
Le tribù del gusto: nuove identità tra food e travel
Accanto all’innovazione tecnologica, BTO 2026 mette in luce anche come cambiano i comportamenti dei turisti. Cresce infatti il fenomeno delle cosiddette “tribù del gusto”: gruppi di viaggiatori che scelgono la destinazione in base alle esperienze gastronomiche. Firenze, con la sua lunga tradizione culinaria, è un laboratorio perfetto per questa tendenza. “I clienti cercano piatti autentici, piccole realtà locali, menu stagionali”, racconta Lucia Bettini, proprietaria dell’osteria La Sosta. “Ogni settimana ci chiedono prodotti a chilometro zero o degustazioni tematiche”. BTO dedicherà una tavola rotonda all’incontro tra cucina regionale e turismo esperienziale, con chef, produttori e tour operator.
Ma l’esperienza va oltre il cibo: si parla di immersione culturale vera e propria – dalla raccolta delle olive alle lezioni di pasta fresca, fino ai tour nei mercati storici. “La gente vuole tornare a casa con una storia da raccontare”, osserva Giovanni Fabbri, tour leader locale.
Ospitalità su misura e nuovi trend
Un altro tema centrale della manifestazione riguarda la trasformazione degli hotel tradizionali in strutture capaci di offrire servizi su misura. La parola d’ordine è flessibilità: prenotazioni last minute, soggiorni brevi, spazi multifunzionali che diventano anche luoghi di incontro oltre che camere da letto. “L’ospite di oggi cerca ambienti aperti, aree coworking e eventi culturali dentro l’hotel”, racconta Martina Rossi, direttrice di un boutique hotel fiorentino. Nei due giorni di BTO si parlerà proprio di come ripensare gli spazi e i servizi per rispondere a queste esigenze.
L’edizione 2026 dedica poi spazio anche alla sostenibilità ambientale nel settore ricettivo: riduzione degli sprechi, uso efficiente dell’energia e attenzione all’impatto sul territorio saranno temi trattati nei panel tecnici.
Numeri attesi e aspettative
Gli organizzatori stimano oltre 4.000 partecipanti tra imprenditori, professionisti del turismo digitale e appassionati. I lavori partiranno ogni giorno alle 9:30 e andranno avanti fino alle 18:00 con workshop, dibattiti e casi reali da cui prendere spunto.
“L’obiettivo è offrire un’occasione concreta per discutere dei cambiamenti in corso”, dice Marco De Angelis, presidente della commissione organizzativa. E aggiunge: “Firenze resta un punto fermo per parlare di innovazione nel turismo perché qui convivono tradizione e futuro”.
Gli ultimi dettagli logistici saranno comunicati nei prossimi giorni sul sito ufficiale dell’evento. Intanto il mondo del turismo guarda a Firenze come a un laboratorio aperto sulle sfide – ma anche sulle opportunità – dei mesi a venire.