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TheFork Awards 2026: 142 Restaurant di Milano il locale più votato dagli italiani

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
28 Ottobre 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Milano, 28 ottobre 2026 – Ieri sera, nelle eleganti sale di Palazzo Serbelloni, si è tenuta la cerimonia dei TheFork Awards 2026, l’appuntamento che ogni anno mette sotto i riflettori le nuove stelle della ristorazione italiana. Nel cuore pulsante di Milano, tra chef, giornalisti e appassionati, sono stati svelati i nomi dei ristoranti premiati. Un evento molto atteso da chi lavora nel settore e dagli appassionati, perché – come ricordano gli organizzatori – “racconta l’Italia che si reinventa a tavola”.

I protagonisti della serata: i vincitori da Nord a Sud

Il momento clou della serata è stato ovviamente l’annuncio dei vincitori dei TheFork Awards 2026. Quest’anno la giuria, formata da grandi nomi come Carlo Cracco e Cristina Bowerman, ha scelto una selezione di locali “che hanno saputo rinnovarsi senza perdere il legame con il territorio”. In cima alla lista c’è il Ristorante Erba Alta di Firenze: giovani talenti in cucina, un menù che mescola tradizione e innovazione, grande attenzione alla filiera corta. Il pubblico ha applaudito a lungo; qualcuno ha detto a microfoni spenti: “Qui si respira davvero la voglia di futuro”.

Al secondo posto c’è il Laboratorio Acqua Salata di Napoli, guidato dalla chef Giulia Romano, che racconta i sapori del Golfo con piatti semplici ma ricercati, puntando sui pesci meno noti. Tra i primi dieci troviamo anche la trattoria Pane e Fieno di Torino, un locale familiare che reinterpreta la cucina piemontese in modo originale. La mappa dei premi copre tutta la penisola: dal barese Lido d’Inverno, famoso per i suoi crudi della domenica, al romano raffinato Vicoli Sospesi.

Premi speciali: sostenibilità e accoglienza al centro

Non solo cucina protagonista. I TheFork Awards 2026 hanno valorizzato anche temi come sostenibilità, accessibilità e innovazione. Il premio “Green Table” per il miglior impatto ambientale è andato a Radici Vive di Trento: filiera biologica, arredamenti riciclati e vini rigorosamente a chilometro zero. Marta Lisi, proprietaria del locale, ha detto dal palco: “Questo riconoscimento ci sprona a continuare sulla strada della responsabilità”.

A sorpresa, il premio per la migliore esperienza in sala è finito all’Osteria del Ponte Vecchio di Firenze: servizio attento ma informale, cura per le allergie e ospitalità verso clienti internazionali. Un ospite usciva dicendo: “Qui ti senti ascoltato senza mai essere giudicato”. Segno che anche nel 2026 l’ospitalità resta una chiave fondamentale per il successo.

Numeri in crescita e un premio sempre più ambito

TheFork ha registrato quest’anno oltre 1500 ristoranti candidati, un numero in aumento rispetto alle passate edizioni. L’evento conferma così il suo ruolo centrale per giovani chef e imprenditori che vogliono farsi notare al di fuori delle guide tradizionali. Gli organizzatori ricordano che il premio – nato nel 2018 – vuole “dare voce alla nuova generazione”, ma anche riconoscere “la fatica quotidiana dietro ogni cucina”.

Dal palco, Marco Giglioli, direttore generale di TheFork in Italia, ha sottolineato: “Le nuove aperture mostrano una ristorazione più consapevole, meno legata alle mode del momento e più attenta alle reali esigenze del pubblico”. In sala si respirava un’atmosfera carica di emozione: alcuni candidati hanno scattato selfie spontanei con le targhe appena ritirate, altri sono rimasti più riservati nei ringraziamenti.

Le voci degli addetti ai lavori e lo sguardo al futuro

Anche gli addetti ai lavori non hanno nascosto entusiasmo per i risultati dei TheFork Awards 2026. Carlo Cracco ha commentato: “Questi premi sono importanti perché fanno emergere talenti fuori dai riflettori televisivi”, mentre Cristina Bowerman ha voluto ricordare “il valore delle piccole realtà che rendono grande la cucina italiana nel mondo”. Molti hanno notato la presenza tra i premiati soprattutto di giovani under quaranta e l’attenzione crescente verso inclusività e filiera etica.

Il settore sembra attraversare un periodo vivace e ricco di idee. Uno dei giurati diceva ieri sera a fine serata: “L’Italia non smette mai di inventare”. Forse proprio qui sta la forza della nostra cucina: restare fedele alle proprie radici senza paura di cambiare passo.

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