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Ginevra: la storica flotta Belle Époque del Lago Lemano rischia la scomparsa senza un piano di salvataggio

Silvana Lopez by Silvana Lopez
30 Ottobre 2026
in Storie
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Storie

Milano, 30 ottobre 2026 – Gli otto battelli storici che da oltre un secolo solcano il Lago Maggiore, tra le rive di Piemonte, Lombardia e Svizzera, sono oggi al centro di un acceso dibattito tra istituzioni, cittadini e addetti al turismo. Queste imbarcazioni, alcune varate agli inizi del Novecento, si trovano in condizioni che gli esperti definiscono ormai precarie. Eppure ogni giorno collegano ancora porti come Stresa, Verbania e Locarno. La loro sopravvivenza è diventata una questione cruciale per il territorio, non solo per la memoria storica ma anche per l’economia locale.

La flotta centenaria tra passato e presente

Le motonavi e i battelli a vapore del Lago Maggiore – con nomi che richiamano un passato elegante, come il “Piemonte” o il “Milano”, varati rispettivamente nel 1904 e nel 1909 – sono da decenni un simbolo del turismo lacustre. Ogni anno trasportano circa 600 mila passeggeri, secondo i dati della Navigazione Lago Maggiore. Hanno accompagnato generazioni di residenti e turisti, resistendo a due guerre mondiali e ai cambiamenti sociali del secolo scorso. Ma oggi il tempo sembra aver fatto il suo lavoro.

Secondo Gianni Crespi, capo tecnico della Navigazione Lago Maggiore, “la manutenzione è sempre più complicata e costosa. I pezzi di ricambio sono difficili da trovare, alcuni componenti vanno fatti su misura nei cantieri di Arona”. E mentre cresce la domanda – con un +12% di passeggeri rispetto al 2025 –, questi problemi rischiano di mettere a rischio l’intero servizio.

Il nodo delle risorse economiche

La vera sfida resta quella delle risorse economiche. Per mettere in sicurezza e far funzionare al meglio la flotta storica servono investimenti importanti. Da fonti interne si parla di oltre 20 milioni di euro solo per gli interventi urgenti su scafi, motori e impianti elettrici. Una cifra che preoccupa sia la Regione Piemonte sia la Regione Lombardia, coinvolte nella gestione della Navigazione.

“Serve un impegno chiaro del Governo”, ha detto il presidente della provincia del VCO, Alessandro Lana, durante l’ultimo tavolo tecnico convocato a Stresa martedì alle 17. “Il rischio è concreto: fermare le corse proprio nei mesi estivi, con pesanti ripercussioni sull’indotto turistico locale”.

Il valore turistico e identitario

Non è solo una questione tecnica o economica. Per chi vive sulle sponde del lago e per gli operatori turistici, i battelli sono qualcosa di più profondo. “Queste barche sono la nostra storia”, racconta Federica Barone, che gestisce un piccolo hotel a Verbania Intra. “I clienti inglesi o tedeschi scelgono spesso la gita in battello per ammirare le isole Borromee o raggiungere i mercatini di Cannobio”.

Quest’anno – dicono dall’associazione Albergatori Lago Maggiore – più del 35% dei turisti stranieri ha usato almeno una volta i battelli storici durante il soggiorno sul territorio. E in certi fine settimana di luglio e agosto le corse sono regolarmente sold out.

Le proposte: restauro o sostituzione?

Sulla questione le opinioni non mancano. C’è chi punta a un restauro conservativo, magari grazie a fondi europei dedicati ai beni culturali naviganti; altri preferiscono soluzioni più pratiche, favorevoli a sostituire piano piano le unità più vecchie con mezzi moderni e meno impattanti per l’ambiente.

Per ora la Navigazione Lago Maggiore ha avviato una collaborazione con il Politecnico di Milano per studiare soluzioni innovative che allunghino la vita delle imbarcazioni senza rinunciare alla sicurezza. Ma – ammettono fonti interne – senza interventi rapidi sulle infrastrutture a terra e sugli impianti elettrici anche le migliori idee rischiano di restare lettera morta.

La voce dei cittadini e il futuro incerto

La preoccupazione si fa sentire anche tra la gente comune. A Pallanza, sabato scorso alle 11, piccoli gruppi hanno distribuito volantini per sensibilizzare sul rischio che il servizio venga ridotto già dalla prossima primavera. “Sarebbe una perdita grave per tutti”, ha commentato un anziano residente indicando il piroscafo “Piemonte” fermo in darsena.

Al momento non arrivano ancora risposte ufficiali dal Ministero delle Infrastrutture. Si attende un nuovo incontro entro metà novembre: solo allora si capirà se questi vecchi battelli continueranno a navigare sul Lago Maggiore o se questa lunga storia sta davvero per finire.

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