Milano, 4 novembre 2026 – Nuotare con gli squali senza gabbia di protezione: un’idea che sembra folle, quasi incredibile solo a sentirla. Eppure, in questi giorni, sempre più appassionati di immersioni si lanciano in questa avventura nelle acque limpide dell’Oceano Indiano, vicino alle Seychelles. Che cosa spinge qualcuno a mettersi così vicino a un predatore marino? È la domanda che torna spesso tra i racconti dei sub, le parole dei biologi e le foto che arrivano da La Digue e Mahé.
Perché i sub si avvicinano agli squali?
«All’inizio avevo paura nera», racconta Marta Lorusso, 36 anni, istruttrice di immersioni milanese. «Ma appena ho visto il primo squalo, ho capito che non sono quelli che immaginiamo». Diverse ricerche, tra cui quelle su Marine Biology e dati della Shark Trust, dicono che il rischio di un attacco è davvero basso: solo 5 incidenti mortali all’anno nel mondo. Eppure il terrore resta, alimentato da film e serie tv. Quando si parla di immersioni con gli squali senza gabbia, la mente vola subito al famoso squalo bianco di Spielberg.
La realtà nelle acque delle Seychelles
Le acque dell’arcipelago mostrano uno spettacolo ben diverso dai film dell’orrore. I sub si immergono all’alba, tra le 7 e le 8 del mattino – il mare è più calmo – e restano vicino alla barriera corallina. C’è chi parte con la videocamera accesa, chi si ferma un attimo ad ascoltare solo il respiro. Ed è allora che compaiono i primi squali: lo squalo pinna nera, spesso seguito dai pesci pilota, e qualche volta uno maestoso squalo balena. Gli istruttori come Paul, inglese che vive a La Digue, sono chiari sulle regole: niente movimenti bruschi, non puntare le luci negli occhi degli animali, mantenere sempre la distanza.
Parola ai biologi marini
«Gli squali sono curiosi ma raramente aggressivi se non si sentono minacciati», spiega Alessia Rota, biologa marina dell’Università di Torino che studia gli squali nell’Oceano Indiano da tre anni. Le aggressioni sono quasi sempre legate a situazioni particolari: acqua torbida, presenza di cibo o quando lo squalo viene sorpreso o ferito. «Durante queste immersioni – aggiunge – quello che colpisce è la calma degli squali. Spesso sembrano più spaventati loro di noi».
Come si garantisce la sicurezza
Le agenzie locali come la Blue Current Divers seguono regole precise: massimo sei persone per istruttore, briefing dettagliati prima di ogni immersione e un esperto a bordo del gommone di supporto. Il costo? Circa 140 euro per due ore in acqua con muta inclusa. Vietato portare cibo o avvicinarsi troppo agli esemplari grandi. «La vera regola», racconta Federico Rossi da Parma, «è rispettare lo spazio degli animali. Solo così puoi davvero osservare come vivono».
Come cambia l’immagine dello squalo
Negli ultimi anni – anche grazie a eventi come la Shark Awareness Week e documentari BBC – l’immagine dello squalo sta lentamente cambiando. Secondo una ricerca della società inglese YouGov, il 60% dei turisti che scelgono queste immersioni lo fanno per superare una paura coltivata fin dall’infanzia. «Ci hanno sempre detto di temerli», sottolinea Alessia Rota, «ma sono creature fondamentali per l’equilibrio degli oceani».
Un valore per le comunità locali
Per molte isole delle Seychelles il turismo legato alle immersioni con gli squali è una fonte importante di guadagno. A La Digue negozi e ristoranti aprono già alle sei del mattino per accogliere i sub; le guide lavorano quasi tutto l’anno (esclusi i periodi dei monsoni) e dal 2023 l’afflusso è in crescita costante. C’è però chi rimane scettico: «Da bambino sentivo storie su uno squalo che aveva morso la barca di mio nonno», ricorda Joseph, barista sulla spiaggia di Anse Source d’Argent.
Un’esperienza che cambia tutto
Chi torna dall’immersione parla soprattutto di un incontro inaspettato. Di una paura che piano piano si trasforma in curiosità… forse anche in rispetto. «Non sono quei mostri che immaginiamo», dice Marta Lorusso mentre ripone la muta bagnata nello zaino. E mentre sul pontile ancora umido guarda verso il mare aperto, sa che sotto quelle onde ci sono storie ben più vere dei racconti inventati.