Affitti in Europa: ecco dove puoi trasferirti per pagare meno

Gli affitti più bassi in Europa

Gli affitti più bassi in Europa | Pixabay @travelview - Okviaggi

Federico Liberi

6 Febbraio 2026

Un’analisi aggiornata rivela le città in Europa dove gli affitti incidono meno sulle spese mensili: ecco cosa c’è da sapere a riguardo

Trasferirsi all’estero è una scelta sempre più concreta per molti europei in cerca di un migliore equilibrio tra qualità della vita e costi abitativi. Tuttavia, il nodo cruciale rimane sempre l’affitto, un fattore decisivo per valutare la sostenibilità economica di una nuova città. A fornire un quadro aggiornato su questo tema è l’ultima analisi di The Economist, che aggiorna il cosiddetto “Carrie Bradshaw Index”, esaminando dove in Europa si può vivere da soli senza destinare più del 30% dello stipendio al canone di locazione.

Gli affitti più sostenibili in Europa: ecco dove si paga meno

Per il terzo anno consecutivo, The Economist ha incrociato i dati sugli affitti medi di monolocali e bilocali con i redditi locali, definendo un indice di accessibilità basato su un punteggio: se superiore a 1, la città è considerata sostenibile per chi vive da solo, altrimenti no. La novità del 2026 conferma alcune tendenze consolidate ma introduce aggiornamenti importanti alla luce delle trasformazioni economiche e immobiliari degli ultimi mesi.

Al vertice della classifica si conferma Bonn, ex capitale della Germania Ovest, con un punteggio di 1,33. La città, affacciata sul Reno, continua a offrire un mix raro di stipendi solidi e affitti accessibili, risultando una meta privilegiata per chi cerca qualità della vita senza sacrifici eccessivi. Seguono Lione, “capitale gastronomica” e culturale della Francia, e città come Berna, Bruxelles e Helsinki, tutte accomunate da un equilibrato rapporto tra reddito medio e costo della casa.

Interessante la posizione di Berlino, che entra in classifica con un punteggio di 1,01. La capitale tedesca, pur mantenendo un fascino internazionale e una forte attrattiva per freelance e creativi, vede aumentare i prezzi degli affitti, ma resta ancora economicamente sostenibile per chi ha uno stipendio medio annuo intorno ai 55.000 euro, con affitti mensili medi di circa 1.350 euro.

La top 8 delle città europee più accessibili secondo l’indice è completata da Vienna, Lussemburgo, oltre alle già citate.

Le città meno accessibili e le sfide per i nuovi residenti

Fuori dalla “comfort zone” economica si trovano città come Londra, Ginevra e Stoccolma, dove gli affitti rappresentano una fetta insostenibile del reddito medio, rendendo la vita da single un lusso riservato a pochi. Queste realtà metropolitane vengono spesso scelte per motivi professionali o culturali, ma rappresentano un rischio economico per chi non dispone di un salario elevato.

Secondo i dati aggiornati di EURES, la rete europea per la mobilità dei lavoratori, per chi si trasferisce è fondamentale valutare con attenzione la zona di residenza, la tipologia di alloggio e la distanza dal luogo di lavoro, oltre al costo. Nazioni come la Finlandia mostrano forti differenze di prezzo tra capitale e città di provincia: a Helsinki un monolocale in centro costa mediamente oltre 1.000 euro, mentre a Turku il prezzo scende a circa 700 euro, con un impatto significativo sulla sostenibilità economica.

Inoltre, molte aziende europee offrono oggi alloggi “vincolati” o soluzioni abitative tramite contratti agevolati, che possono rappresentare un’opzione vantaggiosa per i lavoratori in mobilità. Prima di firmare è comunque consigliabile consultare esperti o consulenti locali, poiché le normative variano significativamente da paese a paese: in Grecia, ad esempio, la cauzione richiesta può raggiungere due mensilità, mentre in Francia è generalmente di un mese.

L’impatto della mobilità dei super ricchi sul mercato immobiliare europeo

Non solo lavoratori e giovani professionisti sono protagonisti negli spostamenti internazionali: negli ultimi mesi si è intensificato il fenomeno dei “migranti di lusso”, ovvero miliardari che cercano sedi personali e domicili fiscali più vantaggiosi. Tra loro spicca il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, che dopo decenni nel Regno Unito valuta destinazioni alternative come Italia, Svizzera e Emirati Arabi, in risposta ai cambiamenti normative fiscali britanniche.

Milano si conferma una delle mete preferite da questa élite globale grazie al regime fiscale introdotto nel 2017 che prevede una tassa forfettaria annuale sui redditi esteri, recentemente aumentata a 200.000 euro. Il capoluogo lombardo, oltre a rappresentare un centro economico e culturale europeo, vede crescere la domanda di immobili di lusso, con effetti visibili anche sul mercato residenziale più ampio.

Tra gli “high net worth individuals” che guardano a Milano c’è anche Bernard Arnault, magnate del lusso e presidente di LVMH, che ha acquisito la storica Casa degli Atellani nel cuore della città, con l’intenzione di renderla la propria residenza principale. Questa scelta riflette un trend crescente di spostamento personale, non necessariamente aziendale, verso località italiane con vantaggi fiscali e qualità della vita elevate.

Questi movimenti hanno però suscitato crescenti critiche da parte degli abitanti locali, preoccupati per l’aumento dei prezzi e la pressione sul mercato immobiliare accessibile.

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