Melbourne, 26 gennaio 2026 – Jannik Sinner finisce ancora una volta sotto i riflettori, ma non solo per quello che fa in campo. Le polemiche seguite alla sua ultima partita agli Australian Open si stanno facendo sentire forte. Sul cemento della Rod Laver Arena, l’azzurro ha vissuto un match complicato contro l’americano Spizzirri, segnato da una serie di crampi improvvisi che hanno scatenato più di una critica, soprattutto dalla stampa australiana. Nel frattempo, il numero uno del mondo, Carlos Alcaraz, non ha perso occasione per lanciare una frecciatina che ha subito fatto rumore.
Crampi e polemiche: come reagisce stampa e pubblico
Era la sera del 24 gennaio quando, al terzo set di un incontro che sembrava in controllo, Sinner si è accasciato ai bordi del campo, visibilmente provato. Il medico del torneo gli ha controllato la pressione – un dettaglio che non è passato inosservato alle telecamere – e solo dopo è riuscito a rimettersi in piedi, zoppicando visibilmente. “Sembrava davvero esausto, faticava persino a camminare”, ha raccontato Mark Jenkins della redazione sportiva dell’Herald Sun. Le immagini, subito circolate sui social, hanno diviso i tifosi: da una parte chi gli ha espresso solidarietà (“Forza Jannik, sei abituato a lottare”), dall’altra chi ha parlato di sceneggiate o poca preparazione.
La stampa locale non è stata tenera. Il Sydney Morning Herald ha scritto che “l’atleta italiano avrebbe dovuto dosare meglio le proprie energie”, mentre alcune radio sportive hanno messo in dubbio le vere condizioni di Sinner. Parole che in Italia hanno fatto storcere il naso a più di un esperto. “Tutta questa attenzione mi sembra esagerata”, ha commentato Paolo Bertolucci su Radio Rai 1 il mattino seguente.
La stoccata di Alcaraz: “Io? Niente crampi”
La vicenda si è complicata quando Carlos Alcaraz, in conferenza stampa dopo la vittoria in tre set contro Korda, ha risposto con una battuta pungente che molti hanno interpretato come una frecciatina rivolta proprio a Sinner. “Crampi? Per ora sto bene – ha detto sorridendo – forse qui fa più caldo per altri”. Parole che non sono passate inosservate tra gli addetti ai lavori, soprattutto considerando la rivalità tra i due giovani campioni.
Alcaraz ha poi aggiunto: “Sono soddisfatto della mia forma fisica. Ho lavorato tanto sulla preparazione quest’anno e adesso sto raccogliendo i frutti”. Nessun riferimento diretto all’azzurro, ma la sala stampa si è subito animata. Un giornalista francese gli ha chiesto se secondo lui qualche avversario potesse “usare” piccoli problemi fisici per rallentare il gioco: “Non saprei – ha risposto Alcaraz – io preferisco giocare senza pause”.
Sinner sotto pressione: tra critiche e aspettative
Per Sinner, queste giornate a Melbourne sono diventate più di un semplice banco di prova sportivo. Anche il carattere viene messo alla prova. Dopo le critiche sui crampi, ieri mattina ha lasciato l’hotel Crown alle 9.30 senza dire una parola ai giornalisti. Solo poche parole scambiate con il coach Simone Vagnozzi (“Dobbiamo pensare alla prossima partita”), prima di salire sul taxi che lo avrebbe portato al campo d’allenamento 5.
Dal suo staff arriva prudenza: “Jannik sta bene, sono solo episodi normali”, confida un membro dello staff azzurro. Ma l’atmosfera resta tesa. I media locali hanno ripescato vecchi casi simili agli Australian Open degli anni passati, da Djokovic a Murray, mettendo in evidenza come il caldo di gennaio possa mettere davvero in difficoltà anche i campioni migliori.
Quarti all’orizzonte: cosa aspettarsi
Il prossimo match è fissato per martedì alle 11 locali contro l’argentino Baez. Il tabellone non sembra particolarmente duro sulla carta, ma tutta l’attenzione sarà sulle condizioni fisiche di Sinner e sul modo in cui affronterà la partita. La federazione australiana nella notte ha diffuso un comunicato: “Il torneo segue con attenzione la salute dei giocatori”, ribadendo che la sicurezza degli atleti resta al primo posto.
Nel frattempo sui social continuano i commenti contrastanti: c’è chi ricorda la solidità dimostrata da Sinner nelle fasi finali degli ultimi Slam e chi teme invece una nuova battuta d’arresto. In questo clima fatto di sguardi attenti e microfoni sempre accesi, Melbourne aspetta ora la risposta dell’azzurro.