Antikythera, l’isola greca che paga 500 euro al mese per chi si trasferisce: offerta imperdibile per vivere nel paradiso nascosto

Simona Carlini

27 Gennaio 2026

Atene, 27 gennaio 2026 – Antikythera, quel piccolo scoglio roccioso nascosto tra Creta e il Peloponneso, non vuole arrendersi al silenzio delle sue case vuote. Sono una ventina, ormai, i residenti rimasti. Ma da oggi, chi decide di trasferirsi sull’isola trova un aiuto concreto: incentivi economici e case gratis. Un modo per fermare lo spopolamento che rischiava di far sparire la comunità.

Antikythera prova a tornare a vivere

Antikythera è famosa soprattutto per il suo meccanismo archeologico ritrovato agli inizi del Novecento. Però le sue strade sono quasi sempre deserte, anche in pieno giorno. La scuola elementare è chiusa da anni. Il medico viene solo a giorni alterni. In questo scenario, le autorità locali insieme alla Chiesa ortodossa greca e al governo di Atene hanno deciso di muoversi: offrono un sussidio mensile di circa 500 euro, una casa in comodato d’uso gratuito e un pezzo di terra da coltivare.

«Ci servono bambini, famiglie, nuove voci», spiega padre Evangelos, il prete dell’unica chiesa del paese. Il sindaco Efstratios Harhalakis sottolinea che l’obiettivo non è solo aumentare la popolazione: «Vogliamo un’isola viva, con servizi che funzionano e una scuola aperta.»

Vita dura ma scelta con il cuore

I primi a rispondere sono stati Spiros ed Eleni Papadopoulos, una coppia ateniese con due bimbi piccoli. Sono arrivati lo scorso settembre. «Cercavamo un’altra vita – racconta Eleni – meno caos e più tempo per stare insieme. Qui si vive piano: ci si conosce tutti subito.» Altre tre famiglie sono attese entro la primavera.

La vita sull’isola non è semplice. I traghetti saltano spesso quando tira vento forte — cosa che capita spesso — e la posta arriva solo due volte alla settimana. Gli anziani dicono che d’inverno si campa con le scorte, il pesce pescato all’alba e ciò che dà l’orto. Ma proprio questo ritmo lento affascina i nuovi arrivati: «Abbiamo scelto l’essenziale», confida Spiros guardando l’orizzonte dalla piazza del paese.

Un futuro da costruire insieme

Fino a qualche decennio fa Antikythera contava più di 300 abitanti, quasi tutti pescatori o dediti alla raccolta di olive e miele. Negli ultimi vent’anni però le opportunità sono sparite come in molte isole dell’Egeo. I giovani sono partiti verso Atene o Creta; oggi restano poco più di venti persone e l’età media si avvicina ai 60 anni.

Il progetto prevede anche aiuti per chi vuole aprire piccoli negozi o imprese artigiane, attività turistiche sostenibili o lavori legati alla cura del patrimonio storico — come le rovine del castello bizantino. L’obiettivo è evitare che l’isola diventi solo un museo senza anima.

Un esperimento sotto osservazione

Il caso di Antikythera non è unico. Programmi simili hanno preso piede in altre isole greche come Tilos o Ikaria, dove l’esodo ha svuotato interi villaggi di bambini e negozi. Stavolta però gli incentivi sono stati studiati bene: il governo garantisce fondi per cinque anni ai nuovi abitanti disposti a impegnarsi davvero nel territorio.

Sui siti online si trovano già annunci di case ristrutturate, foto delle baie nascoste e video delle feste tradizionali. Le richieste arrivano soprattutto da famiglie greche ma anche da italiani e francesi attratti dall’idea di una vita diversa.

«Non vogliamo solo turisti — chiarisce il sindaco Harhalakis — ma gente pronta a mettere radici.» E sull’isola iniziano a vedersi segnali concreti: la scuola dovrebbe riaprire dal prossimo anno scolastico; si lavora su accordi con cooperative agricole del Peloponneso; si cerca di migliorare i collegamenti via mare.

Solo allora — forse — il vento porterà non solo nuove voci ma anche speranze concrete perché Antikythera resti qualcosa in più di un semplice punto sulla mappa dell’Egeo.

Change privacy settings
×