Milano, 20 gennaio 2026 – Un’aurora boreale fuori dal comune illuminerà i cieli d’Italia tra il 21 e il 22 gennaio 2026. A spiegare il fenomeno, gli esperti dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, che parlano di una delle tempeste solari più intense degli ultimi vent’anni in arrivo sulla Terra proprio in queste ore. Le luci danzanti si potranno scorgere anche in alcune zone del Nord Italia, uno spettacolo che non si vedeva così nitido da decenni.
Aurora boreale in Italia: dove guardare
Secondo l’INAF, le prime onde di plasma solare raggiungeranno l’atmosfera terrestre nella serata di martedì 21 gennaio. Le regioni con maggiori chance di assistere all’aurora sono Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Gli appassionati parlano di una finestra tra le 21 e le 2 di notte, anche se – come chiarisce Marco Galliani, ricercatore all’osservatorio di Brera – «dipenderà molto dal meteo e dalla chiarezza del cielo». Qui da noi, l’aurora polare apparirà come un bagliore verde-rosato sull’orizzonte a nord. In posti isolati, lontani dall’inquinamento luminoso come la Val d’Ossola, la Carnia o alcune valli del Trentino, il fenomeno potrebbe essere ancora più evidente. Chi vive in città come Torino o Udine dovrà invece armarsi di pazienza. Gli esperti consigliano di spostarsi fuori dai centri urbani e cercare spazi aperti per godersi lo spettacolo al meglio.
Tempesta solare: cosa è successo e cosa ci aspetta
Dietro questo evento c’è un aumento improvviso dell’attività magnetica del Sole, registrato tra il 17 e il 19 gennaio. I dati dei satelliti NASA mostrano che una espulsione di massa coronale (CME) ha scagliato verso la Terra una grande quantità di particelle cariche. Il momento clou, secondo l’Agenzia Spaziale Europea, dovrebbe arrivare tra il tardo pomeriggio del 21 e le prime ore del 22 gennaio. Cosa potremo vedere? Un’aurora anche a latitudini insolite per l’Italia. Ma gli scienziati tengono a ricordare che «fenomeni così forti restano comunque rari», spiega Alessandro Bemporad dell’Osservatorio di Torino. Nel 2003 era successa una tempesta simile, ma quella volta la visibilità fu minore per colpa del meteo.
Attenzione alla tecnologia e ai trasporti
Oltre allo spettacolo nel cielo, le tempeste geomagnetiche possono causare problemi a satelliti, reti elettriche e sistemi di navigazione. Per l’Italia non sono previsti grossi guai, assicurano dall’ENEA, ma potrebbero verificarsi piccoli disturbi nelle comunicazioni radio a onde corte o qualche imprecisione nei segnali GPS nelle ore più critiche. In Nord Europa alcune compagnie aeree stanno già valutando rotte alternative per i voli transpolari; qui da noi invece nessuna modifica è stata decisa negli aeroporti principali come Malpensa o Venezia Tessera.
Come prepararsi per vedere l’aurora
Chi vuole provare a fotografare l’aurora boreale dovrà tenere conto di alcuni consigli pratici. Meglio allontanarsi dalle luci della città e scegliere una collina o una zona aperta in campagna. È consigliabile usare un obiettivo grandangolare per cogliere tutto il fenomeno; inoltre un’esposizione lunga può aiutare a catturare meglio i colori delle luci nel cielo. La Società Astronomica Italiana raccomanda anche di vestirsi bene: nelle valli alpine le temperature potrebbero scendere sotto zero.
Un’occasione unica da non perdere
Resta il fascino di uno spettacolo raro – da raccontare magari ai nipoti fra qualche anno – che riporta quel senso antico di meraviglia verso il cielo stellato. «Non sappiamo ancora quanto durerà né quanto sarà intenso da queste parti», ammette Galliani, «ma vale la pena provarci». I social si sono già animati con commenti e domande: su diversi gruppi Facebook sono nate chat notturne dedicate alla caccia all’aurora italiana. C’è chi si organizza per salire in montagna dopo cena e chi ha già impostato la sveglia alle tre del mattino.
Nelle prossime ore occhi puntati al cielo: per almeno una notte, la solita routine cittadina potrebbe fermarsi davanti a uno spettacolo raro come l’aurora boreale visibile anche in Italia.