Bormio dopo Milano Cortina 2026: eventi imperdibili tra arte, cultura e divertimento

Simona Carlini

24 Gennaio 2026

Bormio, 24 gennaio 2026 – Arte, cultura e divertimento scandiscono le giornate di Bormio durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, trasformando questa località valtellinese in un punto di ritrovo per sportivi, appassionati d’arte e famiglie. Il paese, che conta poco più di 4.000 abitanti ed è situato a 1.225 metri di altitudine, accoglie visitatori e delegazioni con un fitto calendario di eventi che non si ferma quando finiscono le gare.

Bormio oltre le piste: il calendario degli eventi

Già da questa settimana, le vie del centro storico — tra via Roma e piazza Cavour — ospitano installazioni temporanee che mettono in luce il legame tra le Olimpiadi e le tradizioni locali. Sculture in legno e proiezioni multimediali raccontano storie di atleti ma anche di artigiani valtellinesi e riti alpini. Non mancano poi mostre fotografiche al Museo Civico, aperto fino alle 21 per permettere anche a chi arriva tardi di visitarle dopo le competizioni sportive.

Il sindaco Silvia Cavazzi sottolinea come l’obiettivo sia «offrire agli ospiti un’esperienza che vada oltre lo sci». Per lei, «le Olimpiadi sono anche un’occasione per mostrare l’identità della nostra terra». Così, ogni sera, musicisti locali animano le vie con brevi concerti improvvisati: fisarmoniche, chitarre acustiche e qualche voce fuori dal coro attirano gruppi di curiosi.

La cultura alpina al centro: laboratori e spettacoli

Non mancano iniziative pensate per famiglie e ragazzi. Al Palazzo De Simoni, il laboratorio “La lana di una volta” si svolge ogni mattina dalle 10 alle 12: qui i più piccoli possono scoprire come si lavorava la lana in passato in Valtellina. Nel pomeriggio invece spazio ai racconti: ogni giorno alle 16.30 va in scena una narrazione teatrale itinerante lungo il sentiero della Reit, tra leggende della montagna e storie di contrabbandieri.

Dal 28 gennaio, nella chiesa di San Vitale sarà visitabile la mostra “Fede e Sport”, curata dalla parrocchia con il patrocinio del Comitato Olimpico. Una raccolta di immagini storiche ripercorre la devozione degli atleti valtellinesi e i momenti più significativi delle passate edizioni dei Giochi.

Tra sport e gusto: il divertimento non manca

Bormio non dimentica la sua vocazione al divertimento. Ogni sera dalle 18, in piazza del Kuerc, prende vita l’Après Ski Olimpico. Qui si trovano bancarelle con pizzoccheri, bresaola e sciatt preparati al momento; mentre si ascolta musica dal vivo o si assiste a piccole esibizioni di danza ispirate ai giochi sulla neve. Il locale “Al Filò”, uno dei più noti della zona, ha creato un menù speciale a tema olimpico: piatti che richiamano i colori dei cinque cerchi olimpici dall’antipasto fino alla torta di mele.

«Abbiamo voluto che la festa coinvolgesse tutti», racconta Giulio Perego, presidente del Consorzio Turistico Valtellina. Anche chi non è appassionato di sci può trovare qualcosa da godersi qui. I primi giorni hanno fatto registrare circa 8 mila presenze tra sportivi e visitatori, un dato che conferma «l’interesse per una proposta che unisce competizione e tempo libero».

Sostenibilità in primo piano: i giovani protagonisti

Grande attenzione anche all’ambiente: gli organizzatori hanno limitato l’uso della plastica e favorito mezzi pubblici e biciclette elettriche per spostarsi nel paese. Diverse scuole del territorio hanno aderito a un progetto educativo sulla sostenibilità olimpica; nella biblioteca comunale si tengono laboratori interattivi per spiegare ai più giovani il valore dell’economia circolare durante grandi eventi sportivi.

«I bambini sono entusiasti», dice la maestra Francesca Landriani. «Vedono davvero nelle Olimpiadi qualcosa che può cambiare il loro modo di vivere la montagna».

Una comunità aperta al mondo

A Bormio si respira l’aria di una comunità che si apre agli altri: arrivano volontari da tutta Italia e anche dall’estero — Norvegia, Canada — mentre nei bar si mescolano lingue diverse. Per strada si incrociano atleti con bambini pronti a chiedere autografi o una foto ricordo. Il paese vive questi giorni come un’occasione per raccontarsi fuori dagli stadi e dalle piste; tra una fetta di sciatt e una storia antica sussurrata nel dialetto locale.

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Bormio non sono solo medaglie. Qui ogni evento diventa un modo per conoscere il territorio, condividere culture diverse e vivere — anche solo per una sera — quella dimensione collettiva che lo sport crea quando incontra arte e tradizione.

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