Caos a Milano Linate: nuovo sistema controllo passaporti blocca centinaia di viaggiatori

Simona Carlini

14 Aprile 2026

Milano, 14 aprile 2026 – All’aeroporto di Linate, stamattina poco dopo le 7, il debutto del nuovo sistema digitale di controllo alle frontiere europee si è trasformato in un vero e proprio intoppo: centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati ai varchi mentre le registrazioni biometriche andavano a rilento. Il personale, messo alla prova dalla novità e dall’improvviso afflusso, non è riuscito a gestire il flusso crescente di viaggiatori diretti verso le principali destinazioni del continente. “Ci avevano detto che sarebbe stato più veloce, invece c’è chi ha perso il volo”, racconta Sara, 34 anni, in coda da oltre un’ora. Un lunedì che molti ricorderanno per le lunghe file e la confusione.

Il nuovo sistema rallenta i controlli: ecco cosa è successo

Entrato in funzione oggi in tutti gli scali Schengen italiani, il sistema – chiamato Entry/Exit System (EES) – impone la registrazione con foto e impronte digitali di ogni cittadino extra UE all’arrivo e alla partenza. La misura, voluta dalle direttive europee per aumentare la sicurezza alle frontiere, avrebbe dovuto snellire i controlli. Invece a Linate ha causato rallentamenti evidenti fin dalle prime ore. “Non ci aspettavamo questi tempi”, ha ammesso un agente della Polizia di Frontiera mentre cercava di tranquillizzare chi chiedeva spiegazioni.

Le procedure di registrazione sono iniziate alle 6:50. Dopo nemmeno venti minuti, le file superavano già i trenta metri. Il Terminal B, normalmente poco trafficato nei giorni feriali, si è trasformato in un vero imbuto: file fitte davanti ai totem per la lettura dei documenti biometrici e visi visibilmente tesi. Solo intorno alle 10 la situazione ha cominciato a migliorare, ma nel frattempo decine di persone avevano già rinunciato al viaggio o cercato alternative.

I viaggiatori: “Abbiamo perso il volo, nessuna comunicazione”

Per molti la giornata è cominciata con l’ansia sotto i tabelloni delle partenze. Qualcuno si è rivolto ai banchi informazioni; altri hanno chiamato freneticamente le compagnie aeree per provare a riprenotarsi. La lamento più comune? “Nessuno ci ha avvertito, pensavamo bastasse arrivare puntuali”. Alcuni dipendenti, incrociati tra un controllo e l’altro, hanno spiegato che “le nuove macchine vanno azionate una per una, ci vuole tempo per prenderci la mano”. Nel mezzo al caos, le hostess distribuivano bottigliette d’acqua e qualche snack a chi aveva superato i controlli sul bagaglio ma restava bloccato davanti ai tornelli automatici.

Secondo SEA, la società che gestisce lo scalo milanese, “il problema riguarda solo la fase iniziale dell’implementazione del sistema, che richiede tempo per abituare operatori e passeggeri”. Dalla Prefettura nessun commento ufficiale; solo una raccomandazione generica a “presentarsi in aeroporto con largo anticipo”.

Operatori sotto pressione: formazione in corsa

Dietro ai banchi della Polizia di Frontiera l’atmosfera era tesa. “Anche noi ci stiamo abituando”, ha confidato un funzionario mostrando i monitor con le schermate ancora in caricamento. I nuovi lettori biometrici – arrivati sabato scorso – hanno richiesto una formazione rapida che però non avrebbe coperto tutti i turni di oggi, secondo fonti sindacali interne. Nei corridoi si sentivano battute amare (“Speriamo non succeda a Malpensa”), ma nessuno si è tirato indietro.

Un addetto all’accoglienza ha sottolineato che “chi non ha dimestichezza con la tecnologia rischia di impiegare molto più tempo”. Un problema evidente soprattutto tra i viaggiatori anziani o meno abituati agli strumenti digitali.

Ripercussioni su voli e traffico

Fonti interne all’aeroporto – confermate da Alitalia e responsabili di compagnie low cost – parlano di almeno sei voli partiti con ritardi superiori ai 40 minuti; su tre tratte sono stati segnalati passeggeri non imbarcati nonostante fossero arrivati entro l’orario limite. I dati ufficiali devono ancora arrivare; la stima più cauta parla di “oltre duecento persone” bloccate tra le 7 e le 10.

Al banco Lost & Found alle 12 erano già arrivate una ventina di segnalazioni per bagagli mai consegnati o rimasti fermi in stiva perché il proprietario non aveva fatto in tempo all’imbarco.

Le prossime mosse: serve una soluzione rapida

Il Ministero dell’Interno segue da vicino quanto accaduto a Linate insieme alla Commissione UE. Una nota tecnica uscita a fine mattinata invita gli utenti “a prevedere almeno due ore in più rispetto al solito”. Per domani è previsto l’arrivo di personale extra negli aeroporti principali.

“Stiamo lavorando per limitare al minimo i disagi”, assicurano dagli uffici SEA. Intanto molti passeggeri – smartphone alla mano – cercano vie alternative o attendono di poter riprenotare il volo. In attesa che la tecnologia mantenga davvero le promesse fatte, oggi a Linate resta soprattutto il ricordo di una partenza più lenta del previsto e la speranza che tutto torni alla normalità nel giro di pochi giorni.

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